• Gio. Set 23rd, 2021

Red Viper News

L'aggregatore di notizie di Red VIper

Sciabola d’argento per Samele, schermidore per caso, “arrabbiato e felice”

Italy's Luigi Samele celebrates after winning against South Korea's Kim Junghwan in the men's sabre individual semi-final bout during the Tokyo 2020 Olympic Games at the Makuhari Messe Hall in Chiba City, Chiba Prefecture, Japan, on July 24, 2021. (Photo by Fabrice COFFRINI / AFP) (Photo by FABRICE COFFRINI/AFP via Getty Images)

Alla fine si è dovuto accontentare della medaglia d’argento Luigi Samele, sconfitto dal fuoriclasse ungherese Aron Szilagyi, per la terza volta campione olimpico nella sciabola individuale. Lo schermidore foggiano è stato sconfitto nella finale per 15-7.

È sua ed è d’argento la prima medaglia dell’Italia a Tokyo 2020. Samele non nasconde però la sua delusione per il mancato oro. “Il secondo posto è meglio di terzo, peccato perché sono ancora arrabbiato. Deve ancora passarmi l’i*** per la sconfitta, ma se mi avessero detto ieri che avrei vinto la medaglia d’argento avrei firmato. Ma sono felice, anche se non riesco ancora a realizzare. Mi faccio un bellissimo regalo di compleanno” ha commentato lo schermidore al termine della gara. Domani Samele compirà 34 anni. “Lui – ha aggiunto Samele – ha tirato molto bene, io ho provato a cambiare ma lui non me lo ha permesso. Mi prendo una piccola pausa domani mi godo il compleanno mezza giornata e poi va subito preparata una gara a squadre a cui teniamo e crediamo tutti. I miei compagni sono pronti e forti, vogliamo farci valere”.

Nel 2012 l’atleta aveva già conquistato il bronzo ai giochi di Londra nella prova di sciabola a squadre, insieme a Diego Occhiuzzi, Aldo Montano e Luigi Tarantino. Per Luigi Samele, però, la scherma rimane sempre un hobby. “Per me rimane un divertimento. Non riesco a prendere lo sport come un lavoro. Tutte le volte che non mi sono divertito ho pensato di smettere” ha spiegato in un’intervista a Vanity Fair

Nato a Foggia il 25 luglio 1987, Luigi Samele ha iniziato a fare scherma da piccolissimo. “Per caso a 9 anni. Ero dal barbiere con mia madre e mio fratello maggiore e un signore ci chiese se volevamo provare la scherma. Mia madre disse che pur di portarci fuori casa ci avrebbe fatto fare tutto e si fece spiegare cosa era la scherma. Quando ci ha portati a me non piaceva, ma a mio fratello sì e pur di stare con lui me la sono fatta piacere. All’inizio non ero molto bravo, poi qualcosa è cambiato” ha raccontato in un’intervista a Vanity Fair. Samele racconta di non aver subito pensato che la sciabola potesse diventare il suo mestiere. “Lo hanno capito altri per me. Il ct della nazionale venne a Foggia e disse al mio allenatore che ero forte, mentre il mio maestro disse che non lo ero e nemmeno mi piaceva fare le gare. Da lì in poi sono migliorato e mi sono spostato a Roma arrivando alla nazionale maggiore. In tre mesi sono passato dal non voler fare scherma a fare i bagagli, cambiare scuola e trasferirmi” ha spiegato. 

Lo schermidore ha vinto 3 volte i Campionati europei di scherma nella sciabola a squadre e ha vinto le prove di Coppa del Mondo di scherma a Chicago nel 2014 e a Cancun nel 2016. Ha anche conquistato la medaglia d’oro nella prova individuale ai Mondiali Cadetti di Plovdiv. Dopo le Olimpiadi ti Tokyo però forse smetterà. “Tirerò le somme dopo queste Olimpiadi. Se sarò ancora competitivo e se mi divertirò continuerò fino a Parigi 2024. Un po’ d’ansia c’è perché una parte della tua vita finisce. Vorrei trasmettere la mia conoscenza schermistica, insegnare cosa può succedere a un atleta in carriera e può davvero succedere di tutto” racconta. 

L’Italia e la sua tradizione nella scherma

Ma la scherma in Italia ha una grande tradizione olimpica. L’Italia è la nazione che ha raccolto il maggior numero di medaglie nella disciplina proprio alle Olimpiadi. Fino ai Giochi di Rio, nel 2016, le medaglie erano in totale 125, di cui 49 d’oro, 43 d’argento e 33 di bronzo. Il primo di questi 125 titoli è stato conquistato da Nedo Nadi a Stoccolma 1912. Le Olimpiadi di Anversa del 1920 incoronano Nedo Nadi come leggenda della scherma per la conquista di ben cinque medaglie d’oro olimpiche: fioretto individuale ed a squadre, sciabola individuale ed a squadre e spada a squadre. In cento anni di storia delle olimpiadi da Parigi 1900 a Sydney 2000, la scherma italiana è salita ben cento volte sul podio. Ad Atene si è raggiunta quota 107 medaglie, implementata a 114 con le 7 conquistate a Pechino2008, per poi giungere alle 121 totali grazie ai sette podii ottenuti sulle pedane di Londra2012. La prima donna a portare a casa un oro nella scherma è Irene Camber alle Olimpiadi di Helsinki 1952. 27 dei 49 ori arrivano dal fioretto, specialità con la più lunga scuola e tradizione in Italia. Sul secondo gradino di questo speciale podio troviamo la spada con 15 ori e al terzo posto la sciabola con 7. L’ultimo atleta a conquistare il metallo più pregiato è Daniele Garozzo, unico azzurro a riuscirci in occasione delle Olimpiadi di Rio 2016. Nella stessa Olimpiade Elisa di Francisca ha conquistato la medaglia d’argento nel fioretto femminile, Rossella Fiamingo nella spada femminile. Anche la Nazionale azzurra di spada maschile composta da Enrico Garozzo, Paolo Pizzo, Marco Fichera ed Andrea Santarelli ha vinto la medaglia d’argento.

La nazionale italiana è anche sempre stata presente ai campionati mondiali di scherma, fin dall’edizione del 1937 a Parigi. La scherma italiana ha vinto poi 319 medaglie ai Campionati del Mondo Assoluti a partire dal 1921, 217 nel Campionato del Mondo Giovani dal 1950, 105 nel Campionato del Mondo Cadetti a partire dal 1987, 200 ai Campionati Europei. 

Nonostante le vittorie e la grande tradizione delle scuole italiane, la scherma è comunque uno sport poco praticato in Italia e seguito principalmente soltanto in occasione dei Giochi Olimpici. Le Federazione registra al momento 21241 tesserati – un terzo di quelli francesi, meno degli Stati Uniti e le società sportive di scherma presenti sul territorio italiano sono 328. 

Articolo proveniente da Huffington Post Italia