• Gio. Set 23rd, 2021

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Terrorismo mediatico e buona informazione

La situazione epidemiologica va tenuta sotto controllo perché non siamo ancora fuori dalla pandemia. Tuttavia, c’è modo e modo di affrontare la risalita dei contagi da Covid-19, al momento innocua sul piano delle ospedalizzazioni e dei decessi.

Al di là dei doveri della politica, chiamata a contemperare le esigenze di tutela della salute con quelle di una vera ripartenza socio-economica non più rinviabile, ci sono i doveri dei mezzi d’informazione.

Va evitato qualsiasi cedimento al terrorismo mediatico andato in scena per mesi e mesi con l’accondiscendenza di gran parte dell’opinione pubblica. La contabilità quotidiana di contagi, ricoveri e decessi, amplificata a dismisura dai media, ha avuto effetti devastanti sulla psiche di milioni di persone, senza in alcun modo fornire informazioni di interesse pubblico. La corretta interpretazione di quei dati è infatti preclusa ai cittadini, chiamati quotidianamente a valutare cifre disomogenee, incomplete, ferme a una rappresentazione puramente quantitativa della pandemia.

Ogni giorno purtroppo nel nostro Paese muoiono centinaia di persone anche a causa dei danni provocati dalla cattiva gestione dell’emergenza pandemica, che ha portato a trascurare patologie gravi e a impedire diagnosi precoci. E di quei morti nessuno parla. Tanto meno i mezzi di informazione.

Per prevenire altre ondate di Covid l’arma della vaccinazione è necessaria ma non sufficiente. La sottovalutazione dell’efficacia dei farmaci già noti per la cura di tante sindromi influenzali la stiamo pagando a caro prezzo. Ed è surreale che medici di base che hanno curato a casa i malati di Covid ai primi sintomi siano diventati degli eroi, mentre hanno fatto semplicemente quello che tutti i medici avrebbero dovuto fare fin dall’inizio dell’anno scorso.

Occorre inoltre evitare gli errori di un anno fa e mettere in sicurezza fin da ora i luoghi maggiormente esposti ad assembramenti e contatti prolungati, assicurando però la loro piena agibilità e funzionalità. In primis le scuole, ma anche i centri di aggregazione, gli esercizi commerciali, i mezzi di trasporto.

Tornare alla normalità non vuol dire sconfiggere il Covid ma convivere con il Covid.

I mezzi d’informazione rispolverino i nobili strumenti del giornalismo d’inchiesta e di denuncia e incalzino i governanti su questi temi, senza appiattirsi sulla narrazione ufficiale e senza attribuire a una fatalità misteriosa quello che invece è colpa di chi gestisce la cosa pubblica e scarica sui cittadini le sue inadempienze e incapacità.

L’imprescindibile coesione sociale e la necessaria stabilità istituzionale richiedono l’impegno di tutti, ma soprattutto la lungimiranza e la nobiltà di intenzioni di chi governa e di chi ha il dovere di raccontare con onestà intellettuale la verità ai cittadini.

Articolo proveniente da Huffington Post Italia