• Lun. Set 20th, 2021

Red Viper News

L'aggregatore di notizie di Red VIper

La politica della paura di Cingolani e Giorgetti sulla transizione ecologica

Roberto Cingolani, ministro della transizione ecologica e Giancarlo Giorgetti, ministro dello sviluppo economico. ANSA/FABIO FRUSTACI

Perché Cingolani e Giorgetti terrorizzano gli italiani raccontando scenari apocalittici sulle politiche legate alla transizione ecologica? Negli ultimi giorni nei titoli di molti giornali Giorgetti e Cingolani hanno lanciato messaggi di paura agli italiani sulle politiche legate al contrasto alla crisi climatica: sul quotidiano Libero Giorgetti dice che con il piano Fit or 55 l’Italia salterà in aria, due giorni fa Cingolani sul Sole 24 ore che produrrà disoccupazione e che la Motor Valley chiuderà, sul Messaggero sempre il ministro della Transizione ecologica che il green deal è una condanna a morte e su La Repubblica che sarà un bagno di sangue e poi no all’isteria ecologista.

Questa vera e propria campagna di paura lanciata dai due ministri del governo Draghi avviene nei giorni in cui la Germania e il Belgio subiscono danni ingentissimi per le violente inondazioni con oltre 190 morti e centinaia di dispersi che evidenziamo come la crisi climatica produce i suoi effetti devastanti.

Il Pnrr, piano nazionale di ripresa e resilienza del Governo, è il frutto di questa strategia perché blocca gli investimenti sul trasporto pubblico, quando in Italia la cisi sanitaria legata allo smog provoca 56.000 decessi ogni anno, sulla mobilità elettrica, sulla dispersione idrica, sulle energie rinnovabili e punta ancora sulle fonti fossili attraverso l’idrogeno blu. Solo l’11% degli autobus e dei treni regionali circolanti verranno sostituiti, gli altri automezzi vecchi e ancora alimentati a gasolio continueranno a rendere impossibile la vita degli italiani. Il Pnrr poteva rappresentare una grande opportunità per trasformare l’Italia verso quella necessaria conversione ecologica, ma così non sarà perché lo si è costruito per non indebolire alcuni asset strategici industriali del nostro paese come Eni che avevano tutto il tempo per prepararsi al cambiamento che l’Europa da anni chiede. La transizione ecologica ha dei costi? Certo che li ha e il Governo ha tutti gli strumenti economici messi disposizione dall’Europa per renderla più giusta e desiderabile socialmente.

Giorgetti e Cingolani che delineano scenari apocalittici però non dicono che i costi della crisi ambientale e climatica che il nostro paese è costretto a subire sono ingenti. Secondo lo studio “Natural disaster in Italy: evolution and economic impact” fatto dal dott. Pietro Lazzaretto, i costi delle calamità naturali fino al 2018 è stato di 308 miliardi di euro, i costi economici dello smog per il 2018 sono stati calcolati in 166 miliardi di euro come riportato dallo studio dell’alleanza europea per la salute pubblica ( EPHA): Milano, Roma e Torino hanno danni per 9,3 miliardi di euro. 

Questi dati uno scienziato come Cingolani dovrebbe tenerli in considerazione e non trasformare la transizione ecologica insieme a Giorgetti in uno scenario di terrore arrivando ad attaccare il piano energia e clima della Ue che è già insufficiente e al ministro che fa la guerra all’auto elettrica ricordo che questa riduce l’inquinamento dell’89%. Non è più tollerabile che questi ministri fermino la transizione ecologica perché la crisi climatica travolgerà tutti senza appello se non interveniamo ed è giunta l’ora che gli ecologisti in parlamento facciano sentire la loro voce opponendosi e presentando una mozione di sfiducia contro i due ministri, sappiamo che sarà respinta ma è necessario che nel paese si sappia che c’è chi si oppone nelle istituzioni, non è più tempo di equilibrismi.

Articolo proveniente da Huffington Post Italia