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Mattarella ricorda Borsellino: strage segna profondamente la nostra storia

DiRed Viper News Manager

Lug 19, 2021

AGI – «L’attentato di via D’Amelio, ventinove anni or sono, venne concepito e messo in atto con brutale disumanità. Paolo Borsellino pagò con la vita la propria rettitudine e la coerenza di uomo delle istituzioni. Con lui morirono gli agenti della scorta, Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina, Claudio Traina”. Sergio Mattarella ricorda la strage in cui fu assassinato il giudice antimafia, dopo soli due mesi dall’attentato contro Giovanni Falcone, e spiega che “la memoria di quella strage, che ha segnato così profondamente la storia repubblicana, suscita tuttora una immutata commozione, e insieme rinnova la consapevolezza della necessità dell’impegno comune per sradicare le mafie, per contrastare l’illegalità, per spezzare connivenze e complicità che favoriscono la presenza criminale”. Il 23 maggio di quest’anno, nell’aula bunker di Palermo per l’anniversario della strage di Capaci, il Presidente della Repubblica e aveva scandito: “O si sta contro la mafia o si è complici, non ci sono alternative”. 

“Paolo Borsellino, e come lui Giovanni Falcone, sapevano bene – prosegue Mattarella – che la lotta alla mafia richiede una forte collaborazione tra Istituzioni e società. Per questo si sono spesi con ogni energia”. Ma i due magistrati inventarono un modo nuovo di indagare la mafia: “Da magistrati – dice ancora il Capo dello Stato – hanno espresso altissime qualità professionali. Hanno intrapreso strade nuove, più efficaci, nelle indagini e nei processi. Hanno testimoniato, da uomini dello Stato, come le mafie possono essere sconfitte, hanno dimostrato che la loro organizzazione, i loro piani possono essere svelati e che i loro capi e i loro sicari possono essere assicurati alla giustizia. Per questo sono stati uccisi”.

“Non si sono mai rassegnati e si sono battuti per la dignità della nostra vita civile. Sono stati e saranno sempre – sottolinea – un esempio per i cittadini e per i giovani. Tanti importanti risultati nella lotta alle mafie si sono ottenuti negli anni grazie al lavoro di Borsellino e Falcone” riconsce il Capo dello Stato che assicura: “la Repubblica è vicina ai familiari di Borsellino e ai familiari dei servitori dello Stato, la cui vita è stata crudelmente spezzata per colpire le libertà di tutti. Onorare quei sacrifici, promuovendo la legalità e la civiltà, è un dovere morale che avvertiamo nelle nostre coscienze».

Articolo proveniente da AGI – Agenzia Giornalistica Italia