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“Pensi abbia torto a voler morire? Ti invito a starmi accanto per una settimana. Capirai”

“Inviterei a casa mia chi pensa che io abbia torto a non voler vivere. Chiunque tu sia ti invito: stai accanto a me per una settimana. Poi capirai”. Mario (nome di fantasia) ha 43 anni, è tetraplegico dal 2010. Si è rivolto ai magistrati per ottenere la visita che gli consentirebbe il diritto al suicidio assistito, ma nessuno ancora si è fatto vivo. La sua storia la racconta al Corriere della sera

“Se io potessi prenderei tutti i medicinali della sera, li metterei in un bicchiere e li manderei giù, ma non posso farlo da solo. Se un uomo dice una cosa del genere è perché è arrivato al limite. Come fa la Asl a non capirlo? Prima la Corte Costituzionale e poi il Tribunale di Ancona hanno detto che devono farmi questa benedetta visita medica e invece loro non la fanno”.

Senza l’esito della visita, il Comitato etico non può stabilire se ci sono i requisiti per il suicidio assistito: nessun medico può prescrivergli il farmaco letale: “In pratica la Asl mi sta dicendo: puoi soffrire ancora”, dice Mario al Corriere. L’uomo è diventato tetraplegico in seguito a un incidente stradale. Una macchina ha invaso la sua corsia e la sua auto è sbandata. Ha capito subito di essere paralizzato.

“Ricordo che provavo a prendere il marsupio per chiamare casa e ho realizzato che non muovevo più niente. Sono arrivati due ragazzi a soccorrermi e io capivo che stavo per morire, avevo i polmoni collassati, mi mancava l’aria. Gli ho detto: non mi toccate che magari peggioriamo le cose, perché credo di essermi rotto l’osso del collo. E poi ho chiesto una sigaretta. Per me era l’ultimo desiderio, e mentre quei due mi tenevano la sigaretta per farmi fare i tiri io dicevo: dite a casa che gli voglio bene”

Nel 2015 ha deciso di morire.

“Una domenica pomeriggio ero con babbo, in cortile. Mi ha chiesto che intenzioni avessi per il futuro e gli ho risposto: finché riesco vado avanti, poi faccio di tutto per avere il suicidio assistito in Italia, se non ci riesco vado in Svizzera. Io so che lui ha capito, è morto l’anno dopo”

Articolo proveniente da Huffington Post Italia