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Cessione del quinto: è boom. Come funziona, cosa c’è da sapere

Closeup view of a businessman reading a contract in the bank that he is about to sign. All other counters are also occupied.

Tra le forme di prestito personale, la cessione del quinto continua a registrare numeri in crescita: +47 per cento nel primo trimestre del 2021 (rispetto al 44 per cento del totale dei prestiti del 2020). Se prima si ricorreva a questo tipo di finanziamento per far fronte a spese programmate, come l’acquisto di un’auto o per la ristrutturazione di casa, ora invece si punta più sulla liquidità, per organizzare vacanze o matrimoni.

Questo secondo i dati raccolti dall’Osservatorio Finanziamenti di Prestiti Online (Gruppo MutuiOnline) che raccontano la nuova tendenza nel mercato del credito.

 

A fare la differenza sono i tassi di interesse

La cessione del quinto è più popolare: l’Ente che la concede ha come garanzia la busta paga o la pensione, e chi ne usufruisce beneficia di tassi di interesse più convenienti, mediamente inferiori al 5 per cento. Nello specifico, si registrano Taeg medi per privati (4,99 per cento), dipendenti pubblici (3,31 per cento) e pensionati (3,61 per cento), sempre più bassi rispetto alla migliore offerta di prestito personale (5,66 per cento).

 

Per finanziamenti più lunghi e importi consistenti

Secondo l’Osservatorio, è il finanziamento più richiesto dagli over 50, per durate lunghe e importi consistenti. Dai dati di sintesi emerge anche che ci sono 10 anni di differenza nell’età media dei richiedenti un prestito tradizionale (43 anni) e una cessione del quinto (53 anni).

La cessione del quinto è una tipologia di finanziamento richiesta mediamente per durate più lunghe (10 anni) se paragonata ai prestiti personali (5 anni). Gli importi medi sono circa il doppio per la cessione (19.505 euro) sempre rispetto ai Prestiti Personali (10.510 euro).

 

Chi ne usufruisce

Secondo i dati più recenti a ricorrere alla cessione del quinto sono soprattutto lavoratori che guadagnano tra i 20 e i 30 mila euro (50,2 per cento rispetto al 42 per cento del 2012); ma crescono anche quelli che sono nella fascia più alta, che guadagnano tra i 30 e i 50mila euro l’anno. A richiederlo sono soprattutto i lavoratori tra i 36 e i 45 anni, anche se sta crescendo molto velocemente anche la richiesta per la fascia d’età superiore tra i 46 3 i 55 anni.

In generale possono usufruirne tutti i lavoratori dipendenti pubblici o privati e i pensionati. Per quest’ultima categoria, la durata del prestito non può superare il novantesimo anno di età. La durata massima della cessione del quinto è per tutti pari a 10 anni.

 

Quali differenze dalle altre forme di prestito

Oltre ai tassi di interesse di cui abbiamo già parlato, la principale differenza sta nel calcolo della rata: non può essere superiore ad un quinto dello stipendio o della pensione. Il datore di lavoro o l’ente pensionistico provvedono a versare le rate tutti i mesi. E poi serve la stipula di un’assicurazione sulla vita o sull’impiego che garantisca il rimborso del prestito nel caso di perdita di lavoro, malattia grave o decesso.

Articolo proveniente da Huffington Post Italia