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Rivoluzione referendum, arriva la firma digitale

DiRed Viper News Manager

Lug 21, 2021

Via libera da Montecitorio alla firma digitale per i referendum: le commissioni Affari costituzionali e Ambiente hanno approvato due notti fa all’unanimità l’emendamento al Dl Semplificazioni a prima firma Riccardo Magi, deputato di +Europa. Sarà così possibile sottoscrivere i referendum con firma elettronica qualificata. «Un voto unanime – ci dice Magi, neo eletto presidente di +Europa – che rappresenta una bella pagina di iniziativa parlamentare. Rarissimamente passa un emendamento con il parere contrario del Governo e dei relatori».

L’emendamento quando presentato la prima volta aveva ricevuto parere positivo da parte del Ministro per l’Innovazione tecnologica Vittorio Colao, negativo dal Ministero della Giustizia. Da via Arenula era dunque stata chiesta una riformulazione che avrebbe limitato l’uso della firma elettronica solo per i disabili. Durante le votazioni della scorsa notte, l’onorevole Magi però ha mantenuto il punto e ha chiesto che venisse messo in votazione l’emendamento originario: «Paradossalmente si sarebbe determinata una intollerabile discriminazione nei confronti delle persone con disabilità, che avrebbero per esempio dovuto presentare un certificato. Ma poi era indistinta l’espressione ‘disabili’: temporanei? Permanenti?». Inoltre, «la riformulazione proposta sarebbe risultata significativamente onerosa, nell’ordine di 400.000 euro per l’anno 2021, rispetto al testo base, che invece non presentava costi a carico della finanza pubblica».

E allora i relatori hanno lasciato il voto all’Aula che ha approvato. «Una piccola grande rivoluzione a favore dei diritti politici dei cittadini – prosegue Magi – E una bella pagina per il Parlamento. Grazie a Mario Staderini con cui ho condiviso ogni passo di questa iniziativa e grazie a tutti i colleghi che lo hanno firmato e votato. Grazie ai 25 militanti referendari che avevano iniziato a digiunare per questo obiettivo, grazie a Marco Gentili e a tutta l’Associazione Luca Coscioni e grazie alla tigna radicale che mi ha fatto resistere giorni a seguire lavori interminabili per convincere tutti i colleghi in commissione a votare nonostante il parere contrario del governo che aveva proposto una riformulazione non accettabile». Soddisfazione anche da parte della senatrice Emma Bonino che ha scritto su Facebook: «Finalmente, dopo anni che lo diciamo, la raccolta firme per i referendum popolari sarà più semplice, senza dover raccogliere le sottoscrizioni come gli amanuensi. È un grande passo per la democrazia e per i cittadini. Bravo Riccardo!».

«Una riforma storica, una vittoria per chi crede che la democrazia sia per tutti. Con la firma digitale il referendum torna ai cittadini, che potranno raccogliere le firme senza dover chiedere permesso ai partiti. È il risultato di anni di battaglie ed è il primo passo verso un ritorno alla legalità internazionale e la rimozione delle irragionevoli restrizioni che ancora limitano i diritti politici», il commento invece di Mario Staderini. La norma sarà in vigore appena la conversione sarà completata, quindi presumibilmente entro la fine del mese. Da agosto sarà quindi possibile per i comitati promotori dei referendum offrire ai cittadini anche questa nuova modalità di raccolta delle loro firme, usando un servizio certificato, a loro carico, realizzato dai gestori accreditati presso Agid.

Da gennaio 2022 dovrebbe invece arrivare la piattaforma digitale dal governo. Parliamo innanzitutto di quello per l’eutanasia legale, promosso dall’Associazione Luca Coscioni, e quello per la giustizia giusta del Partito Radicale e della Lega. Entrambi i referendum hanno già ottenuto molte sottoscrizioni: più di 100 mila quello sul fine vita, 300 mila quello sulla giustizia ma con questa novità e con il fatto che si potranno depositare le firme non più entro il 30 settembre ma entro il 30 ottobre, grazie ad un emendamento della Lega e dello stesso Magi, verrà dato un bello slancio alle campagne in corso.

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