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Montanelli, Afeltra e il mancato duello

Italian journalist and writer Indro Montanelli (1909 - 2001) at home, Milan, 2nd June 1997. (Photo by Leonardo Cendamo/Getty Images)

Un giorno (eravamo in Piazza Cavour a Milano) chiesi a Gaetano Afeltra il nome del giornalista a lui più caro, il più presente quotidianamente nei suoi pensieri. Alzò gli occhi dalla tazzina del caffè, fissò i miei e rispose: “Ragazzo mio, cosa vuoi che ti dica? Indro Montanelli”. Mi aspettavo che rispondesse “Dino Buzzati”, perché in “Corriere primo amore” lo aveva raccontato con un sentimento purissimo di rara vicinanza ed esaltato per le straordinarie qualità di scrittura. La cronaca della tragedia di Albenga, dove il 16 luglio 1947 annegarono decine di bambini e quattro adulti, mi era rimasta addosso come esempio di giornalismo insuperabile. Avevo mandato a memoria l’attacco: “I quarantatré bambini dormono distesi, fianco a fianco, assolutamente inverosimili. È un basso largo padiglione con scritto sulla facciata ‘Croce Bianca Ambulatorio’. Fuori c’è l’allegra piazza di Albenga, con le palme, le panchine, i camion che passano inconsapevoli rombando. Appena si entra, viene meno il fiato. Ci si aspetta un spettacolo orrendo ed è invece una cosa incredibilmente gentile e per questo la morte è più atroce”.

“Quanto era bravo, Buzzati!”, esclamò Afeltra, ma appena rispose “Indro…” alla mia domanda e non “Dino”, finsi di ricordare vagamente il suo “Famosi a modo loro”, il libro dove svelava un curioso episodio, Montanelli che osò sfidare a duello un Generale. In realtà, volevo che Afeltra me lo raccontasse a voce. L’oralità e il gesto di un antico signore di Amalfi sono inimitabili, capaci di farti rivivere all’istante ogni sequenza del mancato duello.

Già, mancato, poiché Montanelli lanciò la sfida, in verità senza alcuna convinzione, a un Generale, estensore quindi non anonimo, di una lettera, striata da feci umane, inviata al principe dei giornalisti del “Corriere”. Ciro Verratti, un collega che era stato campione di scherma, non ebbe dubbi: ”Ci vuole il duello!”. Così, cominciarono a stabilire con l’avversario tutte le regole secondo codici rigorosissimi. Montanelli era diviso tra la fifa per la battaglia e la parola data, soprattutto a Verratti, il quale non l’avrebbe considerato più un uomo, se si fosse tirato indietro.

Una sera, mentre Afeltra e Verratti definivano gli ultimi preparativi, luogo e ora già stabiliti, arrivò la telefonata di Montanelli: ”Senti, Gaetanino, io sono a cena con il Generale. Dì a Verratti che abbiamo sistemato tutto”. “E il duello?”, chiese Afeltra, preoccupato dalla reazione del compagno d’armi. “Ma quale duello!”, rispose Montanelli, tutto sollevato.

Da quel giorno qualcosa tra Montanelli e Verratti si ruppe per sempre. Ma Indro, secondo Afeltra, tranne che sulle convinzioni politiche, era disponibile a conciliare sempre.

Montanelli morì il 22 luglio 2021, vent’anni fa, giorno di Santa Maddalena, alla clinica Madonnina. Nel Duomo di Milano si stava celebrando una messa fatta dire ogni anno dall’amico Afeltra in suffragio delle loro mamme. Si chiamavano entrambe Maddalena.

Articolo proveniente da Huffington Post Italia