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Simone Biles spiega il suo clamoroso forfait con i “demoni nella mia testa”

USA's Simone Biles reacts prior to compete in the vault event of the artistic gymnastics women's team final during the Tokyo 2020 Olympic Games at the Ariake Gymnastics Centre in Tokyo on July 27, 2021. (Photo by Lionel BONAVENTURE / AFP) (Photo by LIONEL BONAVENTURE/AFP via Getty Images)

Non è stato un infortunio, al limite “un piccolo infortunio al mio orgoglio”, per cui “dopo la prestazione che ho fatto semplicemente non volevo andare più avanti”. Simone Biles, leggenda della ginnastica americana, spiega così il forfait nella gara a squadre di Tokyo 2020, spiega che hanno vinto i “demoni nella testa”. 

“Quando sono sul tappeto – ha spiegato ai cronisti – siamo da soli io e la mia testa. Ho a che fare con i demoni nella mia testa”. “Devo proteggere la mia salute fisica e mentale, il mio benessere, non solo andar a fare quello che il mondo si aspetta da me” dice l’atleta, dominatrice assoluta dei Giochi di Rio nel 2016.

Non ce l’ha fatta a sopportare la pressione psicologica dei giochi olimpici di Tokyo ed è stata sostituita nel corso della finale All Around di ginnastica artistica femminile ai Giochi di Tokyo, cui ha partecipato anche l’Italia con Alice D’Amato, Asia D’Amato, Vanessa Ferrari e Martina Maggio. Competizione in cui alla fine gli Stati Uniti, favoritissimi, hanno perso, battuti dalla Russia con 169.528 punti, contro i166.096 punti degli Stati Uniti. 

Dopo aver eseguito la prova del volteggio, non impeccabile, Biles ha lasciato la zona di gara per poi tornare con la sua squadra, ma questa volta con lo status. All’inizio L’American Gymnastic Federation aveva fatto sapere che l’atleta si era ritirata dalla competizione a squadre “per motivi medici” e che la sua partecipazione al prosieguo dei Giochi Olimpici sarebbe stata incerta. Si era parlato di una problema alla caviglia destra. “Simone si è ritirata dalla competizione a squadre per motivi medici. Verranno effettuati quotidianamente esami per determinare se l’atleta potrà ricevere il via libera medico per le prossime gare” aveva affermato la federazione americana in una mail rivolta ad AFP, senza dare di più dettagli sullo stato di salute della superstar della ginnastica. Ora però è la stessa ginnasta a spiegare di non essersi ritirata per problemi fisici. “Dopo la performance semplicemente non volevo più andare avanti” spiega. “Non sono stata ferita, ho solo subito una piccola ferita al mio orgoglio” aggiunge l’atleta. Le Olimpiadi perdono così la loro protagonista più attesa. Con un totale di 30 medaglie olimpiche e mondiali, Biles è è considerata da molti la più grande ginnasta di tutti i tempi. 

L’uscita di scena di Simone è sorprendente ma non del tutto. La campionessa texana 24 enne non stava brillando alle Olimpiadi e aveva già mostrato nei giorni scorsi di soffrire la competizione dal punto di vista psicologico. A Rio aveva vinto quattro orai, più un bronzo alla trave. Domenica scorsa, a Tokyo, invece, la ginnasta ha fatto fatica. La stella statunitense ha commesso un errore a lei nuovo: dopo un salto è ricaduta fuori dal tappeto. Questo non ha permesso agli Stati Uniti di dominare le qualificazioni a squadre di ginnastica femminile. Il tutto con il Comitato Olimpico russo a comandare la graduatoria col punteggio di 171.629 contro il 170.562 del team stelle e strisce. Su Instagram Biles, che ha fatto cucire sulla tuta con degli strass d’argento la testa di una capra, a indicare l’acronimo “goat”, “greatest of all times”, ovvero “la più grande di tutte”, ha mostrato segni di cedimento. “Non è stata una giornata facile. Sento come se avessi il peso del mondo sulle mie spalle a volte – ha scritto sul social – So che mi comporto come se la pressione non mi intacchi ma, cavolo, qualche volta è difficile ahahah! Le Olimpiadi non sono uno scherzo”. Oggi, nella prima rotazione dell’all-around di martedì, la superstar della ginnastica ha completato uno stint nel volteggio ben al di sotto dei suoi soliti standard, concludendo con un punteggio di 13.766 punti. Delusa e con la testa bassa, la quattro volte campionessa olimpica di Rio ha poi lasciato brevemente la sala, tra lo stupore generale dei giornalisti presenti.

Biles sembrava traballare, ma non cedere. Nonostante le difficoltà si era qualificata per tutte e sei le finali e avrebbe dovuto continuare a competere in all-around individuale, corpo libero, trave, parallele asimmetriche e volteggio. Ora però la notizia della sua esclusione dalla finale. 

Biles, che ha superato la storica fama di Nadia Comăneci, ai Giochi di Tokyo poteva battere un altro record: vincere un nuovo titolo olimpico nell’all-around, la disciplina in cui si gareggia su tutti e quattro gli attrezzi, a un’età più avanzata di ogni vincitrice del passato, 24 anni. In uno sport, la ginnastica artistica, in cui si raggiunge l’apice della carriera quando si è poco più che adolescenti e in cui i corpi femminili sono di solito molto piccoli e flessibili, Biles è l’eccezione. Ha una muscolatura che le permette di eseguire volteggi e avvitamenti che normalmente richiedono la forza di un corpo maschile. Solo lo scorso maggio Biles ha eseguito il doppio carpiato Yurchenko, che prevede una rincorsa iniziale seguita da una capriola all’indietro sulla tavola da volteggio e due salti carpiati, prima di atterrare in piedi. Il salto è così difficile e pericoloso che nessun’altra ginnasta lo aveva mai compiuto in una competizione ufficiale. “Non importa che aspetto hai. Puoi lottare per la grandezza, e puoi diventare grande” affermava solo alcuni mesi fa Biles.

Dalle Olimpiadi del 2016 in poi, però, Biles non è più stata nota solo come atleta. La sua popolarità l’ha resa importante e influente anche sul piano culturale. Biles è un’aperta sostenitrice dei movimenti Black Lives Matter e #MeToo e ha ribaltato molti stereotipi sulla sua disciplina, ispirando nuove generazioni di ginnaste. “I found my voice” affermava. La squadra con cui Biles gareggiava a Tokyo è la più multietnica della storia della ginnastica statunitense: ci saranno Sunisa Lee, la prima atleta della nazionale di origini hmong (un gruppo etnico del Sud della Cina), e l’afroamericana Jordan Chiles, che era vicina al ritiro, ma ha cambiato idea dopo aver abbandonato un allenatore dai metodi prepotenti e aver iniziato ad allenarsi con Biles.

Articolo proveniente da Huffington Post Italia