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Esposito non vuol mollare, insegue Berlusconi fino alla Cedu

DiRed Viper News Manager

Lug 17, 2021

Che il giudice Antonio Esposito non fosse tipo da giardinetti lo si era notato fin dal dicembre 2015 quando i suoi settantacinque anni lo avevano costretto a una non desiderata pensione. Ma tra le passeggiate al sole con i nipotini e la vera sfida all’O.K. Corral che lo contrappone ormai con frequenza quasi quotidiana a Silvio Berlusconi qualche via di mezzo potrebbe anche esserci. Invece no, a quanto pare. Così abbiamo un ottantunenne napoletano che non demorde davanti al drappo rosso sventolato dall’ottantacinquenne lombardo. E prepara e studia carte bollate quando gioca in casa, ma si prenota anche una trasferta a Strasburgo. Almeno sulla carta.

Le notizie di questi giorni sono due, e quella che sembra la più piccola è forse la più importante. Perché pare che l’alto magistrato –ce lo garantisce il suo quotidiano di fiducia, quello di cui lui è anche collaboratore- abbia presentato un esposto nei confronti di un collega magistrato napoletano. Parliamo di quel giudice per le indagini preliminari Giovanni Vinciguerra che ha archiviato la sua denuncia nei confronti di un legale di Berlusconi, l’avvocato Bruno La Rosa, e contro tre camerieri ischitani che lo avevano sentito pronunciare frasi ingiuriose nei confronti del leader di Forza Italia negli anni precedenti il processo. Perché l’esposto? Dice che non sono state fatte indagini. Ma l’ex presidente di Cassazione non può non aver notato che il gip è entrato nel merito della questione pur constatando che comunque era scattata la prescrizione. E non può non sapere quanto scivolose siano quelle affermazioni (B. è un chiavica… ma non lo hanno ancora arrestato? eccetera) che gli vengono attribuite ormai anche da una sentenza. Perché, se i tre camerieri non hanno detto il falso, vuol dire che hanno detto il vero.

E qui arriviamo alla seconda notizia, buona per lui, che porterà il dottor Esposito in trasferta a Strasburgo. La Cedu ha accolto la sua richiesta di partecipare al giudizio che vede contrapposti Silvio Berlusconi e lo Stato italiano, che dovrà render conto sulla regolarità del processo con cui la sezione della Cassazione presieduta da Antonio Esposito condannò il primo agosto del 2013 Silvio Berlusconi a quattro anni di carcere e cinque di interdizione per frode fiscale. Giusto per essere precisi, per ora il magistrato, più che salire su un aereo, può solo presentare una memoria entro il 15 settembre, la stessa data entro la quale il governo italiano dovrà rispondere a dieci domande.

E non sono domandine da poco. Una per esempio riguarda l’imparzialità dei giudici, visto che esiste agli atti a anche la testimonianza registrata nel 2016 del giudice Amedeo Franco, che aveva definito quel tribunale di cui aveva fatto parte “un plotone di esecuzione”, tanto che aveva anche maldestramente tentato di registrarne le sedute, e la sentenza una porcheria. È stato imparziale quel presidente –domanderanno i magistrati della Cedu– che aveva dato quei giudizi su una persona che in seguito sarebbe stata suo imputato, senza che lui sentisse il dovere di astenersi? Certo, lui nega di averle dette, quelle frasi. Ma c’è un altro neo in questa storia, che dovrebbe preoccuparlo. Perché di cause ne ha persa un’altra, il dottor Esposito.

Quella nei confronti del Mattino di Napoli e del giornalista Antonio Manzo, cui lui aveva detto, a sentenza pronunciata ma prima che fossero depositate le motivazioni, «Berlusconi condannato perché sapeva»: ma allora la frode fiscale non l’aveva messa in atto lui? Il giudice aveva chiesto al giornale un risarcimento di due milioni di euro e ha perso. Ma ha la querela facile, e così lo aspetta all’orizzonte nei prossimi giorni la causa civile nei confronti di Luca Palamara, che il magistrato ha denunciato insieme a Sallusti perché nel libro Il Sistema l’ex presidente dell’Anm ha spiegato come il giudice Esposito sia stato salvato dalla disciplinare del Csm, dopo l’intervista al Mattino, solo per motivi di opportunità. Cioè politici. Cioè perché faceva comodo la condanna di Berlusconi. Ne vedremo delle belle, prossimamente, in questa sfida all’O.K. Corral tra ottantenni.

L’articolo Esposito non vuol mollare, insegue Berlusconi fino alla Cedu proviene da Il Riformista.