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Mario Draghi: “L’appello a non vaccinarsi è un appello a morire”

Mario Draghi

“Il green pass non è un arbitrio ma una condizione per tenere aperte le attività economiche”. Così il premier Mario Draghi in conferenza stampa dopo il Consiglio dei ministri. “Invito tutti gli italiani a vaccinarsi e a farlo subito per proteggere se stessi e le famiglie”. “L’appello a non vaccinarsi è un appello a morire, sostanzialmente”.

“L’economia va bene, si sta riprendendo e l’Italia cresce a un ritmo anche superiore a quello di altri Paesi europei”. Ma “la variante Delta – avverte il premier – è minacciosa e in alcuni paesi vediamo un andamento dei contagi superiore”. “Abbiamo imparato che senza reagire subito quello che accade in altri paesi si ripresenta da noi un tempo piuttosto rapido”, aggiunge. “Perché questo continui a essere un momento favorevole bisogna agire sul fronte del Covid-19”.

Il ministro della Salute Roberto Speranza ha elencato le misure contenute nel decreto, a cominciare dall’introduzione – a partire dal 6 agosto – dell’obbligo di green pass per accedere a una serie di servizi, dalla ristorazione al chiuso ai centri culturali e ricreativi. Dal decreto sono rimaste fuori le questioni più delicate: trasporti, scuola e lavoro. “A noi il decreto di oggi è parso già troppo complicato. Sono rimaste fuori tre aree: scuola, trasporti e lavoro. Questi temi verranno affrontati probabilmente già dalla settimana prossima, richiedono altre misure e provvedimenti specifici che sono particolarmente complessi”. 

 

Fiducia sulla riforma della Giustizia

“Ho chiesto al Consiglio dei ministri l’autorizzazione a porre la fiducia in Parlamento” quando si arriverà a discutere il testo. “Questo è il punto di partenza. Ma siamo aperti a miglioramenti di carattere tecnico. Siamo molto disponibili a questo. Se ci fossero miglioramenti si tratterà di tornare in Cdm per chiedere l’autorizzazione della fiducia anche sui nuovi testi”. Così Draghi in conferenza stampa.

“Si arriva a chiedere la fiducia quando si ha la certezza che certe differenze sono incolmabili. Ma una riforma così deve essere condivisa, la fiducia serve a misurare la forma di consenso che una riforma ha. Questo può valere su provvedimenti relativamente meno importanti. Per questi provvedimenti così importanti, anche se passano con la fiducia, un cambiamento della coalizione porta a una cambiamento di una decisione presa con tanta difficoltà ma per garantire permanenza bisogna che le riforme siano condivise”.

 

 

Articolo proveniente da Huffington Post Italia