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Non solo “No Vax”. Ecco i “Boh Vax”: il ‘partito’ dei dubbiosi da convincere e vaccinare

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Non No Vax, ma Boh Vax. Persone disorientate dalle notizie e dalle informazioni, spesso contrastanti, sui vaccini. Si tratta di una ‘zona grigia’ di indecisi, che costituisce una fetta importante della popolazione: secondo una recente survey di Iqvia – uno dei più importanti provider mondiali di dati sanitari – il 25 per cento della popolazione italiana è titubante nei confronti della vaccinazione anti-Covid e afferma che probabilmente si vaccinerà, ma non ne ha la certezza. L’indecisione è anche al centro di un recente episodio consumatosi in Campania, dove una telefonata dell’Asl ha convinto ben 750 dubbiosi a dire finalmente ‘sì’ all’immunizzazione.

La campagna di telefonate dell’Asl Napoli 1 si sta concludendo, dopo aver raggiunto un gruppo di cittadini partenopei che avevano sottoscritto l’adesione al vaccino contro il coronavirus, erano stati convocati per sms anche tre o quattro volte ma non si erano presentati. Si tratta di 4.200 persone: alla data del 15 luglio, il call center dell’Asl è riuscito a raggiungerne 3 mila. Dopo la conversazione telefonica, 750 hanno accettato di essere riconvocati a vedere fissati nuovi appuntamenti presso i centri vaccinali dei vari distretti. I cittadini che hanno ribadito il loro rifiuto a vaccinarsi sono stati invece 120, mentre 450 si sono dichiarati momentaneamente non disponibili per sopraggiunti problemi di salute e malattie (tra cui anche SARS-CoV2). Non hanno risposto alla chiamata telefonica in 1.250, poi destinatari di sms di sollecito da parte dell’Asl.

“La cifra raggiunta è la dimostrazione che la nostra iniziativa era giusta e sta dando i suoi frutti. Siamo soddisfatti e se dovessero palesarsi altre assenze come queste continueremo su questa strada”, ha detto all’Ansa il direttore generale dell’Asl Napoli 1 Ciro Verdoliva.

In Friuli, invece, si stanno inviando lettere agli over 60 che non si sono ancora vaccinati, “non per dire loro di farlo ma per invitarli a parlarne con il loro medico di fiducia” ha precisato il vicepresidente di Regione Riccardo Riccardi. Sul tema è intervenuto anche Massimiliano Fedriga, presidente del Friuli-Venezia Giulia e della Conferenza delle Regioni, dicendo al Corriere della Sera che ″se torniamo a chiudere come se il vaccino non esistesse, in tanti si convinceranno che il vaccino è inutile″.

″Non esiste una formula magica – ha proseguito Fedriga – c’è una campagna del governo e ci sono campagne mirate delle Regioni per raggiungere i soggetti a rischio. Noi stiamo inviando lettere agli over 60 che ancora non hanno aderito alla campagna vaccinale, spiegando perché è necessaria. Chi è contrario in assoluto difficilmente si lascerà convincere, ma c’è una fascia di indecisi ancora troppo condizionata dalle fake news: qualcuno è venuto perfino a dirmi che bisogna isolare per qualche giorno i vaccinati perché sono portatori del virus. Occorre contrapporre la verità alle bugie″.

Ad approfondire il tema italiani e vaccini, giunge il suddetto monitoraggio di Iqvia effettuato su 800 medici, 200 farmacisti e 400 cittadini. Stando alla survey, il 50% degli italiani non ha dubbi e vuole vaccinarsi, a loro si aggiunge il già citato 25% di popolazione indecisa e un altro 25% di contrari al vaccino (divisi tra chi sicuramente non si sottoporrà all’immunizzazione e chi sostiene che probabilmente dirà ‘no’).

Dall’indagine – realizzata in due momenti dell’anno distinti, a gennaio e a fine aprile 2021, per esaminare i cambiamenti dell’approccio al vaccino nel corso del tempo – emerge anche la necessità di una maggiore e corretta informazione su efficacia, sicurezza, indicazioni e controindicazioni dei vaccini, attraverso fonti di informazione autorevoli e garantite.

“I medici e i cittadini che hanno risposto all’indagine si aspettano un’informazione autorevole e garantita che rassicuri le persone, guidi nelle scelte e favorisca un convincimento più sereno e positivo per la vaccinazione. Credo che sia fondamentale in questo momento attivare percorsi informativi e formativi dedicati agli operatori sanitari e ai cittadini per ridurre l’esitanza vaccinale e coinvolgere attivamente tutto il personale sanitario. In questa quadro le aziende produttrici dei vaccini e le istituzioni possono avere un ruolo chiave”, ha dichiarato Sergio Liberatore, ad di Iqvia Italia.

Ma i Boh Vax non sono un fenomeno soltanto italiano. Per convincere i cittadini scettici, in questi mesi alcuni Paesi hanno offerto finanche incentivi e premi di vario genere. Alcuni esempi interessanti arrivano da oltreoceano. Nello stato della California, il governatore Gavin Newsom ha creato un programma di incentivi ai vaccini da ben 116,5 milioni di dollari, che comprende carte alimentari regalate ai primi due milioni di vaccinati e partecipazione a lotterie. A New York, invece, nel mese di maggio il governatore Andrew Cuomo ha organizzato una lotteria per i vaccinati (con un primo premio da 5 milioni di dollari), proseguendo con la messa in palio borse di studio e altri incentivi per i giovani immunizzati tra i 12 e i 17 anni.

Ultimamente anche le autorità sanitarie Usa cercano di spingere verso una maggiore adesione alla campagna vaccinale per convincere gli indecisi. Gli Stati Uniti hanno raggiunto il picco di somministrazioni giornaliere il 13 aprile (1.012 dosi per 100mila abitanti), i numeri sono progressivamente scesi fino alle 200-250 dosi delle ultime settimane. Nel frattempo, l’amministrazione Biden si sta scagliando contro i colossi dei social network, accusandoli di complicità nella campagna di disinformazione inerente l’immunizzazione anti-coronavirus. Il virologo Anthony Fauci ha sottolineato che “se anni fa fossero circolate le false informazioni di oggi, avremmo ancora vaiolo e poliomielite”. “La disinformazione uccide”, ha tuonato il presidente Biden. 

Tornando nel Vecchio Continente, è notizia degli scorsi giorni il boom di richieste di vaccinazione in Francia dopo il discorso del presidente Emmanuel Macron che, in diretta tv a reti unificate, ha annunciato l’estensione del green pass per accedere a ristoranti, caffè e trasporti. Le parole dell’Eliseo hanno generato effetti immediati su chi aveva dubbi: il capo del sito di prenotazione on-line Doctolib, Stanislas Niox-Chateau, ha detto che sono stati “926.000 i francesi che hanno preso appuntamento per il vaccino” soltanto nella serata di lunedì 12 luglio.

Articolo proveniente da Huffington Post Italia