• Dom. Set 19th, 2021

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L’Amla cerca casa e si scatenano le lobby

Lo scorso 8 luglio, la Reuters seguita dal Financial Times e da Politico – per citarne alcuni- ha svelato i contenuti di una bozza di proposta della Commissione Europea che intende creare una nuova agenzia, la Anti-Money Laundering Authority (AMLA), che si occuperà di antiriciclaggio e sarà centrale all’interno di un nuovo sistema di regole per la trasparenza nel trasferimento di criptovalute. È la prima risposta tangibile risposta a un problema, annoso, ma che è esploso dopo che diversi paesi hanno iniziato a indagare su 200 miliardi di euro di transazioni sospette che la Danske Bank ha fatto transitare, tra il 2007 e il 2015, attraverso la sua filiale estone.

Le indagini su questa enorme operazione di riciclaggio hanno mietuto molte vittime, dalla Deutsche Bank – attraverso la quale sarebbero passati, secondo il whistleblower inglese Howard Wilkinson, ben 150 miliardi di dollari, circa due terzi del totale- il whistleblower inglese.  fino al colosso olandese Abn Amro, che ad aprile ha comunicato di avere raggiunto un accordo di 480 milioni di euro con il pubblico ministero nei Paesi Bassi in seguito alle accuse di riciclaggio di denaro, che avranno un impatto sui risultati del primo trimestre. I pubblici ministeri nel settembre 2019 avevano accusato Abn Amro di non aver individuato conti coinvolti nel riciclaggio di denaro, di non aver interrotto le relazioni con clienti sospetti e di non aver segnalato le transazioni alle autorità competenti.

Fino a ora Bruxelles ha fatto affidamento sui regolatori nazionali per far rispettare le sue regole, ma evidentemente con poco successo.

Il riciclaggio di denaro, il finanziamento del terrorismo e il crimine organizzato rimangono problemi significativi che dovrebbero essere affrontati a livello dell’Unione”, dice la bozza di proposta, e quindi verrà istituita la nuova agenzia antiriciclaggio che diventerà il “cuore” di un quadro normativo completo composto da agenzie statali.

Supervisionando e prendendo decisioni direttamente su alcune delle entità obbligatorie del settore finanziario transfrontaliero più rischiose, questa agenzia aiuterà a prevenire il riciclaggio di denaro”, continua la Commissione, e aggiunge che “allo stesso tempo, coordinerà le agenzie di regolamentazione nazionali e le assisterà nel migliorare l’efficacia dell’attuazione di un codice unico e nel garantire standard normativi, metodi e metodi di valutazione del rischio uniformi e di alta qualità”.

Quali saranno i tempi? La Commissione renderà pubblica la Proposta il 20 luglio, ma poiché di questa agenzia se ne parla già da tempo, già ci si propone ad essere il paese ospitante.

Lo scorso giugno, per esempio, il presidente dell’ABI – Associazione Bancaria Italiana- Antonio Patuelli e il direttore generale Giovanni Sabatini hanno scritto una lettera al Presidente Draghi, al ministro dell’economia e delle finanze Daniele Franco e al ministro degli esteri Di Maio, per chiedere che il governo italiano assuma l’iniziativa presso l’Unione Europea affinché l’AMLA abbia sede in Italia “paese dove operano assai importanti comunità finanziarie e di alti studi giuridici ed economici.” “L’Associazione bancaria italiana – conclude la lettera dell’ABI – segnala inoltre l’impegno forte per la legalità, innanzitutto nell’antiriciclaggio, che le banche italiane da tempo sviluppano, anche in avanguardia nel contesto europeo.”

Questa lettera è stata seguita da un’interpellanza urgente del M5S alla Camera, alla quale la SS alle Finanze, Alessandra Sartore ha risposto in maniera positiva, ed ha ribadito il sostegno del governo a questa candidatura anche sui social con un tweet  dove scrive ‘Il Governo assumerà ogni iniziativa utile affinché l’Agenzia europea antiriciclaggio abbia sede in Italia. Il nostro Paese è capofila in Europa per prevenzione del riciclaggio e ha pieno titolo per avanzare la candidatura.’

Essere la sede di un’agenzia dell’UE fa gola a molti, bastii pensare la vera e propria campagna di lobbying che fecero gli Stati Membri per accaparrarsi l’Agenzia europea per i medicinali (EMA) e l’Autorità bancaria europea (ABE), che dovevano traslocare dal Regno Unito dopo Brexit.

Il segnale del governo italiano ha fatto quindi scatenare la canea delle autocandidature ‘cittadine’, e chissà perché proprio di quelle in piena campagna elettorale: Salvini tifa Napoli come sede per AMLA; la Raggi e Gualtieri candidati sindaci a Roma, propongono la CapitaleSala ma anche Albertini e le imprese Milano.

Milano è la città ideale per ospitare l’Autorità europea dell’antiriciclaggio” sostiene il candidato a vice sindaco Gabriele Albertini. Ribadisce che è una candidatura che va “oltre le questioni di campanile” perché Milano è il fulcro dell’attività economica e finanziaria del Paese, sede della Borsa, e “qui c’è il record dei brevetti presentati”.  A ecco i brevetti. Ma Milano non si sta candidando anche ad essere la sede del Tribunale Unificato dei Brevetti dell’UE? Lo ribadiva anche il Ministro Giorgetti pochi mesi addietro.

Bisogna muoversi però e cercare di non rimanere con il cerino in mano come è accaduto con l’EMA, assegnata per sorteggio ad Amsterdam. Una vera e propria beffa. Si decise per il sorteggio poiché, dopo la terza votazione, le due città avevano ottenuto lo stesso numero di voti, 13, e quindi, come previsto dai regolamenti, ci si è affidati al caso. Una storia dalle tante sfaccettature apparentemente incomprensibili, come ad esempio quella dell’astensione di uno degli Stati Membri. Tutti sospettano che sia stata la Slovacchia ad astenersi. Si sospetta e non se ne è certi perché tutte le votazioni sono state anonime e segrete e le schede cartacee, al termine, sono state distrutte.

In ogni caso però se avessero votato tutti i 27 Stati Membri non si sarebbe arrivati al sorteggio. Qualcosa è andato storto per l’Italia, ma di certo gli Olandesi si sono dimostrati dei lobbisti più avveduti degli italiani: Milano era arrivata in testa alla votazione finale. Aveva infatti superato il secondo turno con 12 voti, davanti ai 9 di Amsterdam e ai 5 di Copenaghen, che è stata eliminata. Alla prima tornata di votazioni Milano era sempre prima con 25 voti contro i 20 delle due città nord europee. Cosa è accaduto tra la prima e terza votazione? Lobbying in action…

 

Articolo proveniente da Huffington Post Italia