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Marco De Veglia, morto per Covid il guru del marketing che rifiutava vaccino e tampone

DiRed Viper News Manager

Lug 27, 2021

Rifiutava non solo il vaccino anti-Covid, ma anche il ‘semplice’ tampone. Marco De Veglia, guru del marketing aziendale e in particolare del “brand positioning”, ovvero dell’aiutare le aziende a ‘vendersi’ meglio sul mercato, è morto a Miami per Covid a soli 55 anni. 

De Veglia stava male da giorni ma aveva scambiato l’infezione da Covid per una semplice influenza. L’esperto di marketing rifiutava anche la semplice idea di sottoporsi ad un tampone, nonostante il pressing degli amici: “No, non c’è bisogno”, continuava a insistere.

Fino al ricovero in ospedale, nel reparto di terapia intensiva col casco per l’ossigeno. Anche qui non aveva abbandonato l’ottimismo, nonostante segnali tutt’altro che positivi “Ci sentiamo entro fine mese per riprendere il lavoro”, diceva ad un amico al quale aveva inviato anche una foto di lui nel letto d’ospedale. 

Sabato 24 luglio De Veglia è morto per Covid, lui che negli ultimi mesi aveva abbracciato le più pericolose teorie no-vax. A raccontare la tragedia sono alcuni amici dell’esperto di marketing triestino, sposato e con un figlio, che dopo anni di apprendistato a Milano si era trasferito negli Stati Uniti per specializzarsi in marketing aziendale, prima a New York e poi a Miami.

“Dai primi sintomi all’ultimo respiro sono passati 14 giorni. Marco aveva la variante Delta. Mi sento profondamente in colpa per non aver insistito di più. Doveva andare subito in ospedale a farsi quel dannato tampone. Il suo primo errore è stato non vaccinarsi. Ma senza il secondo errore forse adesso sarebbe ancora vivo”, racconta un amico di De Veglia a La Stampa.

Ma accanto al lavoro di marketing Marco De Veglia aveva sviluppato una seconda passione: quella per il complottiamo. Sui social condivideva video e teorie dei più noti no-vax italiani e non solo, si scagliava contro i vaccini, ritenuti dannosi e inutili, ma anche contro il Green pass, considerato antidemocratico. 

Un secondo amico di De Veglia, Stefano Versace, imprenditore che vive a Miami dove è proprietario di una catena di gelaterie, spiega che Marco “ sommerso dalle fake news. E più l’algoritmo gliene mandava, più lui ci credeva”. Tanto da spingerlo a non discutere più con lui dell’argomento: “Ho sbagliato ad arrendermi. Dovevo insistere. Dovevo prenderlo a pugni, piuttosto. Dovevo convincerlo a farsi il vaccino in tutti i modi”.

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