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Intervista a Elisa Zambito Marsala: “La formazione è la chiave per imprese di successo”

DiRed Viper News Manager

Lug 20, 2021

La pandemia ha accelerato una serie di processi di adattamento alla realtà e di cambiamento virtuoso di tutta la società e, in particolare, delle imprese. Ma per affrontare le nuove sfide molto spesso serve intervenire sulle competenze di manager e imprenditori. Ne parliamo con Elisa Zambito Marsala, amministratore delegato di Intesa Sanpaolo Formazione. Laureata in economia aziendale all’Università di Torino con un Master in Organizzazione presso l’Università Cattolica di Milano, Zambito Marsala è una manager con circa 20 anni di esperienza in pianificazione strategica, organizzazione e innovazione, nel Gruppo Intesa Sanpaolo dal 2002.

Il sistema socio-economico italiano è caratterizzato da una certa resistenza al cambiamento. Quale può essere il ruolo della formazione per invertire la rotta?
In questo momento caratterizzato dalla pandemia abbiamo rivisto completamente il modello di offerta privilegiando la modalità di fruizione digitale ai momenti in presenza e progettando un nuovo modo di fare formazione. Partiamo sempre da analisi del contesto internazionale sui trend formativi mondiali. A livello europeo i piani di rilancio nazionali prevedono innovazione e formazione tra le leve principali della ripresa, per un’economia più sostenibile. Il 2020 e il 2021 sono stati anni complessi in cui le abitudini delle persone sono cambiate e devono evolvere per i prossimi anni. Intesa Sanpaolo Formazione aiuta le imprese italiane ad adottare nuovi modelli di business per accrescere la competitività anche all’estero.

Possiamo dire che la formazione è una priorità e un fattore abilitante della sostenibilità?
Certamente sì. Una recente indagine di McKinsey su 38 gruppi d’impresa mostra che un coinvolgimento maggiore del 30% dei dipendenti nei programmi di formazione dei dipendenti corrisponde una crescita del gruppo del 45%. Le nostre imprese hanno grandi capacità di adattamento, ma devono essere aiutate. La formazione è cruciale per gli imprenditori per garantire la sostenibilità del business nel medio-lungo termine. Le imprese ne hanno la consapevolezza ma hanno bisogno di risposte concrete: modelli pratici e testimonianze dirette. Intesa Sanpaolo Formazione fa proprio questo: partiamo dai bisogni formativi delle aziende e dai trend globali per progettare percorsi formativi efficaci.

La pandemia costringe lavoratori dipendenti e autonomi, manager d’azienda, imprenditori, a reinventare forma e sostanza del lavoro. La sfida più preziosa è quella di saper apprendere continuamente?
Dalla pandemia abbiamo imparato quanto sia cruciale per la crescita delle nostre imprese la formazione, che deve diventare costante e continua e non rappresentare un momento isolato. Così in Intesa Sanpaolo Formazione aiutiamo le imprese ad adottare nuovi modelli organizzativi e di business, e nuovi approcci per rendere sostenibile il proprio business. La formazione che proponiamo diventa strumento per potenziare il valore delle imprese italiane supportandole ad essere competitive in contesti internazionali. Essere innovativi è una chiave per il successo.

Quali sono gli ambiti di competenze sui quali siamo indietro e occorrerebbe investire?
I nuovi modi di lavorare sono un trend accelerato dalla pandemia. Emerge inoltre un nuovo set di bisogni formativi. Investire nella formazione del capitale umano è fondamentale nei momenti di trasformazione. Tra i principali trend formativi, quattro sono le competenze su cui si è concentrata Intesa Sanpaolo Formazione. Quelle tecnologiche: big data e intelligenza artificiale. Quelle sociali, dalla comunicazione alla leadership: oggi bisogna gestire i team per obiettivi, abbandonando logiche di controllo fisico. Poi ci sono le competenze legate alla sostenibilità, dalla circular economy agli esg – “environmental, social and governance” – ovvero i tre fattori centrali nella misurazione della sostenibilità di un investimento. Infine, le competenze cognitive quali project management e decision making. Oltre a queste sta diventando sempre più rilevante il tema della green economy che richiede nuove skills. Emergono inoltre nuovi ruoli aziendali come il manager dell’economia circolare.

