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Il nero di Amy Winehouse. Nei suoi capelli, sui suoi occhi, sulla sua pelle

UNITED KINGDOM - MAY 28: SHEPHERD'S BUSH EMPIRE Photo of Amy WINEHOUSE, Amy Winehouse performing on stage (Photo by Chris Christoforou/Redferns)

″[…] e io ritorno nel nero” cantava in una sua canzone. E alla fine quel nero, quel buio di cui tanto parlava l’ha travolta e se l’è portata via. Sono passati esattamente dieci anni dalla scomparsa di Amy Winehouse. La cantante inglese è stata trovata morta la mattina del 23 luglio 2011 nel letto della sua casa al numero 30 di Camden Square, a Londra. A causare la morte, secondo gli esami tossicologici e istologici eseguiti sul suo corpo, è stato un cocktail di alcolici, assunti la sera prima. La cantante inglese di origini ebraiche, celebre per le canzoni Back to black e Rehab, che hanno portato il jazz in cima alle classifiche di musica mondiali, non c’è più ormai da dieci anni. Nessuno è riuscito a placare in tempo la sua sofferenza, a sorreggere il suo corpo e la sua anima così fragili. 

A poche ore dalla morte c’era già chi la inseriva nel “Club dei 27”, l’espressione inventata dai media per riferirsi al tragico destino di molti artisti, principalmente rock, scomparsi proprio a 27 anni. Tra di loro Brian Jones, Jimi Hendrix, Janis Joplin e Jim Morrison. Ma non può essere così semplice. La breve vita di Amy Winehouse è stata troppo complessa e travagliata per essere riassunta in una banale espressione mediatica. 

L’esistenza di Amy viene raccontata oggi, nel decimo anniversario della sua scomparsa, il 23 luglio 2021, da Reclaiming Amy, un documentario realizzato dalla BBC che vuole celebrare la vita di Amy Winehouse attraverso le sue stesse parole e le testimonianze dei suoi amici e dei suoi cari, a partire dai suoi genitori: la madre Janis Winehouse-Collins e il padre Mitch. È proprio la mamma Janis (affetta da sclerosi multipla, una malattia degenerativa che le sta cancellando anche i ricordi) la voce narrante del documentario che racconta al pubblico la cantante, una delle più grandi icone di sempre della musica. In un passaggio del documentario, che la BBC ha trasmesso in anteprima, si sente la madre pronunciare questa frase: “non credo che il mondo conoscesse la vera Amy, quella che ho cresciuto, e non vedo l’ora di offrire al pubblico una grande opportunità: la comprensione delle sue radici e una visione più profonda della vera Amy”. 

LONDON - MAY 22: (UK TABLOID NEWSPAPERS OUT) Amy Winehouse, her father Mitch and mother Janis pose with Amy's award for Best Song Musically and Lyrically for 'Love Is A Losing Game' at the 53rd Ivor Novello Awards at the Grosvenor House Hotel on May 22, 2008 in London, England. (Photo by Gareth Davies/Getty Images)

Amy Jade Winehouse nasce il 14 settembre del 1983 a Enfield, nel Middlesex inglese, una ex-contea nella periferia di Londra. Suo padre Mitch Winehouse di mestiere fa il tassista. Sua madre, Janis, la farmacista. I due divorziano quando Amy ha solo nove anni e suo fratello Alex tredici. Da quel momento Amy si trasferisce in un altro quartiere della città, Southgate, un sobborgo del nord di Londra, dove si trova il centro di disintossicazione di cui poi parlerà nella canzone Rehab, quello in cui lei si rifiuterà di ”[…]andare, andare, andare”. Di inglese Amy fisicamente e caratterialmente ha ben poco, sin da bambina: capelli neri, carnagione olivastra, tratti somatici forti, temperamento ribelle. Ha solo 10 anni quando fonda un gruppo rap amatoriale chiamato “Sweet ’n’ Sour”, che si ispira al trio hip hop statunitense “Salt-n-pepa” con la sua migliore amica del tempo, Juliette Ashby. E guarda caso, tra la parte “dolce” e quella “acida” Amy sceglie di impersonare proprio quest’ultima. Nel primo gruppo musicale, così come in tutta la sua vita. A 12 anni viene espulsa dalla scuola che frequenta, la “Sylvia Young Theatre School”, perché si mette un piercing al naso e non obbedisce agli insegnanti. A 15 anni si fa fare il primo tatuaggio, che rappresenta Betty Boop, la prima sex symbol dell’animazione, sulla schiena. Saranno tanti i tatuaggi che si farà poi negli anni a venire.

