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Conte lancia il nuovo statuto e attacca Cartabia: “No all’impunità, il vento del M5s soffia ancora”

DiRed Viper News Manager

Lug 17, 2021

Il nuovo Movimento 5 Stelle riparte dal “patto della spigola”. Giuseppe Conte in un messaggio video sul suo canale Facebook ha presentato il nuovo Statuto del Movimento 5 Stelle. Il video di poco meno di dieci minuti annuncia un nuovo corso del Movimento 5 Stelle e la votazione che si terrà il 2 e il 3 agosto. Il voto si terrà sulla piattaforma telematica SkyVote. Il documento guarda al 2050.

Il Presidente del Comitato di Garanzia Vito Crimi ha introdotto i “valori identitari e la vocazione innovativa” del Movimento che “il presidente Giuseppe Conte, su incarico del garante Beppe Grillo, ha pertanto elaborato una proposta di modifica dello Statuto che, oltre a definire con chiarezza ruoli e funzioni, introduce nuovi strumenti organizzativi e la Carta dei Principi e dei Valori”. “In qualità di Presidente del Comitato di Garanzia, pertanto, revoco, su indicazione del Garante, l’indizione assembleare di cui alla mia precedente comunicazione del 2 luglio 2021 e convoco l’Assemblea degli iscritti dalle ore 10 alle ore 22 dei giorni 2 e 3 agosto in prima convocazione e dalle ore 10 alle ore 22 dei giorni 5 e 6 agosto in seconda convocazione per votare la proposta di modifica dello Statuto e contestuale revoca della deliberazione assembleare del 17 febbraio 2021”.

La votazione sarà valida solo se parteciperanno almeno la maggioranza assoluta degli iscritti e quindi a maggioranza dei voti espressi. Il testo del quesito che sarà sottoposto agli iscritti da almeno sei mesi: “Approvi la proposta di modifica dello Statuto, contenente anche la Carta dei principi e dei valori, visionabile sul sito www.movimento5stelle.eu e di contestuale revoca della deliberazione assembleare del 17 febbraio 2021?” Qualora dovesse passare il quesito la voce “Comitato direttivo” sarà sostituita da “Presidente” e l’assemblea ” sarà chiamata a votare per l’elezione del Presidente, indicato dal Garante, Beppe Grillo, nella persona del prof. Giuseppe Conte.

È lo stesso Beppe Grillo che aveva definito inadeguato Conte come guida del M5s – ma che aveva appoggiato e lodato come guida del governo, anzi di due governi, uno con la Lega e un altro con il Partito Democratico – e lo stesso Giuseppe Conte che non aveva esitato a dare il suo al comico e Garante e fondatore del Movimento. Tutto finito, tutto superato, tutto risolto. Scurdammoce o’ passato. Dove poteva finire a finire “a pesci fetenti” è invece tutto ricominciato dal “patto della spigola”. Ovvero da quella foto scattata a Marina di Bibbona che ritraeva i due leader sorridenti e finalmente in pace dopo settimane di tumulti che sembravano aver spaccato il Movimento.

Conte abbronzato, in camicia, nella sua dichiarazione social. “Il vento del M5s soffia ancora”. Conte ha ammesso di aver conosciuto la politica a Palazzo Chigi. Ha difeso il reddito di cittadinanza. Ha ricordato il guru e fondatore Gianroberto Casaleggio. Ha fatto un po’ di campagna acquisti e invitato i sostenitori a riunirsi. Ha annunciato un tour in Italia – come non ricordare i tour di Beppe Grillo e di Alessandro Di Battista degli esordi? Ha parlato di Giustizia facendo riferimento alla riforma del processo penale voluta dalla ministra della Giustizia Marta Cartabia. “Io non canterei vittoria – aveva commentato dopo l’approvazione della riforma in Consiglio dei ministri – non sono sorridente sull’aspetto della prescrizione, siamo ritornati a una anomalia italiana”. Dove l’anomalia italiana è invece quella da ripianare per rendere i tempi compatibili alla linea del Recovery Fund e degli standard europei. Un Conte a tutto campo o quasi.

Il testo del video di Giuseppe Conte:

“È finalmente arrivato il momento tanto atteso: il Movimento 5 Stelle riparte, con nuovo slancio e nuova forza. Sono stati mesi difficili, lo sappiamo. Abbiamo tutti vissuto momenti di smarrimento, di stanchezza. Ma abbiamo saputo superarli, lasciandoceli alle spalle. Ora possiamo ripartire, spinti da quel vento che per il M5S soffia ancora: è il vento delle battaglie che verranno, quelle ancora da vincere, il vento che spazza via nubi e incomprensioni. A partire da oggi potrete leggere il nuovo Statuto e la Carta dei Valori del Movimento, che saranno disponibili sul nostro sito a questo link: https://bit.ly/nuovo-statuto-m5s 

Poi tra 15 giorni si aprirà la votazione. Nello Statuto troverete quelle che considero le basi per rilanciare la nostra azione comune: la piena agibilità politica del Presidente del Movimento e una chiara separazione fra i ruoli di garanzia e quelli di indirizzo politico. Gli iscritti avranno un ruolo sempre più centrale. Questo nuovo corso partirà dai Gruppi territoriali e dai Forum tematici, che saranno al centro di questo processo di rinnovamento. Gli iscritti potranno dar vita a Gruppi territoriali di scambio e di confronto, legati a singole realtà territoriali. Mentre i Forum tematici ci consentiranno un costante dialogo con la società civile: saranno luoghi di discussione, di confronto e di elaborazione di progetti, aperti anche ai non iscritti. Le proposte elaborate dai Gruppi territoriali e dai Forum tematici saranno ampiamente valorizzate. Ci sarà infatti un Comitato nazionale progetti, che a tempo pieno lavorerà per esaminare i progetti e le proposte legislative che perverranno dai Gruppi territoriali e dai Forum tematici.

