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Tragedia di Capri, autopsia esclude malore dell’autista: Emanuele morto per “lesioni agli organi toraco-addominali”

DiRed Viper News Manager

Lug 24, 2021

Sono in miglioramento le condizioni dei feriti nell’incidente avvenuto giovedì a Capri, dove un minibus di linea è precipitato per diversi metri a Marina Grande, abbattendo una ringhiera e cadendo nei pressi delle cabine di un noto stabilimento balneare sottostante.

Nel bollettino diffuso dall’Asl Napoli 1 Centro sui pazienti ricoverati all’Ospedale del Mare, l’azienda sanitaria spiega che “prosegue l’osservazione clinica, ed il monitoraggio dei parametri vitali. Tutti i pazienti hanno subito un politrauma a dinamica maggiore”.

In prognosi riservata c’è solo un paziente, “che potrebbe essere sottoposto ad intervento chirurgico anche se i medici nutrono buone speranze per evitare un intervento di nefrectomia”. Sono invece due i pazienti dimessi dal nosocomio napoletano. 

LA VITTIMA – Unica vittima dell’incidente è stato il 33enne Emanuele Melillo, alla guida del minibus della società Azienda Trasporti Campania. Napoletano del Rione Sanità, ogni giorno, da pendolare, si spostava sull’isola Azzurra per lavorare. Melillo aveva avuto in figlio da una precedente relazione e da poche settimane la nuova compagna era in dolce attesa.

DAI PRIMI ESITI NO A MALORE AUTISTA – Quanto all’ipotesi di un malore che avrebbe preceduto il momento dello schianto, “dagli accertamenti eseguiti oggi è emerso che le cause del decesso sarebbero riconducibili a ‘lesioni multiple agli organi toraco-addominali‘: al momento, quindi, sembrerebbe escluso che il decesso sia stato causato da un malore o da una patologia”. A chiarirlo Giovanna Cacciapuoti, legale della famiglia della vittima. Ad ogni modo, come spiega l’avvocato, “bisogna attendere l’esito degli esami istologici al cuore e al cervello, e di quello tossicologico, per avere un quadro più chiaro”.

L’autopsia si è svolta dalle 13 alle 15 circa di oggi nel Secondo Policlinico di Napoli, svolta dal medico legale Marta Moccia alla presenza del consulente di parte, il dottor Francesco Paciolla. 

La salma di Melillo non sarà restituita per il momento alla famiglia: contro tale ipotesi si è pronunciato il sostituto procuratore di Napoli Domenico Musto. La salma resterà sotto custodia nel Secondo Policlinico in attesa di eventuali ulteriori approfondimenti. La relazione del consulente nominato dalla Procura verrà consegnata entro 60 giorni.

L’INCHIESTA – Quanto ai risvolti giudiziari dell’incidente, la Procura ha sequestrato l’area in cui è precipitato il minibus, mentre i magistrati lavorano in particolari sull’ipotesi di omicidio colposo.

Da verificare infatti lo stato del mezzo e che le revisioni siano in regola, così come di documenti di Atc, la società privata proprietaria del bus. Ma al vaglio degli inquirenti ci sono anche i turni (e i riposi) di Emanuele Melillo, così come sotto la lente degli investigatori è già finita la barriera travolta del minibus guidato dal 33enne napoletano.

Già ieri il legale della famiglia Melillo aveva avanzato dubbi sulla barriera: “Da una prima analisi sembra che Emanuele abbia tentato di accostare il veicolo che purtroppo eè precipitato: potrebbero aver concorso al tragico evento avarie del veicolo o anche irregolarità delle barriere di contenimento stradali. Perciò bisogna essere cauti e attendere i risultati degli accertamenti tecnici”, aveva sottolineato Giovanna Cacciapuoti.

 

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