• Dom. Set 26th, 2021

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I fratelli Bianchi in carcere preoccupati per il reddito di cittadinanza: “Non lo bloccano, è nome di papà”

I fratelli Bianchi

“So tutte caz**te, mica lo pigli tu a nome tuo tutto quanto, lo piglia papà. La Finanza non ha bloccato niente”. Così Marco Bianchi – coinvolto insieme al fratello Gabriele nel caso dell’omicidio di Willy Monteiro Duarte – parlava all’altro fratello Alessandro che gli era andato a far visita in carcere, esprimendo preoccupazione per il reddito di cittadinanza percepito dal suo nucleo familiare subito dopo l’omicidio del giovane cuoco. Il sostegno economico sarebbe stato loro revocato di lì a breve.

Le parole vengono pronunciate in un’intercettazione riportata oggi da Repubblica. Dopo la morte di Willy nel settembre 2020, scrive il quotidiano, alla luce dell’elevato tenore di vita mostrato dai fratelli Bianchi la Guardia di Finanza aveva iniziato gli accertamenti. Repubblica scrive:

Gli investigatori hanno denunciato subito quattro persone e alla fine gli inquirenti si sono convinti che gli attuali indagati avessero richiesto e incassato il Reddito di cittadinanza senza averne diritto. In particolare, di poco più di 33mila euro ottenuti dagli indagati, per le Fiamme gialle ne devono essere recuperati circa 29mila, particolare segnalato anche all’Inps per il recupero appunto delle somme.

Dopo gli accertamenti compiuti dalla Guardia di finanza di Colleferro, è entrato in gioco il sostituto procuratore della Repubblica di Velletri, Giovanni Taglialatela. Repubblica riporta:

Ha così chiuso le indagini preliminari e inviato i relativi avvisi a Ruggero Bianchi e alla moglie Antonietta Di Tullio, che vivono in una villa alle porte di Artena e che sono accusati di aver richiesto e percepito illegittimamente il Reddito.

Articolo proveniente da Huffington Post Italia