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Tra variante Delta e coprifuoco. Gli italiani cancellano i viaggi all’estero

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La variante Delta preoccupa, scontrandosi col desiderio di viaggiare degli europei. Sull’ultima mappa del Centro Europeo per il controllo e la prevenzione delle malattie (Ecdc) il colore verde inizia a scomparire lasciando spazio ai toni che, dal giallo al rosso, indicano un notevole aumento dei casi di Covid-19 nel Vecchio Continente. 

Ai timori dei viaggiatori, si sommano il caos e le code degli scali aeroportuali, generati dalle procedure di controllo del Green Pass. I contagi sono in aumento, nei Paesi Bassi, in Portogallo, a Cipro e a Malta, ma soprattutto in Spagna. Sulla cartina dell’Ecdc, l’area spagnola risulta rossa con alcune zone contrassegnate addirittura dal rosso scuro, che indica una situazione di particolare allarme per l’incidenza di nuovi casi Covid ogni 100 mila abitanti.

La variante Delta corre anche nella Francia meridionale, contraddistinta ora dal colore giallo insieme a Irlanda, Belgio e parte dei paesi scandinavi. L’epidemia sta mettendo a dura prova la ripartenza delle tipiche mete di villeggiatura estiva che, dopo prime riaperture, avevano iniziato e ripopolarsi di turisti. Come già accaduto a Malta e in Grecia, infatti, i viaggiatori rischiano di ritrovarsi bloccati all’estero se si ammalano durante il soggiorno. 

L'ultima mappa dell'Ecdc

Le autorità locali corrono ai ripari. A Mykonos, isola greca prediletta dai più giovani, fino al 26 luglio stop alla musica nei ristoranti, nei caffè e nei club mentre saranno autorizzati a spostarsi tra l’una e le sei del mattino solo coloro che vanno e vengono dal lavoro (o per emergenza medica). A ripristinare il coprifuoco è giunta anche Barcellona. In Portogallo dal 3 luglio è rientrato in vigore il divieto di circolare tra le 23 di sera e le 5 di mattina nelle città più colpite dal virus, tra cui Lisbona e Porto.

Insomma: ormai in quasi tutti i Paesi europei la curva discendente dei contagi si è invertita, spaventando gli italiani in partenza. Secondo le stime diffuse il 17 luglio dalla Fiavet (Federazione italiana associazioni imprese viaggio e turismo), negli ultimi sette giorni si era registrato un calo del 50% delle richieste di prenotazione sia per l’estero che per l’Italia. Il numero degli italiani che avevano deciso di fare le vacanze oltre confine era già esiguo, rispetto al periodo pre-pandemia: si tratta, sempre secondo i dati della Federazione, del 15% delle prenotazioni. Ora si è innescata una brusca frenata delle richieste, accompagnata da un’ondata di cancellazioni, sia per le mete interne che per quelle al di fuori dei confini nazionali.

I vacanzieri che quest’estate decideranno comunque di andare all’estero, dovranno fare i conti con norme e regolamenti diversi per ogni nazione. Per entrare in Grecia dallo scorso 14 maggio, per esempio, bisogna compilare un questionario online (il Passenger Locator Form) entro le 23.59 del giorno prima della partenza. Se non si fa, non si può prendere l’aereo.

Per entrare in Spagna (con alcune leggere differenze fra ingresso in nave, via terra o in aereo) bisogna invece compilare il Formulario di salute pubblica (online o con app del ministero iberico della salute) che permette di ottenere un QR code essenziale per l’ingresso. Stessa cosa in Portogallo. Al di là del green pass, o del test Covid negativo tutti i passeggeri dovranno compilare il modulo di localizzazione digitale (PLF) del Governo portoghese.

Registrazione obbligatoria nei tre giorni prima della partenza anche per l’Islanda.
In Francia si può entrare dopo due settimane dalla vaccinazione completa con Moderna, Astrazeneca o Pfizer, ma – attenzione – nel caso di Johnson & Johnson bisogna aspettarne quattro, oppure è necessario avere un tampone negativo eseguito non più di 72 ore prima dell’arrivo.

E ancora a Malta si può entrare con la certificazione che attesta di aver completato la vaccinazione nei 14 giorni precedenti, altrimenti all’arrivo bisogna trascorrere in quarantena due settimane. Mentre in Finlandia chi arriva senza certificato di guarigione o attestato di vaccinazione, ma solo con un tampone negativo, c’è l’obbligo di Covid test sia all’arrivo nel paese e entro 3-5 giorni di permanenza in Finlandia; occorre osservare l’autoisolamento fino alla ricezione della conferma di negatività al test. Per questo motivo compagnie aeree e operatori aeroportuali continuano a invitare a controllare sul sito viaggiare sicuri le norme di ogni Paese.

Articolo proveniente da Huffington Post Italia