UNITED KINGDOM - AUGUST 16: V FESTIVAL Photo of Amy WINEHOUSE, Amy Winehouse performing on stage (Photo by Mark Holloway/Redferns)

Alla musica Amy si avvicina grazie al fratello Alex. Il ragazzo possiede una chitarra, che lei ogni tanto strimpella. A 14 anni se ne compra una tutta sua e comincia a scrivere canzoni. Testi in cui racconta le sue sofferenze, la sua ribellione, una sorta di depressione di cui ha sempre sofferto e che, come racconterà in un’intervista a Rolling Stones del 2007, la ”[…]portava spesso a pensare, già da adolescente, a quanto fosse deprimente la vita”. Anche per questo la giovane Amy ama particolarmente leggere J.D Salinger. Winehouse cresce ascoltando diversi generi musicali, tra cui anche i cantanti jazz che diventeranno i suoi modelli da grande: Sara Vaughan, Danah Washington, Tony Bennett. Il suo sogno però non è diventare una cantante, ma una cameriera sui pattini a rotelle, come quelle che ha visto nel film American Graffiti, uno dei suoi preferiti.

La strada per il successo Amy la imbocca quando ha 19 anni. È il 2002 e il suo amico Tyler James, cantante soul, manda una registrazione di una sua canzone a un talent scout che intuisce immediatamente il talento di Amy. La cantante firma con l’etichetta discografica Island/Universal e il 20 ottobre 2003 viene pubblicato il suo album d’esordio, Frank. Il disco, che contiene solo alcune influenze jazz, riceve da subito molte critiche positive. La voce profonda di Amy viene paragonata a quella di Sarah Vaughan e Macy Gray. Il mondo insomma comincia ad accorgersi dell’esistenza di Amy Winehouse. Lei esordisce nei programmi televisivi dove si presenta con i primi vestiti da pin-up, che poi caratterizzeranno il suo stile, i tacchi alti, i folti capelli neri cotonati, una spessa linea di eyeliner nero sugli occhi, quasi a voler sembrare un po’ Cleopatra, e due grandi e appariscenti orecchini di plastica. Amy sembra felice. In un’intervista rilasciata al conduttore britannico Jonathan Ross, nel marzo del 2004, sorride, è contenta del successo del nuovo album. Canta le sue prime creazioni Stronger than me e Take the box. Il suo corpo è in peso forma. Non sono ancora così palesi le tracce di quella enorme sofferenza che sarà chiara invece nel suo secondo album, Back to black. Frank arriva in testa alle classifiche britanniche, riceve due dischi di platino, vende in totale 1 milione e mezzo di copie e figura anche nella lista del Mercury Prize. Amy ben presto arriva però a detestare l’album. Dopo alcuni mesi dalla pubblicazione infatti la cantante dichiara in un’intervista al The Sun di ”…sentirsi solo per l’80% dietro l’album”. Secondo Winehouse infatti la casa discografica avrebbe inserito all’interno del disco canzoni in cui lei non si è mai riconosciuta. In seguito alla pubblicazione del suo secondo album, Back to black, Amy affermerà addirittura di non riuscire più ad ascoltare il suo album d’esordio Frank

LONDON - JANUARY 15: Singer Amy Winehouse performs tracks from her album

La carriera e la vita personale di Amy subiscono un brusco cambiamento tra il 2005 e il 2010. Nel 2005 infatti la cantante conosce in un bar di Camden Town Blake Civil Fielder, che sposerà poi nel 2007, ritenuto da molti uno dei responsabili della morte di Amy. È lui ad introdurla all’uso di sostanze stupefacenti ed è con lui che la cantante comincia a frequentare compagnie sbagliate. Il secondo album di Amy, quello che la celebra come artista mondiale, nasce proprio dalla sofferenza per questo amore turbato. Fielder e Winehouse infatti si lasciano e si riprendono più volte. L’uomo la tradisce e per un certo periodo decide di tornare con la sua ex fidanzata. Del loro rapporto Amy parla nella canzone Back to black che dà il titolo all’album. Winehouse canta, rivolgendosi a Fielder: ”[…]vado avanti senza il mio uomo, tu sei tornato indietro da quello che conoscevi, sei stato così lontano da quello che abbiamo passato ed io ho calpestato un terreno dissestato”. L’album, pubblicato il 27 ottobre 2006, raggiunge addirittura la posizione numero 7 negli Stati Uniti, un risultato fino ad allora mai ottenuto da un cantante europeo.

