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Scuola e vaccini, Giannelli: negare insegnamento in presenza ai prof non vaccinati

Chiare le parole pronunciate da Antonello Giannelli, presidente dell’Associazione Nazionale Presidi, il quale ribadisce l’importanza di convincere il restante personale scolastico a vaccinarsi, anche a costo di negare l’insegnamento in presenza ai non vaccinati. Misura a suo parere necessaria per la riapertura delle scuole in sicurezza. “Qualora non si riuscisse a ottenere la vaccinazione, si potrebbe valutare una forma di obbligo, che deve valere per tutti coloro che sono a contatto con l’utenza. Dunque per i non vaccinati non si avrebbe l’accesso a un determinato tipo di attività”. Queste le parole pronunciate dal presidente dell’Anp a Rainews 24.

La stessa Anp, che domani avrà un primo incontro al ministero in vista della ripartenza delle scuole a settembre, ribadisce quanto la riapertura delle scuole a settembre dipenda inevitabilmente dalla diffusione del vaccino: “Bisogna andare oltre le ipotesi sul green pass a scuola. Per riaprire gli istituti in presenza e in totale sicurezza serve l’obbligo del vaccino per il personale scolastico. In questo modo non bisognerebbe applicare il distanziamento, che necessita invece della disponibilità di spazi”. E ancora: “La prossima settimana vedremo il ministro Bianchi e riferiremo anche a lui le nostre posizioni sul vaccino ai prof”.

Giannelli solleva poi l’altro grande tema in ambito vaccinazione, in riferimento ai più giovani, ai microfoni di Radio Cusano Campus: “I pediatri hanno affermato da tempo che sarebbe positivo vaccinare i ragazzi sopra i 12 anni, anche qui è una questione organizzativa perchè i ragazzi di per sè vogliono vaccinarsi. Se non si fa presto è chiaro che per metà settembre non si farà in tempo”.

Se Giannelli e l’Anp hanno posto di fronte ai nostri occhi le tematiche e le necessità più urgenti, interessanti sono le dichiarazioni del sottosegretario alla salute Pierpaolo Sileri, ospite a Tgcom 24. “In realtà, sono 215mila gli insegnanti non vaccinati” contro Covid. “In numero assoluto sembra altissimo, mentre invece è una percentuale bassa rispetto al totale del corpo docente e localizzata in alcune regioni. Credo che una moral suasion sia necessaria in quelle regioni che altrimenti avrebbero seri problemi nella didattica. Ma il 15% di non vaccinati non sarà molto diverso dalla popolazione generale, dove credo che il 15%” delle persone vaccinabili “non si vaccinerà. Dobbiamo fare un’azione di convincimento che può essere fatta anche con piccole cose”. Ha poi aggiunto: “Il consiglio che do ai docenti è di vaccinarsi. Il punto più importante è che devono farlo per loro stessi. Soprattutto gli insegnanti andranno nelle scuole dove sotto i 12 anni il vaccino non esiste ancora e quindi la circolazione virale in quelle classi e il rischio potrà essere più alto. E il docente di 50 anni che si prende il virus” e non è protetto dal vaccino “rischia” maggiormente “di andare in terapia intensiva. Il mio consiglio dunque è: vaccinatevi per voi stessi, prima ancora che per gli altri”.

 

 

 

 


 

 

Articolo proveniente da Huffington Post Italia