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Quanto sono diffusi ed ecosostenibili i mezzi su rotaia in Italia

DiRed Viper News Manager

Lug 22, 2021

La lotta al cambiamento climatico ha caratterizzato gli ultimi anni sia in Italia che Europa. Sempre più i gruppi ambientalisti, da Fridays for future a Legambiente, lavorano per portare al centro del dibattito pubblico e politico le problematicità annesse all’ambiente.

Per cambiamento climatico si intende, secondo la definizione data dalle Nazioni unite, qualsiasi alterazione dell’atmosfera globale che sia direttamente o indirettamente riconducibile all’azione umana.
Vai a “Che cos’è il cambiamento climatico”

A maggior ragione in questi ultimi mesi, in cui in Europa si discute sugli stanziamenti alla transizione ecologica che verranno fatti attraverso i fondi per la ripresa. Nel report Clean cities, Legambiente sottolinea come le risorse del piano nazionale di ripresa e resilienza siano un’importante opportunità per rendere le città più ecologiche e più attente al cambiamento climatico.

A partire dall’impegno per una mobilità sostenibile, che passa dallo sviluppo dei servizi di car e bike sharingdalla costruzione di piste ciclabili e dal ricorso a mezzi di trasporto pubblico a zero emissioni. Non solo gli autobus, di cui abbiamo già analizzato la diffusione in Italia, ma anche i mezzi di trasporto su rotaia, come i filobus, le metropolitane e i tram.

Tram e metro: alternative valide ma da migliorare

Le vie tramviare e la metropolitana sono mezzi di trasporto sempre più presenti e utilizzati nei grandi centri urbani. Tuttavia, seppur siano meno inquinanti rispetto alle macchine, non sono delle alternative totalmente ecologiche.

I tram ad esempio, se da un lato non producono inquinamento atmosferico perché sono a trazione elettrica, dall’altro sono fonte di inquinamento acustico, per via dei forti rumori causati dai meccanismi interni. E livelli elevati di rumore sono dannosi per la salute fisica e psicologica delle persone e per la fauna terrestre e marina.

Per densità si fa riferimento ai chilometri dedicati alle reti di tram e metro ogni 100 kmq di superficie urbanizzata. Nelle mappe sono segnati solo i capoluoghi in cui questi servizi di mobilità urbana sono presenti. I dati di Trieste e Napoli sono valori stimati, dunque non sono disponibili i dati del 2018.

FONTE: elaborazioni openpolis su dati Istat
(ultimo aggiornamento: lunedì 31 Dicembre 2018)

A Cagliari, Padova, Bergamo, Sassari e Firenze i km di tram non aumentano da 5 anni.

Milano è il primo capoluogo per densità sia delle reti di tram che di metro, con rispettivamente 118,7 km per le prime e 48,9 km per le seconde ogni 100 kmq. Per quanto riguarda il chilometraggio dei tram seguono Torino (64,6 km per 100 mq), Venezia (25 km) e Palermo (17,4 km). Da sottolineare che nel capoluogo siciliano questo tipo di mobilità è disponibile solo dal 2016. Chiudono invece la classifica Roma (7,3 km per 100 kmq), Firenze (9) e Sassari (10,5).

5,5 km per 100 kmq è l’aumento della densità della rete metropolitana a Milano dal 2013 al 2018.

Invece, per quello che concerne le reti metropolitane, dopo Milano vi sono Brescia (25,6 km per 100 kmq) e Napoli (17,8). Torino e Roma dispongono entrambe di 11,7 km per 100 kmq, mentre Catania (11) e Genova (9) chiudono la classifica.

Il filobus: un mezzo di trasporto sostenibile

Il filobus, a differenza della metro e del tram, viene considerato dalla commissione europea un mezzo che non solo non inquina l’aria, ma non produce neanche inquinamento acustico.

I dati mostrano il numero di filobus nei capoluoghi di provincia italiani dove sono presenti questi mezzi di trasporto.

FONTE: elaborazione openpolis su dati Istat
(ultimo aggiornamento: lunedì 31 Dicembre 2018)

Milano risulta essere il primo capoluogo italiano anche per numero di filobus in circolazione, pari a 128 dei 511 presenti in Italia.

25% dei filobus italiani si trova nel capoluogo milanese.

Seguono Bologna (95), Roma (75) e Napoli (59). Rimini è il capoluogo con il valore più basso pari a 6 filobus. Chiudono la classifica Ancona (9), Lecce (12) e Chieti (12).

L’indicatore di inquinamento atmosferico dell’Ispra è calato di 80 punti a Milano tra il 2018 e 2017.

Nel complesso, Milano è la città che presenta l’offerta più ampia di trasporto su rotaia, una valida alternativa all’utilizzo dell’autovettura personale. Questa spinta ambientalista del capoluogo lombardo nel trasporto potrebbe spiegare anche la riduzione dell’inquinamento atmosferico che si è registrata sul territorio nel 2018.

Foto credits: Bogdan TodoranUnsplash

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