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Mascherine per Protezione Civile spacciate per chirurgiche, sequestro da 6 milioni

DiRed Viper News Manager

Lug 23, 2021

Le mascherine consegnate alla Protezione Civile un anno fa per far fronte alla prima fase dell’emergenza pandemica erano del tipo generico ma sono state vendute al prezzo di quelle chirurgiche. I militari del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Roma hanno dato esecuzione al decreto di sequestro preventivo emesso dal giudice per le indagini preliminari del locale Tribunale, su richiesta della Procura della Repubblica, per una somma complessiva di oltre 5,8 milioni di euro pagate alla Winner Italia S.r.l., società con sede a Guidonia a nord est di Roma.

CHIRURGICHE E GENERICHE, LA DIFFERENZA – A fronte di ordinativi relativi a mascherine chirurgiche – intese come dispositivi medici – la società ha fornito 6.612.000 mascherine filtranti 3 veli con elastici, classificabili, invece, come mascherine generiche, molto simili alle prime ma non idonee per uso sanitario, che sono poi state distribuite ai vari Dipartimenti Regionali di Protezione Civile. Il periodo al quale si fa riferimento, che corrisponde alle richieste di fornitura da parte delle a protezione civile risale a marzo 2020.

L’AVVOCATO DELLA SOCIETÀ È INDAGATO – Il rappresentante legale della società a seguito di richieste di chiarimenti ha tentato di dissimulare la diversità del prodotto fornito. Ora è indagato per l’ipotesi di reato di frode nelle pubbliche forniture. L’avvocato ha anche richiesto, sfruttando la possibilità prevista dalla normativa emergenziale nel frattempo emanata, la validazione ai fini della commercializzazione, con istanza di valutazione in deroga all’Istituto Superiore di Sanità.

IL SEQUESTRO – Considerato che il prezzo di vendita era stato concordato con riguardo a un prodotto che avrebbe dovuto avere caratteristiche diverse, con conseguente danno patrimoniale arrecato alla Pubblica Amministrazione, è stato disposto il sequestro di somme pari all’intero importo pagato alla società, quale profitto del reato allo stato contestato. L’operazione si inserisce nel quotidiano lavoro della Procura della Repubblica e della Guardia di Finanza di Roma per la salvaguardia del corretto impiego delle risorse finanziarie utilizzate per l’acquisizione dei dispositivi sanitari necessari per fronteggiare l’emergenza sanitaria per la tutela della salute pubblica e dei sanitari.

 

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