La pandemia ci ha resi più consapevoli del fatto che le competenze digitali hanno una funzione abilitante?
Entro 10 anni occorre formare un miliardo di lavoratori nel mondo e siamo convinti che le competenze digitali siano la base del futuro. Secondo i dati Istat nella fascia tra i 16 e i 64 anni solo il 30% ha competenze digitali elevate, mentre il 25% ha solo competenze di base. Sempre sul piano digitale solo il 50% dei laureati ha una preparazione elevata. È indispensabile dunque per far crescere le imprese e colmare il gap italiano. Bisogna però riconoscere che ultimamente è stato fatto molto. Anche sulle competenze digitali Intesa Sanpaolo Formazione lavora per aiutare le imprese italiane a fare un grosso passo in avanti, perché è necessario.

A chi vi rivolgete in particolare? Quali servizi offrite? Cosa serve alle aziende per investire sulla formazione, anche grazie al Pnrr nazionale?
Con 20 anni di esperienza Intesa Sanpaolo formazione si rivolge a imprese, scuole, giovani e organizzazioni non profit. Abbiamo formato ad oggi 4mila imprese e oltre 19mila giovani e professionisti. Intesa Sanpaolo si pone nei confronti delle imprese italiane non solo come partner bancario ma come partner strategico, affiancandole, quindi, anche attraverso Intesa Sanpaolo Formazione, con percorsi formativi di accrescimento delle loro competenze in uno scenario di mercato completamente trasformato. Il capitale umano è l’asset principale. La formazione è una priorità. E questo emerge anche dal Pnrr che prevede 31,9 miliardi per la missione “istruzione e ricerca”: quindi sistema educativo, ricerca, competenze necessarie nella trasformazione tecnologica. La missione “inclusione sociale” prevede 22,4 miliardi di stanziamento per facilitare la partecipazione al mercato del lavoro, anche attraverso la formazione. Le aziende dovranno pensare alla formazione costante e continua come leva per il cambiamento. In questo senso il Pnrr è fondamentale perché sostenendo il finanziamento della formazione delle aziende italiane favorirà l’innovazione e il cambiamento.

Proprio nel corso della pandemia avete lanciato l’Academy per le imprese. Quali sono gli obiettivi?
Con il suo programma di attività, l’Academy ha offerto alle aziende italiane corsi di aggiornamento per imprenditori e manager, in particolare sui nuovi modelli di business a supporto della sostenibilità delle pmi. L’offerta è progettata per essere vicina alle imprese con il racconto di casi di successo: storie italiane di sistemi locali capaci di far evolvere il proprio modello di business. Tante imprese italiane sono state capaci di innovare e di rispondere alle sfide attuali. I nostri moduli approfondiscono diversi temi: open innovation, digital learning, esg, innovazione. Per le docenze coinvolgiamo gli atenei italiani e partiamo dal racconto dei casi concreti.

Con l’Executive Master in Business Administration (Emba) avete formato i manager in diverse regioni italiane. Qual è il bilancio dell’iniziativa?
Il bilancio di Emba è molto positivo: finora abbiamo formato 250 manager e arriveremo a 500 entro la fine dell’anno. Siamo partiti dal Sud, con l’obiettivo di coprire con questo primo “tour formativo” entro fine 2021 buona parte del territorio nazionale e abbiamo già in programma una versione internazionale del programma. L’erogazione dei corsi è avvenuta su piattaforme digitali e abbiamo avuto riscontri molto positivi. L’innovazione è stata la nota distintiva.
Il pieno accesso delle donne al lavoro, la parità retributiva con gli uomini e la presenza significativa delle donne nei vertici aziendali sono ancora obiettivi da raggiungere.

Quale ruolo può avere la formazione per cambiare questo contesto?
La formazione è fondamentale nel superamento delle differenze di genere. Una maggiore consapevolezza nelle figure apicali delle imprese (imprenditori e manager) del valore che la diversità di genere apporta nelle organizzazioni aziendali porterà benefici sia dal punto di vista sociale che economico al nostro Paese.

Quali iniziative ha messo in campo Intesa Sanpaolo per aumentare le competenze delle donne e quali risultati ha conseguito?
Intesa Sanpaolo Formazione è orientata all’inclusione di tutte le diversità e alla valorizzazione del talento femminile per lo sviluppo del Paese. Per noi è una priorità. Con la Divisione Banca dei Territori e con l’Università degli Studi di Torino abbiamo progettato e realizzato la Women Academy – Donne nella leadership, percorso formativo orientato ad accrescere la leadership delle donne. Le attività si sono concluse a fine giugno con la formazione di 35 imprenditrici.

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