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Le fiamme devastano la Sardegna, è corsa contro il tempo: di Cuglieri rimane solo fumo e macerie

DiRed Viper News Manager

Lug 26, 2021

“Un disastro senza precedenti”. Christian Solinas, presidente della Sardegna, ha definito così l’enorme incendio che da tre giorni sta devastano la sua regione a partire dall’oristanese. Le fiamme corrono veloci verso il nuorese e bisogna fare presto. C’è fretta di arginare il fronte del fuoco a Scanu Montiferru, all’interno della costa nord occidentale sarda, sopra Bosa, prima che il vento rinforzi, come è previsto intorno all’ora di pranzo.

Nel Marghine di prima mattina si era sperato nella pioggia. Il cielo grigio ha spinto i soccorsi a credere di poter contare sull’aiuto del meteo e invece nulla: poche gocce che sono servite poco o nulla per interrompere quella catena di devastazioni. Di boschi, di querce secolari e lecci del valore inestimabile, pascoli, stalle, vigneti resta solo un cumulo di cenere.

I Canadair vanno e vengono verso il mare. “Alle 6.30 di questa mattina gli aerei hanno ripreso le operazioni – conferma l’assessore regionale all’Ambiente e alla Protezione civile, Gianni Lampis a Repubblica – e stiamo aspettando a momenti che arrivino anche gli altri quattro Canadair, due dalla Corsica e due dalla Francia. Non si tratta soltanto di fermare l’avanzata delle fiamme, ma di bonificare le zone dove potrebbe riprendere vigore“. Parlare con l’assessore è un problema: “La linea è pessima – conferma – sono saltati anche i ripetitori”.

Eraldo Sanna Passino, direttore dell’ospedale veterinario dell’Università di Sassari, conferma il disastro per gli allevamenti: “Fin dai primi momenti il circolo dei veterinari sardi si è messo a disposizione per curare gli animali feriti. Ora in ospedale aspettiamo che arrivino le bestie ferite. È un disastro di proporzioni immani: va perduto un patrimonio economico e genetico, non possiamo ancora fare una stima di quanti capi siano morti negli incendi, ma sappiamo che abbiamo perduto linee di sangue fondamentali per la razza della pecora sarda”.

A Cuglieri in cenere anche l’albero millenario: paesaggio spettrale

Cuglieri è uno dei centri abitati più colpiti dalle fiamme che l’hanno praticamente rasa al suolo sabato notte. Il bosco simbolo di rinascita dopo i roghi del 1993 e del 1999, orgoglio del Montiferru e dell’Oristanese, è distrutto. Quell’albero millenario a “Sa Tanca Manna”, che rappresentava il simbolo di Cuglieri e patrimonio dell’intera Sardegna, cancellato dalle fiamme.

Il fuoco ha aggredito anche aziende agricole, capannoni artigianali e alcune case in paese, annerite ma ancora in piedi. La notte scorsa i bagliori del rogo hanno illuminato la montagna dietro la cittadina: “sembrava di stare ai piedi di un vulcano”, hanno detto i testimoni che hanno dovuto abbandonare tutto in fretta e furia. Ma una volta rientrati nelle case, salvate miracolosamente, i cittadini di Cuglieri hanno trovato uno “scenario spettrale e apocalittico”. Percorsa dal fuoco la piazza centrale. “Tutt’attorno all’ex seminario, alle poste e all’oleificio è bruciato – afferma il sindaco Gianni Panichima le strutture si sono salvate”.

Allevatori e agricoltori hanno perso, invece, il lavoro di una vita di sacrifici proprio mentre si risollevavano dopo il lockdown e la zona rossa in primavera. Una volta passato il fuoco hanno trovato solo devastazione: piante da frutto e viti ridotti a bastoncini di legno fumante, animali bruciati vivi intrappolati nei recinti o nelle stalle, mucche allo sbando e qualche cane pastore che non ha voluto lasciare il gregge al suo triste destino e che è stato recuperato con gravi ustioni sul corpo. Un’intera montagna è stata ridotta in cenere. “Cinquanta anni di rimboschimento andati in fumo, un intero monte cancellato dalle fiamme”, racconta Carlo Pische, titolare delle Distillerie Lussurgesi, di Santu Lussurgiu. E non sono bastate le fasce tagliafuoco e i “lanci” da aerei ed elicotteri a fermare la furia delle fiamme che, sospinte prima dallo scirocco e poi dal libeccio, sono giunte sino alla costa occidentale.

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