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Arrestato in Francia Maurizio Di Marzio: con l’ex brigatista si chiude la ‘vendetta di Stato’

DiRed Viper News Manager

Lug 19, 2021

Si è chiuso il cerchio della ‘vendetta di Stato’ sugli ex terroristi italiani rifugiatisi in Francia. Questa mattina l’ex membro della Brigate Rosse Maurizio Di Marzio è stato arrestato a Parigi dalle forze dell’ordine transalpine: Di Marzio era l’unico sfuggito all’operazione ‘Ombre Rosse’ dello scorso aprile, che aveva portato al fermo di Enzo Calvitti, Giovanni Alimonti, Roberta Cappelli, Marina Petrella, Sergio Tornaghi, Giorgio Pietrostefani, Narciso Manenti, Luigi Bergamin e Raffaele Ventura.

La convalida dell’arresto di Maurizio Di Marzio, l’ex terrorista fermato stamattina dalla polizia francese, è prevista per domattina e mercoledì la prima udienza Di comparizione davanti alla Corte Di Appello Di Parigi. L’arresto di Di Marzio è arrivato grazie al provvedimento depositato l’8 luglio dalla Corte d’Assise Di Roma che ha stabilito infatti che non è ancora prescritta la sua pena.

Ex brigatista, 59 anni, Di Marzio era attivo nella colonna romana del gruppo. Il suo nome è legato a due episodi di cronaca: nel 1981 prese parte all’attentato contro il dirigente dell’Ufficio provinciale di collocamento di Roma, Enzo Retrosi; nel 1982 partecipò al tentativo di sequestro dell’allora vicecapo della Digos Di Roma Nicola Simone. Il commando dei terroristi era composto da 5 persone, ma il tentativo di rapire Simone fallì perché quest’ultimo riuscì a reagire: il funzionario di polizia sparò colpendo uno dei rapitori, mettendo in fuga gli altri.

“Un brigatista travestito da postino, con divisa e blocchetto delle ricevute in mano, bussò verso le 15 – scriveva il quotidiano L’Unità una settimana dopo -. Simone guardò prima attraverso lo spioncino poi aprì, ma in pugno aveva la sua 38 special perché non si fidava. Secondo la prima ricostruzione il terrorista avrebbe sparato contro il funzionario di polizia, il quale avrebbe avuto la forza di reagire esplodendo a sua volta due colpi. Stando alla nuova versione, invece, altri componenti del commando Br erano appostati sul pianerottolo e avrebbero cercato di aggredire Simone per immobilizzarlo e rapinarlo. Allora il vicecapo della Digos avrebbe aperto il fuoco per primo, ferendo con due colpi uno dei terroristi e poi sarebbe caduto a terra ferito a sua volta da tre proiettili al volto”.

Di Marzio deve scontare un residuo di pena di 5 anni e 9 mesi di carcere per i reati di banda armata, associazione sovversiva, sequestro di persona e rapina. L’ex brigatista venne già fermato in Francia nel 1994, su richiesta italiana, con la Corte d’Appello che espresse parere favorevole all’estradizione. Grazie alla dottrina Mitterand il decreto governativo non fu mai firmato e Di Marzio riuscì a rifarsi una vita a Parigi aprendo anche un ristorante.

Di Marzio si è sempre considerato un “perseguitato” da parte della giustizia italiana. In una intervista a Panorama l’ex Br ammetteva di aver fatto “un mare di sciocchezze e non le ripeterei, ma sono cambiato”. Inoltre ricordava di aver già scontato “sei anni di carcere, non ho mai ucciso nessuno”.

L’articolo Arrestato in Francia Maurizio Di Marzio: con l’ex brigatista si chiude la ‘vendetta di Stato’ proviene da Il Riformista.