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Il M5s cavalca Gratteri per stravolgere la riforma Cartabia

Giuseppe Conte, Marta Cartabia e Nicola Gratteri

Solo ieri Conte assicurava al premier Mario Draghi che il M5S avrebbe appoggiato la riforma della giustizia del governo, voluta dal ministro Marta Cartabia. In un giorno però il Movimento sembra aver nuovamente cambiato idea. E ora, la strada per la riforma, sembra nuovamente in salita. “L’audizione oggi in commissione Giustizia alla Camera di Nicola Gratteri, procuratore capo di Catanzaro, è stata drammaticamente chiara: la riforma del processo penale messa a punto dalla ministra Marta Cartabia deve essere modificata” hanno dichiarato in una nota le deputate e i deputati del Movimento 5 Stelle in commissione Giustizia. Il M5s cavalca dunque l’opinione del magistrato per tornare alla carica sulla riforma Cartabia, già fortemente criticata sul tema della prescrizione. Il testo del Ministro prevede infatti la prescrizione dopo la sentenza di primo grado (come la riforma Bonafede) ma aggiunge l’improcedibilità trascorsi due anni o uno in Appello e in Cassazione. È possibile una proroga di un anno per le corti d’appello e di sei mesi per la corte suprema per casi particolarmente gravi o complicati. Il rischio – secondo alcuni autorevoli giuristi – è che l’intervento della Cartabia comporti l’eliminazione di processi già validamente instaurati.

Tra i critici della riforma c’è appunto il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri. Stamattina, davanti alla Commissione Giustizia alla Camera, Gratteri ha spiegato come, con la riforma della prescrizione del ministro della Giustizia Marta Cartabia “il 50% dei processi finirà sotto la scure della improcedibilità”. “E temo che i sette maxi processi contro la ’ndrangheta che si stanno celebrando nel distretto di Catanzaro – ha proseguito Gratteri – saranno dichiarati tutti improcedibili in appello”. Un problema, ha continuato “che non riguarda solo i i processi di mafia ma anche i reati contro la pubblica amministrazione”. Secondo il magistrato, con questa riforma, “sarà più conveniente delinquere”. “Rischiamo la diminuzione del livello di sicurezza per la Nazione, perché con questa riforma converrà ancora di più delinquere” ha concluso Gratteri. A lanciare lo stesso allarme di Gratteri è stato anche procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo Federico Cafiero de Raho. “Immaginare che tanti processi vengano dichiarati improcedibili mina la sicurezza del Paese” ha dichiarato de Raho. 

E proprio alle parole di Gratteri “convenienza a delinquere” si appoggia ora il M5s per tornare a criticare la riforma Cartabia. “Tra tutte le critiche espresse da Gratteri – aggiungono le deputate e i deputati M5s – quelle che più preoccupano, poiché prefigurano scenari inquietanti, sono relative alle conseguenze concrete: ‘convenienza a delinquere’ e ‘diminuzione del livello di sicurezza per la Nazione’”. Ma non è il solo punto su cui il M5s critica fortemente la riforma. Gratteri infatti, nel suo discorso davanti alla Commissione Giustizia ha anche spiegato che la riforma della prescrizione nasce dall’idea, secondo il magistrato “sbagliata”, “che il tempo eccessivo per i giudizi di appello sia correlato alla scarsa produttività dei magistrati”. Secondo Gratteri invece i magistrati italiani sono “i più produttivi in Europa”. Se i giudizi in Italia durano di più, il motivo è il numero dei procedimenti sulle spalle dei giudici. “Gli appelli proposti in Italia sono il doppio di quelli della Spagna e il triplo di quelli della Francia. E in Cassazione i ricorsi sono pari a 10 volte il numero che si registra nei Paesi europei” ha osservato Gratteri. Anche per questo, secondo il procuratore, “occorre cominciare a parlare di risorse: da un anno e mezzo non si fanno concorsi per l’accesso in magistratura e così non si riuscirà a coprire i posti di chi va in pensione”. Tra le criticità della riforma del processo penale, Gratteri ha inserito anche la norma che consente di retrodatare, su ricorso dell’interessato, l’iscrizione nel registro degli indagati nei casi di “ingiustificato ritardo”. “Ingolferà tantissimo i giudici perché sarà l’arte degli avvocati proporre questo tipo di rilievo” ha evidenziato Gratteri, giudicando questa disposizione “la più grande zeppa nella macchina per il non funzionamento del sistema giudiziario”, soprattutto nelle “aree ad alta densità mafiosa”, come a Catanzaro dove i maxi processi hanno mediamente tra i 50 e i 370 imputati. 

Il M5s ritiene che, approvata la nuova riforma, accadrà esattamente ciò che ha previsto Gratteri: ci sarà un abbassamento della qualità di lavoro dei magistrato e un aumento smisurato di appelli e ricorsi in Cassazione. “Gratteri ha correttamente preannunciato un ‘aumento smisurato di appelli e ricorsi in Cassazione’ – aggiungono i deputati e le deputate M5s – perché con questa riforma a tutti, nessuno escluso, conviene presentare appello e poi ricorso in Cassazione anche solo per dare più lavoro ed ingolfare maggiormente la macchina della giustizia”. Secondo il M5s di tratta di “considerazioni che devono indurre tutti a rivedere e modificare nel profondo la riforma, soprattutto con riguardo a prescrizione e improcedibilità. Ne va del futuro del Paese”. 

Articolo proveniente da Huffington Post Italia