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L’Argentina è il primo paese dell’America Latina a riconoscere identità non binarie

Da mercoledì l’Argentina è il primo paese dell’America Latina a riconoscere identità non binarie. Grazie al nuovo decreto 476/2021 pubblicato in Gazzetta Ufficiale, le persone nel paese sudamericano potranno utilizzare una “X” nella sezione del genere nel documento di identità e nel passaporto e non dovranno più optare per le categorie “F”, di femminile, o “M”, di maschile. Alberto Ángel Fernández, presidente dell’Argentina, ha dichiarato che il nuovo decreto serve a “garantire l’identità di genere delle persone che non si percepiscono come donne o uomini. Stiamo rendendo possibile ciò che sembrava impossibile. Ci sono identità che sono sempre esistite, ma erano nascoste. Dobbiamo rispettarle perché quando le neghiamo, priviamo molte persone della possibilità di essere felici”.

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Durante una cerimonia ufficiale a Buenos Aires, Fernandez, insieme al ministro dell’Interno, Eduardo “Wado” de Pedro, e alla ministra delle Donne, del Genere e della Diversità, Elizabeth Gómez Alcorta, ha consegnato le prime tre carte d’identità con il formato “X”.

La decisione amministrativa risponde a una richiesta che i gruppi per la diversità hanno portato avanti da più di 9 anni, da quando è stata emanata la Legge 26.743 sull’identità di genere, che per la prima volta consentiva ai cittadini di scegliere il sesso e il nome da inserire nei propri documenti ufficiali, spiega il Clarin. Sullo stesso quotidiano argentino si legge che non ci sono ancora cifre a livello nazionale su quante persone usufruiranno del nuovo documento di identità: “Tuttavia, nella Provincia di Buenos Aires, il distretto più grande del paese, sono circa 300 le persone, la maggior parte giovani, che stavano aspettando questo decreto per adeguare il loro documento alla loro identità non binaria”.

Il decreto del presidente argentino è stato definito da parte della Federazione LGBT Argentina (FALGBT) “un passo in avanti storico” per i diritti delle persone: “Sebbene l’uso della ‘X’ non sia completamente inclusivo nel riconoscimento della vasta gamma di identità che esistono, è un passo importante sulla strada verso una reale uguaglianza dei diritti”. Con questo atto, l’Argentina si unisce a una serie di paesi che hanno già adottato questo sistema, tra cui Canada, India e Nuova Zelanda.

Deutsche Welle scrive che l’Argentina è uno dei paesi più progressisti della regione in termini di riforme sociali: “Nel 2010 il paese sudamericano ha approvato una legge che riconosce il matrimonio tra persone dello stesso sesso. Due anni dopo, ha permesso legalmente il cambio dell’identità di genere. A giugno, i legislatori hanno approvato una quota dell’1% di posti di lavoro nel settore pubblico da riservare alle persone transgender”. Nel 2020 il governo argentino di centro-sinistra ha legalizzato l’aborto. Infine, a inizio 2021, durante la pandemia di nuovo coronavirus SARS-CoV-2, l’Argentina ha introdotto una tassa una tantum sulle persone più ricche del paese per aiutare a pagare le forniture mediche e gli aiuti alle imprese.

Foto in anteprima via @alferdez

Articolo proveniente da Valigia Blu