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Delitto di Voghera, assessore “consapevole delle proprie azioni”: le motivazioni dell’arresto di Adriatici

DiRed Viper News Manager

Lug 24, 2021

Tutto come previsto. Massimo Adriatici, l’ex assessore alla Sicurezza del Comune di Voghera, resta indagato per eccesso colposo in legittima difesa a causa del rischio di reiterazione del reato e non anche di inquinamento delle prove per l’uccisione di Youns El Bossettiaou.

Il gip di Pavia scrive di “pericolosità dell’indagato” intesa come attitudine a “porre in essere reazioni sovradimensionate nel caso in cui si trovi in situazione di criticità”. “Ciò che si vuole evidenziare è che lo stesso Adriatici ha dichiarato di aver estratto la pistola dalla tasca in un momento in cui era ancora lucido e consapevole delle proprie azioni” sono le parole del giudice che non ha aggravato la posizione dell’esponente leghista a livello di qualificazione giuridica.

Il gip sposa la tesi della procura, al centro di polemiche per non aver avvisato i parenti della vittima al fine di consentire loro di nominare un perito in occasione dell’autopsia.

Da due giorni sul tavolo dei pm e del giudice c’era la testimonianza di chi dice di aver visto Adriatici puntare la pistola, mirare e sparare su Youns, ma nelle decisioni prese dai magistrati di questo particolare non esiste traccia.

Tutto a Voghera e a Pavia sta avvenendo in un clima non certo sereno. Lo dimostra la decisione di trasferire Adriatici in una località segreta per ragioni di sicurezza a causa di minacce presenti sui social.

“Sicurezza” è un termine ricorrente in questa indagine ma a senso unico. In occasione della manifestazione del pomeriggio in solidarietà con la vittima la polizia locale ha fatto il giro dei negozi invitando i gestori a considerare la possibilità di chiudere abbassando le saracinesche. Polizia, carabinieri e guardia di finanza ovunque per una manifestazione pacifica caratterizzata dalla presenza di immigrati stranieri e pochissimo da quella di italiani. C’è chi fa osservare che il dettaglio dimostra ancora una volta l’assenza dalla scena di associazioni e organizzazioni di sinistra.

Il sindaco leghista di Voghera parlando con i giornalisti ha voluto sottolineare che Adriatici è persona stimata e amata dai suoi concittadini aggiungendo l’invito a non strumentalizzare politicamente infatti e aspettare la conclusione delle indagini.

Gli avvocati della famiglia di Bouns stanno in queste ore sentendo altri testimoni per poi depositare i verbali a disposizione degli inquirenti. Il resto dipenderà molto dalle perizie balistiche. E si vedrà se questi dati cambieranno o meno la tesi della procura alla quale il giudice delle indagini preliminari si è adeguato. I legali dei familiari di Bourns fanno presente di avere difficoltà a disporre degli atti a causa del muro di gomma di procura e carabinieri i quali sono stati formalmente diffidati dagli avvocati.

Per il gip l’azione di Paratici “appare decisamente spropositata a fronte di un uomo che lo stava aggredendo disarmato, nei cui confronti si è posto in una fase decisamente anticipata in una posizione predominante, ma in modo gravemente sproporzionato e creando le condizioni perché si arrivasse all’evento nefasto”. 

Nell’ordinanza del giudice si legge anche che l’ex assessore “è stato quantomeno imprudente nel non riuscire a governare la concitazione e lo stress in un momento di criticità”.

L’articolo Delitto di Voghera, assessore “consapevole delle proprie azioni”: le motivazioni dell’arresto di Adriatici proviene da Il Riformista.