• Mar. Set 28th, 2021

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Domande e risposte per gli esitanti sui vaccini. Quel che sappiamo finora

Il covid cambia, i dubbi restano anche gli stessi. Mentre la campagna per le somministrazioni subisce una spinta in avanti grazie alla nuova veste che assumerà il green pass a partire dal 6 agosto, gli esitanti vaccinali continuano a essere fin troppo numerosi. Tra loro circolano domande, alle quali spesso vengono date risposte errate, che scoraggiano dall’effettuare la prenotazione. Ma a dissipare i dubbi, basando le argomentazioni su evidenze scientifiche, ci hanno pensato in realtà numerosi addetti ai lavori. Vediamo insieme alcuni di questi quesiti:

I vaccini sono efficaci contro la variante Delta?

La nuova mutazione del virus risulta più infettiva del ceppo originale e i vaccini non hanno la capacità di bloccarla totalmente. Tuttavia essere protetti da una o due dosi di Pfizer e soci offre una protezione decisamente efficace. Scrive Roberto Burioni sul suo Medical Facts: “I dati che arrivano da UK sono per ora ottimi: la protezione contro la forma grave è superiore al 90% per entrambi i vaccini utilizzati in quel paese (Pfizer e AstraZeneca). Poi, ma questo è complicato e ci vuole più tempo, si può stabilire l’efficacia del vaccino contro l’infezione sintomatica (anche lieve): questi dati sono usciti proprio mercoledì (il giorno del New England, ricordate) e i risultati sono di nuovo molto confortanti. Il vaccino Pfizer ha una efficacia dell’88%, quello AstraZeneca al 66,7%. Vi ricordo che quest’ultimo vaccino anche nelle prime sperimentazioni non si è mostrato particolarmente efficace nel bloccare il contagio asintomatico (mentre impedisce di ammalarsi gravemente, il che non è poco). E’ ragionevole aspettarsi che i vaccinati che si infettano siano molto meno infettivi e forse per nulla”.

I giovani non devono vaccinarsi perché sono meno a rischio di sviluppare la malattia in maniera grave?

“Sotto i 40 anni non bisogna vaccinarsi”: l’invito di matrice leghista ha trovato la chiara opposizione del premier Draghi. “L’appello a non vaccinarsi è un appello a morire, sostanzialmente: non ti vaccini, ti ammali e muori. Oppure, fai morire: non ti vaccini, contagi, lui o lei muore”, ha dichiarato il premier. E in effetti i giovani infetti, così come quelli appartenenti ad altre fasce d’età, restano un doppio pericolo: per loro stessi e per gli altri. Secondo i dati diffusi dall’Istituto superiore di sanità, al 28 aprile 2021 pazienti deceduti SARS-CoV-2 positivi di età inferiore ai 40 anni erano 296. “Nella fascia 0-18 anni sono morti 27 bambini, ci sono stati oltre 300 ricoveri. Già questa è una motivazione importante per vaccinare”, ha affermato il professor Franco Locatelli, coordinatore del Cts, a In Onda. Il rischio di ammalarsi e di morire di covid vale dunque anche per i giovani, seppur in percentuale minore rispetto alla popolazione più fragile. Ma è anche per difendere i fragili che i giovani devono vaccinarsi: per non trasmettere loro il virus, per non far sì che gli ospedali siano nuovamente intasati, togliendo spazio ad altre malattie offuscate dal covid. 

Che senso ha vaccinarsi, se tanto mi posso infettarmi lo stesso?

Lo abbiamo visto: il vaccino, anche in doppia dose, non difende completamente dal virus, la cui capacità infettiva potrebbe essere resa più difficile da fronteggiare nel caso di varianti più aggressive. Questo non significa che il vaccino non sia efficace. Gli studi dimostrano che chi ha ricevuto la somministrazione (tanto più se doppia) è maggiormente protetto dal contagio e se si infetta, non svilupperà una forma severa della malattia. Dice il fisico Roberto Battiston ad Huffpost: “Chi ha una doppia vaccinazione è sostanzialmente protetto dal contagio e dalla malattia grave. Tra gli infetti di questa terza ondata, solo una frazione piccola va in ospedale, circa un terzo di quanto ne andava nel corso della seconda ondata. Accade perché più di due terzi della popolazione è vaccinata con almeno una dose in Italia. Anche se gli infetti sono numerosi, le ospedalizzazioni restano quindi contenute”.

Più circola il virus più ci saranno nuove varianti?

Sì. Il virus prova a difendere se stesso dai tentativi di arrestarlo, muta forma diventando alle volte più aggressivo. Attualmente esistono numerose varianti del covid, eppure non tutte sono “famose”, come quelle che stanno prendendo per nome una lettera dell’alfabeto greco: questo perché la maggior parte di loro resta innocua. Tuttavia è possibile che il futuro “L’attuale vaccinazione argina in maniera efficace la malattia grave e il rischio di decesso, ma non riesce a fare lo stesso nei confronti della possibilità di infettarsi con le nuove varianti del Covid. Noi stiamo immunizzando molto ma con vaccini che, seppur eccezionali, sono stati impostati su un virus che circolava nel 2020” ha dichiarato Massimo Galli ad Huffpost. Roberto Burioni, sempre su Medical Facts, spiega che è “imprevedibile la comparsa di varianti virali in grado di sfuggire al vaccino. Per difenderci dobbiamo essere pronti a cambiare il vaccino e a somministrarlo, se necessario”. Il vaccino inoltre “potrebbe derivare da una progressiva perdita di efficacia nel tempo della risposta suscitata dal vaccino”. Fatte queste premesse, le somministrazioni anti covid a disposizione sono al momento il meglio che possiamo avere per difenderci contro il virus e permettono di farlo in maniera efficace. 

I numeri stanno diminuendo: vaccinarsi non serve perché il virus non fa più paura? E’ finita?

No, non è finita. Il 31 maggio del 2020, il professor Roberto Zangrillo sosteneva nel salotto di Lucia Annunziata che “il virus è clinicamente morto”. Come sta accadendo anche in questi giorni, la scorsa estate i dati di contagio e decessi erano notevolmente diminuiti, creando la falsa percezione che il coronavirus non fosse più una minaccia. L’evidenza ha smantellato l’illusione. Nell’inverno, un’altra ondata ha riportato il pallottoliere covid a segnare cifre come quelle di marzo 2020, quando la pandemia cominciava e l’impreparazione portava al collasso il sistema sanitario, tra camion militari pieni di bare e gente lasciata a morire a casa. Ora i bollettini quotidiani fanno nuovamente registrare un sospiro di sollievo, ma attenzione a non abbassare la guardia. “Chiunque pensi che la pandemia sia finita,  vive nel paradiso degli sciocchi”, ha affermato a Tokyo il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), Tedros Adhanom Ghebreyesus, “I vaccini sono strumenti potenti ed essenziali. Ma il mondo non li ha usati bene. A 19 mesi dall’inizio della pandemia e a 7 mesi dall’approvazione dei primi vaccini ci troviamo ora nelle prime fasi di una nuova ondata di infezioni e decessi. Questo è tragico”.

Articolo proveniente da Huffington Post Italia