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Rousseau è il passato. Ora Davide Casaleggio lancia Camelot

ROME, ITALY - FEBRUARY 13: Davide Casaleggio, founding partner of the 5 Star Movement and owner of Casaleggio Associati, participates in the TV broadcast Porta a Porta. Rome (Italy), February 13th, 2020 (Photo by Massimo Di Vita/Archivio Massimo Di Vita/Mondadori Portfolio via Getty Images)

“Attraverso le mie competenze di innovazione digitale ho contribuito per 15 anni a costruire un movimento politico che ha raggiunto risultati straordinari andando tre volte al governo e raggiungendo importanti primati a livello mondiale grazie a Rousseau. Grandi successi che non lasciano spazio alla nostalgia perché è un sentimento di chi guarda al passato e ha paura di rimettersi in gioco. Ora occorre rilanciare e portare la partecipazione ad ogni livello, non solo politico”. Lo afferma Davide Casaleggio in un’intervista al Corriere della Sera.

Secondo Casaleggio “del M5S nello statuto presentato non rimane nulla. A questo punto potrebbe essere apprezzabile che cambiassero anche il nome di questo diverso soggetto politico che si vuole creare. Si è passati da una struttura iperdemocratica ad una struttura iperverticistica in cui nessuno viene votato, nessuno si può candidare, persino i gruppi locali non possono esistere se non battezzati da parte di qualche nominato”. “Nel 2001 mio padre scriveva: ‘Le persone desiderano essere felici nel luogo di lavoro, fare parte di una comunità in cui si riconoscono, avere la possibilità di essere valutate per le loro capacità. Le persone ambiscono a Camelot’.

Anche per questo abbiamo deciso di chiamare il nuovo progetto Camelot”, prosegue Casaleggio spiegando che “Camelot sarà una Benefit corporation che perseguirà finalità di beneficio comune ad alto valore sociale come la promozione della cittadinanza attiva e digitale. Abbiamo deciso di abbracciare questo innovativo modello di fare impresa, sebbene richieda più responsabilità e sia più impegnativo di altri, perché vogliamo far radicare un modello concreto che contribuisca alla trasformazione dello strumento della delega in partecipazione efficace. Abbiamo ricevuto diverse richieste dai privati, ma valutiamo anche progetti interessanti nell’ambito politico e istituzionale, perlopiù dall’estero”.

Articolo proveniente da Huffington Post Italia