• Sab. Ott 23rd, 2021

Red Viper News

L'aggregatore di notizie di Red VIper

Antonello Giannelli: “Se non vacciniamo gli studenti ripartiamo in Dad”

“Voglio essere chiaro: se si manterrà l’obbligo del distanziamento nelle classi, e senza una percentuale elevata di vaccinazioni tra i docenti, il personale scolastico e i ragazzi, nei licei a settembre la Dad sarà inevitabile”. Antonello Giannelli, presidente dell’Associazione Nazionale Presidi, anticipa a HuffPost le richieste che porterà al tavolo con il ministro Patrizio Bianchi oggi pomeriggio: “Per noi è opportuno e necessario immunizzare i giovani di 12-18 anni, come peraltro suggeriscono i pediatri e il Cts. Serve chiarezza: se ci sono i presupposti sanitari, il governo faccia una scelta politica e se ne assuma la responsabilità, perché i tempi sono strettissimi”.

Come è andato l’incontro tecnico di stamattina al ministero dell’Istruzione?

Non è stata una riunione particolarmente pregnante. C’erano un rappresentante della struttura commissariale (non il generale Figliuolo, ndr) e uno del Cts. Ci è stato detto che per le modifiche al protocollo di sicurezza nelle scuole ci si baserà sul parere del Cts del 12 luglio scorso, che però per noi presenta margini di ambiguità.

Nessun passo avanti?

La struttura commissariale ha garantito la distribuzione di mascherine per tutti e l’introduzione di mascherine trasparenti per agevolare le persone non udenti. E noi abbiamo ribadito le nostre richieste.

E’ stata l’Anp, ieri, a dire che non firmerà il nuovo protocollo senza misure tecniche e decisioni politiche a monte. Qual è il nodo, preside?

A nostro avviso il nodo resta la vaccinazione degli studenti. Le indicazioni del Cts suggeriscono che con una percentuale abbastanza elevata di ragazzi vaccinati si potrebbe eliminare il distanziamento nelle classi, ma non c’è una certezza su questo. Voglio essere chiaro: se si imporrà alle scuole di continuare a rispettare il distanziamento a settembre sarà inevitabile il ricorso alla Dad. Vedo questo rischio soprattutto per gli istituti superiori dei medi e grandi centri abitati.

Sta dicendo che il rischio Dad al liceo resterà concreto, anche se si vaccineranno tutti gli insegnanti e il personale scolastico ?

La didattica in presenza sarà possibile solo senza distanziamento, con le mascherine, e con la vaccinazione degli studenti. E’ certificato che il maggiore affollamento in aula riguarda i ragazzi di 12-18 anni. E gli spazi e il personale per sdoppiare le classi non ci sono. Il Cts e i pediatri hanno già raccomandato l’immunizzazione per questa fascia di età. Per noi vaccinare gli studenti è opportuno e necessario.

Il governo non ha ancora deciso neppure sul vaccino obbligatorio per gli addetti ai lavori del settore. I sindacati lamentano la “gogna mediatica” per chi non si vaccina. Non temete di alzare troppo l’asticella delle richieste?

Guardi, noi siamo da tempo a favore dell’obbligo vaccinale per i professori e il personale scolastico, e per chi frequenta la scuola. Ma siamo consapevoli che queste misure non basteranno a salvare le lezioni in presenza. Serve realismo. Lo ripeto: bisogna vaccinare i ragazzi.

Figliuolo ha ripetuto l’esortazione alle famiglie. La vaccinazione degli adolescenti su base volontaria è partita a giugno. Non vi fidate dei risultati?

La vaccinazione degli studenti non è ancora iniziata. Nel senso che i ragazzi possono vaccinarsi, se vogliono, ma non esiste una campagna mirata. Parliamo di 4 milioni di ragazzi e il tempo fino al 13 settembre – quando riprenderà la scuola – è davvero stretto.

Significa che volete l’obbligo vaccinale anche per i ragazzi?

Facciamo ordine. La decisione riguardo alla didattica si prende anzitutto sulla base di fattori sanitari. Il Cts deve esprimersi per chiarire con quale percentuale di studenti e ragazzi immunizzati si può fare lezione in classe, senza distanziamento. A quel punto la scelta sarà politica: una volta accertati i presupposti, il governo deve decidere e assumersene la responsabilità.

Draghi ha detto da subito di avere la scuola come priorità e ondata si è speso insieme a Speranza per tenerla aperta. Il governo, al di là dei buoni propositi, sta facendo abbastanza o no?

Vediamo la manifestazione di interesse. Ma oltre alle parole servono i fatti, e finora ne abbiamo visti pochi. Solo negli ultimi giorni il generale Figliuolo sta adottando i provvedimenti necessari e interagendo con le Regioni per raggiungere gli obiettivi prefissati. Peccato perché se fossimo partiti prima saremmo quasi in porto.

Articolo proveniente da Huffington Post Italia