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Luca Bernardo e la pistola in ospedale: il candidato sindaco a Milano non si scusa, anzi rilancia

Candidate mayor Luca Bernardo attends the press conference at Palazzo delle Stelline on July 16, 2021 in Milan, Italy. (Photo by Alessandro Bremec/NurPhoto via Getty Images)

 

Luca Bernardo, candidato sindaco del centrodestra a Milano, non si scusa per essere entrato in ospedale con la pistola ma anzi rilancia: “Agli amici del Pd, e io ne ho tanti e tra i primi Carlo Borghetti – che è persona che stimo moltissimo – dico che non studiano perché quando uno ha il porto d’armi da difesa personale, che non è da tiro o sportivo, ha la possibilità di trasportarla ovunque e sempre e non deve avvertire nessuno per legge perché si chiama ’porto occulto’ ”. Lo ha detto in occasione della presentazione del progetto di legge “Istituzione Garante regionale per la tutela dei diritti delle persone anziane” a Palazzo Pirelli a Milano. Il candidato sindaco ha inoltre precisato: “Il Fatebenefratelli non deve neanche rispondere perché ho l’autorizzazione ad andare ovunque tranne, per legge, nelle aggregazioni politiche”.

Luca Bernardo è infatti da qualche giorno sotto i riflettori dopo che il consigliere regionale di Europa+ Michele Usuelli lo ha accusato di essere entrato con una pistola all’ospedale Fatebenefratelli, in particolare nel reparto di Pediatria, di cui è primario. Bernardo ha ammesso di essere entrato all’ospedale con la pistola durante i turni notturni ma “mai in corsia in mezzo ai bambini”. Il candidato sindaco ha spiegato di possedere il porto d’armi da difesa da più di dieci anni e di averne pieno “titolo e motivazione”. 

Queste parole hanno scatenato una bufera di accuse, anche alla luce di quanto accaduto a Voghera. Tra le altre, le parole dell’assessore milanese Paolo Limonta: ”È impensabile che un medico giri armato considerata la delicatezza del suo lavoro, tanto più in un reparto ospedaliero dove ci sono bambini”. 

Articolo proveniente da Huffington Post Italia