Il 2006 è un anno complicato per la cantante. Amy compare sui tabloid britannici per i suoi problemi legati all’alcol. Dal primo disco è dimagrita di 4 taglie. Il singolo apripista dell’album, Rehab, pubblicato il 23 ottobre 2006, racconta del rifiuto della cantante a disintossicarsi dall’alcol: “Hanno cercato di mandarmi a fare riabilitazione, ma io ho detto ‘no, no, no’”. La striscia di eyeliner sui suoi occhi diventa sempre più scura. Ora porta i capelli anche raccolti. E assomiglia ad una pin-up, come quelle che ora, tatuate e coloratissime, le riempiono le fragili spalle e braccia, insieme al ritratto di sua nonna Cynthia, a cui era molto legata. La stampa la insegue, è sulle pagine di tutti i giornali. Ai media che le chiedono che cosa pensi della violenza e dell’alcol Amy risponde: “Mi diverto molto certe notti, ma poi esagero e rovino la serata col mio ragazzo. Sono un’ubriacona”. Dopo l’uscita di You know I’m no good, il terzo successo dell’album, Back to black, corrisponde al periodo del fidanzamento ufficiale con Blake Civil Fielder, nell’aprile del 2007. I due si sposeranno poi a maggio dello stesso anno. 

MIAMI BEACH, FL - MAY 16 : Singer Amy Winehouse and fiancee Blake Fielder-Civil walk on Collins Avenue on May 16, 2007 in Miami Beach, Florida. (Photo by Gustavo Caballero/Getty Images)

Per l’album Back to black la cantante vince tre Grammy Award, allineandosi così a cantanti come Lauryn Hill, Alicia Keys, Norah Jones e Beyoncé. Ma se dal lato lavorativo le cose sembrano procedere bene, su lato personale non è affatto così. Gli anni che vanno dal 2007 al 2010 sono i più difficili per Amy. La relazione con Fielder la destabilizza a tal punto che nell’intervista a Rolling Stones del 2007 confida di pensare di ”[…]lasciare la musica per stare accanto al marito”. E nella sua famiglia d’origine le persone sembrano essere molto più attente alla sua carriera che alla sua salute. All’inizio del 2008 su internet circola un video dove la cantante ammette di aver fumato crack e di prendere del valium per calmarsi. Il 27 giugno 2008 Amy canta di fronte a oltre 46mila spettatori giunti a Hyde Park a Londra per festeggiare i 90 anni di Nelson Mandela. La giovane cantante però non sta bene. Torna in riabilitazione per disintossicarsi dall’alcol e dalla droga, ma è lo stesso padre a spingere affinché continui a lavorare per l’uscita del nuovo album. Winehouse è sempre più sola. Lo diventa ancora di più dopo che divorzia dal marito Fielder il 6 agosto 2009. Di lì cominciano due anni intervallati da fasi in cui tenta la riabilitazione a momenti in cui le persone vicino a lei la utilizzano come macchina da soldi. Nel frattempo il marito di Amy, Blake, durante la terapia di riabilitazione, conosce una nuova donna, che gli darà poi due figli. Lui ed Amy però non smetteranno di frequentarsi fino alla morte di lei.

L’ultimo concerto della cantante è quello dell’8 giugno 2011, in occasione dell’apertura del nuovo tour europeo annuale. Amy canta visibilmente ubriaca davanti al pubblico di Belgrado. Il suo corpo è ormai un fuscello. I suoi occhi assenti. Eppure nessuno la ferma, nessuno la preserva dal mostrarsi al pubblico in questo modo. Anzi, al termine del concerto Winehouse accuserà le guarde del corpo di averla costretta a salire sul palco e di averle impedito di scendere. L’ultima apparizione in pubblico di Amy è il 20 luglio 2011, all’ iTunes Festival di Londra. 

Tre giorni dopo il buio, che l’ha sempre accompagnata durante la vita, la prende e se la porta via mentre, ancora una volta, è da sola. Nessuno forse ha mai realmente provato a salvare la cantante che ha rivoluzionato il jazz, neanche i suoi genitori. Il nero era ormai totalmente parte della sua vita. Era nei suoi capelli, sui suoi occhi, sulla sua pelle. Quel nero le ha anche permesso di scrivere le canzoni che le hanno fatto acquisire un successo mondiale. Ma poi alla fine l’ha rapita. Per sempre.

Articolo proveniente da Huffington Post Italia