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Viviana e Gioele, a un anno dalla scomparsa parla Daniele Mondello: “Messinscena criminale, non un suicidio”

DiRed Viper News Manager

Lug 25, 2021

Il 3 agosto sarà passato precisamente un anno da quando Viviana Parisi, 40 anni, è scomparsa insieme a Gioele, il figlioletto di appena 3 anni. Furono giorni terribili: prima l’incidente sulla Messina-Palermo, poi il ritrovamento dei loro corpi straziati a distanza di giorni nel bosco di Caronia, ai margini di quella strada. Un anno dopo è ancora giallo: i corpi di Viviana e Gioele, o meglio il mucchio di ossa e carni che gli animali lasciarono a chi li cercava, sono ancora sotto sequestro, distanti, lei all’ospedale Papardo, il bimbo al Policlinico.

Non è stato ancora celebrato nemmeno un funerale per i due, nessuna sepoltura, nessun luogo per Daniele Mondello, marito di Viviana e padre di Gioele, dove andare a piangere la sua famiglia, scomparsa nel nulla quel 3 agosto. Da un anno ripete che non è possibile che Viviana abbia ucciso Gioele per poi suicidarsi. Non ha mai creduto a questa tesi e aspetta che venga fuori la verità. “È solo una messinscena, i due corpi sono stati spostati nel luogo dove sono stati ritrovati, e questo lo dice la scienza, non lo dico io”, ha detto intervistato da La Stampa.

Mondello ricostruisce così i fatti e non trova pace nel capire cosa sia successo: “I corpi di mia moglie e di mio figlio erano distanti mille metri l’uno dall’altro, hanno le stesse ferite da caduta nonostante non ci fosse alcun traliccio e nessuna altura nel luogo in cui è stato trovato Gioele, e la stessa sostanza rosacea nei denti, una colorazione che indica la condizione di asfissia mentre si muore”, ha detto.
“Distanti un chilometro l’uno dall’altro – ha continuato Mondello – l’uno sul cocuzzolo di una collina, l’altro su una distesa scoscesa, hanno avuto la stessa morte. Come si spiega? Chi e perché ha spostato i corpi di mia moglie e di mio figlio? La scienza ha parlato e lo ha fatto con le parole dei nostri consulenti: il criminologo Carmelo Lavorino, il medico legale Antonio Della Valle e lo psicologo Enrico Delli Compagni, che il 30 marzo hanno inviato una relazione alla procura”.

Si è fatto un’idea ben precisa: “Viviana e il mio bambino sono precipitati – caduti o lanciati, chissà – nel bosco di Caronia all’interno di un invaso con circa 50 centimetri d’acqua sul fondo: un pozzo, una cisterna, un contenitore – ha detto – Sono precipitati contemporaneamente, Viviana si è fratturata varie parti del corpo, soprattutto a sinistra, le sono esplose due vertebre, ha perso coscienza e sensibilità, è morta per asfissia. Gioele ha impattato con la testa ed è morto per asfissia”.

Ma non finisce qui: “Poi i due corpi, in tempi diversi, sono stati estratti dal fondo del pozzo: Viviana tirata fuori la tarda sera del 3 agosto o la mattina del 4 agosto e trasportata in modo tale che le sono stati strappati i capelli. Gioele tirato fuori successivamente e depositato nella zona, forse conservato in un contenitore di plastica e posizionato successivamente sul luogo del rinvenimento, dove è stato poi aggredito dagli animali. Una messinscena criminale per inscenare il suicidio, depistare le indagini e allontanare le responsabilità dai colpevoli”.

Per Mondello non è stato fatto ancora tutto quello che si poteva fare. Da un anno è critico con le indagini e non ha mai perso occasione per denunciarlo. “Non ci hanno mai concesso di fare esami radiologici sui corpi – ha detto – Lo abbiamo chiesto mille volte e ci è stato sempre rifiutato. Perché? Vogliamo usare apparecchiature laser 3d per registrare le lesioni dei corpi e compararle con le lesioni sui vestiti di Gioele e di Viviana. Tutto qui, perché non ce lo consentono?”

E intanto Daniele Mondello continua a ricordare giorno dopo giorno sua moglie e suo figlio. Ricorda Viviana suonando la loro musica. “Non ho cambiato nulla nella sua stanza – ha continuato – Nella stanza da letto ho lasciato la culla del mio cucciolo ai piedi del nostro lettone. Sono già rientrato in sala registrazione. Non sono bravo con le parole e, forse, l’unico finale corretto in questa storia sarebbe stato sparire, per sempre, come i miei amori. Ma la musica ci ha sempre legato e dalla musica sto cercando di ripartire”.

Il 3 agosto ha organizzato una fiaccolata in memoria di Viviana e Gioele per ricordare la sua famiglia e anche per chiedere che sia fatta luce sul caso e si scopra la verità.

L’articolo Viviana e Gioele, a un anno dalla scomparsa parla Daniele Mondello: “Messinscena criminale, non un suicidio” proviene da Il Riformista.