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Governare il futuro. Scherzi digitali ad alto rischio

Airdrop è il popolare servizio riservato ai possessori di dispositivi Apple che consente di condividere ogni genere di contenuto anche tra utenti che non si conoscono purché siano a portata di Bluetooth o WiFi.

Utile e divertente, come molti servizi digitali, va usato con educazione e buon senso, altrimenti diventa pericoloso.

Gli adolescenti si divertono sempre più spesso a scambiarsi meme o altri analoghi contenuti via Airdrop.

Niente di male naturalmente.

Ma, come sempre, c’è un modo per tutte le cose.

E un ragazzino americano, qualche giorno fa, seduto accanto alla mamma, su un volo tra San Francisco e Orlando, in attesa del decollo ha decisamente passato il segno inviando, appunto via Airdrop l’immagine di una pistola a tutti i passeggeri del volo in possesso di un dispositivo Apple settato in modo tale da dichiararsi disponibili a ricevere contenuti da chiunque.

Inutile dire che lo scherzo – niente affatto divertente – ha determinato il panico a bordo facendo pensare a una minaccia terroristica e costretto l’equipaggio a far sbarcare tutti i passeggeri per procedere ai controlli del caso.

Il ragazzino autore dello scherzo decisamente di cattivo gusto, frattanto, è stato identificato e lasciato a terra a rispondere dell’accusa di procurato allarme e di interruzione di servizio pubblico.

Un epilogo che non aveva certamente immaginato.

Due consigli pratici per evitare altri incidenti come quello all’origine della vicenda.

Il primo è per chi ama inviare contenuti via Airdrop: gli scherzi si fanno agli amici e devono essere simpatici ma non agli sconosciuti ai quali è sempre e comunque buona norma non inviare alcun contenuto senza aver chiesto prima il permesso.

Il secondo è per tutti i possessori di un dispositivo Apple: Airdrop può essere molto comodo ma, probabilmente, non serve settarlo in maniera tale che chiunque possa vedere il nostro dispositivo e provare a inviarci qualsiasi genere di contenuto.

Meglio attivare il servizio dopo che qualcuno che conosciamo ci chiede di inviarci un contenuto che effettivamente vogliamo ricevere.

Anche perché se lasciamo il nostro Airdrop visibile a chiunque e il nostro dispositivo porta, come spesso accade, il nostro nome, chiunque – anche chi non ci conosce – può sapere che siamo nei paraggi.

L’episodio di per sé non particolarmente significativo suggerisce, più in generale, una riflessione poco originale ma sempre importante: le tecnologie che, ormai, portiamo in tasca sono straordinariamente utili, possono renderci la vita più facile e, talvolta, più divertente ma vanno usate in maniera consapevole perché altrimenti il confine tra qualche istante di serenità e qualche giorno da incubo è sottile quanto un tap sullo schermo dello smartphone.

E non possiamo prendercela con chi produce queste tecnologie o con chi fornisce i servizi digitali il problema è sempre e comunque l’educazione di base al digitale che è ormai indispensabile se vogliamo vivere in maniera sostenibile i tempi che stiamo vivendo.

Articolo proveniente da Huffington Post Italia