• Mar. Ott 26th, 2021

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No vax e pro vax: serve un dibattito serio su green pass e dintorni

Amici mi hanno chiesto, in questi giorni, quale fosse la mia posizione, ovvero la posizione di un “liberale”, sul green pass. Ammetto di non avere convinzioni nette o granitiche certezze: il mio giudizio è articolato e, più che certezze, ho molti dubbi e perplessità, che sarei però anche ben disposto a risolvere in senso positivo ma solo dopo adeguata riflessione e argomentato dibattito.

Credo perciò che ci sia una necessità, che sarebbe una ricchezza per la nostra vita civile, di un dibattito serio, approfondito, non urlato, sul green pass. Ma, per onestà intellettuale, debbo anche ammettere che la condizione affinché esso si dia, fra i cosiddetti “intellettuali” e nella società civile, sia molto lontana dal realizzarsi. Occorrerebbe che non vengano aprioristicamente ridotti a “no vax” e a “negazionisti” (come spesso i mezzi di comunicazione fanno), anche coloro a cui l’introduzione del green pass genera disagio. E che, come me appunto, hanno parziali ma non indiscutibili riserve:

1) sull’obbligatorietà, dico obbligatorietà, dei vaccini (seppur indotta attraverso una sorta di “ricatto morale” o paternalismo di Stato che comunque non si confà con la visione liberale);

2) sulla distinzione fra cittadini che possono fare vita sociale, perché autorizzati, certificati e controllati per via elettronica dallo Stato, e cittadini che non la possono fare.

Ciò indipendentemente dalla permanenza di problemi seri, che non possono certo egoisticamente essere ignorati, come la necessità di contenere i contagi e, soprattutto, di non far male agli altri (la cui libertà inizia ove finisce la mia, che perciò non è arbitrio).

Non solo di questo dibattito non vedo traccia ma vedo in giro troppa superficialità e retorica antisistema, da una parte; e una insufficiente gravitas e consapevolezza di stare assumendo decisioni che comunque cambiano i parametri della nostra normale vita democratica, dall’altra.

Apprezzo la capacità di questo governo di assumersi responsabilità, ma mi piacerebbe un di più di argomentazioni e meno semplificazione anche da parte sua e della sua maggioranza. Andrebbe assolutamente scansato il rischio incombente di una eccessiva drammatizzazione. E quello di far leva sulla paura, sortendo l’effetto controproducente di dividere e non convincere e far sentire comunità gli italiani

Articolo proveniente da Huffington Post Italia