• Ven. Ott 22nd, 2021

Red Viper News

L'aggregatore di notizie di Red VIper

“Ancora da recuperare 735mila posti di lavoro”. Il bilancio dell’Istat post pandemia

ROME, ITALY - JULY 22: Whirlpool women workers arrive in front of the Ministry of Economic Development to protest against closure of Whirlpool plant in Naples and consequent dismissal of workers on July 22, 2021 in Rome, Italy. The Whirpool workers are protesting against a collective layoff of 340 employees by the American company. (Photo by Stefano Montesi - Corbis/Corbis via Getty Images)

 “Le misure straordinarie implementate nel 2020 (Reddito di emergenza, bonus per i lavoratori autonomi e bonus colf) hanno contribuito, insieme all’ampliamento nell’utilizzo di quelle già esistenti (Reddito di cittadinanza e Cassa integrazione guadagni), a sostenere i redditi delle famiglie, pesantemente condizionati dalla crisi economica, riducendo la diseguaglianza, rispetto a uno scenario alternativo caratterizzato dall’assenza di tutte le misure citate. L’indice di Gini si riduce da 31.8 a 30,2”. Lo ha affermato l’Istat, nel suo report sulla redistribuzione del reddito del 2020, specificando che le misure per il covid-19 hanno consentito di ridurre il rischio di poverta’ dei disoccupati di circa 6,9 punti percentuali, di 3,5 punti per gli inattivi e di 2,6 punti per i lavoratori autonomi.

Tuttavia, durate la pandemia da Covid, in Italia il numero di occupati ha subito la prima decisa contrazione. In particolare, il tasso di occupazione si è ridotto nei mesi di marzo e aprile 2020, per poi mantenersi stabile nei due mesi successivi e mostrare segnali di recupero tra luglio e agosto. Da settembre è tornato ad diminuire, raggiungendo un minimo a gennaio 2021. Ad evidenziare il dato è stato il presidente dell’Istat Gian Carlo Blangiardo, nel corso di una audizione commissione Lavoro della Camera. Tra febbraio e maggio 2021, il numero di occupati è cresciuto progressivamente ma a “un livello comunque inferiore di 735 mila unità (-3,2%) rispetto a quello pre-pandemia (febbraio 2020) e prossimo ai livelli occupazionali registrati a metà 2015”. Il presidente ha sottolineato inoltre che “la crisi sanitaria ha penalizzato i settori ad elevata occupazione femminile”. Tra febbraio 2020 e maggio 2021 “le occupate hanno subito un calo del 3,6 per cento a fronte del 2,8 per cento degli occupati”. Analoga considerazione vale per i giovani, ha concluso Blangiardo, dove c’è stata una “riduzione più elevata per la fascia 15-34 anni: – 4,2 per cento”.

In attesa della riforma complessiva del welfare attesa nella seconda metà del 2021, verranno erogate due misure dedicate ai figli: l’assegno temporaneo per i figli minori e una maggiorazione dell’assegno al nucleo familiare per le famiglie con figli. Entrambe le misure risultano progressive rispetto al reddito delle famiglie e determinano una lieve riduzione dell’indice di Gini da 30,2 a 29,9 (-0.3%).

Articolo proveniente da Huffington Post Italia