Sarà questo il modo per valorizzare e rilanciare quel grande progetto civico e politico nato 12 anni fa dalle intuizioni e dalla passione di Beppe Grillo e di Gianroberto Casaleggio. Una cosa che mi sta molto a cuore è la Scuola di Formazione. L’abbiamo pensata per la formazione e l’aggiornamento permanente rivolto a tutti coloro che intendono impegnarsi in politica, in particolare i giovani. Ma sarà anche il luogo di confronto e di aggiornamento per tutti i parlamentari e gli amministratori locali. In questi anni anche il Movimento è cambiato mantenendo però immutato il suo tratto distintivo: mettere al centro sempre e soltanto l’interesse dei cittadini. Questa grande comunità ha avuto il merito di aver imposto nel dibattito politico temi che stavano a cuore solo ai cittadini, ma che la classe politica fingeva di ignorare: l’etica pubblica, la lotta agli sprechi e ai privilegi, la politica intesa come servizio pubblico, la disparità e la lotta alle diseguaglianze e – non ultima – la sostenibilità ambientale.

Oggi questo progetto ha bisogno di nuova linfa, di ritrovarsi e ritrovare quella caparbietà e quello spirito che lo hanno portato ad essere forza trainante per il cambiamento del Paese: è quello che i cittadini si aspettano da noi, è ciò che sono disposti a fare con noi, ed è il motivo per cui hanno dato grande fiducia al Movimento. Nel 2018 il Movimento ha ottenuto la fiducia di oltre 10 milioni di italiani ed è diventato la prima forza politica in Parlamento grazie agli impegni presi con gli elettori. Questi impegni in parte li abbiamo già mantenuti, realizzando gran parte delle riforme che avevamo promesso. E che oggi non possiamo lasciare che vengano cancellate. E’ una questione di rispetto per la democrazia, di rispetto degli elettori. E’ una questione di coerenza, fondamentale per alimentare il rapporto di fiducia tra cittadini e Movimento.

Nel periodo in cui ho ricoperto il ruolo di Presidente del Consiglio ho lavorato unicamente per l’interesse generale, tenendo sempre bene a mente il valore dell’etica pubblica. Nella mia permanenza a Palazzo Chigi ho compreso l’importanza della Politica, con la P maiuscola, ho toccato con mano cosa significa avere una grande responsabilità nei confronti del proprio Paese, in particolare in uno dei momenti più drammatici della sua storia. Non ho mai nemmeno per un momento agito per un mio tornaconto personale, per un mio interesse presente o futuro. Sono così e continuerò ad essere così anche alla guida del Movimento. Questo è l’unico modo che conosco di lavorare, l’unico modo che conosco di fare politica. Ed è l’unico modo per servire davvero il mio Paese.

Al governo abbiamo sfidato il totem inossidabile dell’Europa dell’austerità. Ci siamo presi insulti anche qui in Italia: populisti, fanatici, velleitari. Siamo quelli che hanno risposto per primi alla pandemia senza un manuale di istruzioni. Senza mai arrenderci abbiamo portato in Italia un grande piano di investimenti, indirizzando l’Europa intera sulla linea della solidarietà. Siamo quelli della legge Spazzacorrotti, quelli dei decreti contro il precariato e a favore dei diritti dei riders, quelli che hanno tagliato le tasse e reso più pesanti le buste paga dei lavoratori con il taglio del cuneo fiscale, quelli che per primi hanno iniziato a parlare di sostegni per autonomi e partite Iva. Siamo quelli che hanno agito concretamente per attenuare il divario tra Nord e Sud. Stanziando risorse per riequilibrare le differenze territoriali cosi che i Comuni italiani saranno più uguali, ed avranno le stesse risorse per asili nido e spesa per le attività di rilievo sociale. Siamo quelli del superbonus che sta aiutando il settore dell’edilizia e rilanciando l’economia, traducendo in fatti concreti l’auspicio della transizione ecologica.

Abbiamo realizzato il Reddito di cittadinanza, che oggi qualcuno per interesse vorrebbe smantellare. Ma non è questa la strada per aiutare davvero gli italiani: piuttosto miglioriamolo, rendiamo davvero efficace e funzionante la parte sulle politiche attive del lavoro, perché questo è ciò che serve, non eliminarlo.

Siamo quelli che vogliono processi veloci, ma non accetteranno mai che vengano introdotte soglie di impunità e venga negata giustizia alle vittime dei reati. Non accetteremo mai, ad esempio, che il processo penale per il crollo del ponte Morandi possa rischiare l’estinzione.

Noi siamo e saremo sempre dalla parte di chi non ce la fa. Una platea che purtroppo si sta allargando ogni giorno di più: giovani, precari, donne, piccole e medie imprese, lavoratori autonomi e partite iva, categorie che tanto hanno sofferto durante i lockdown e che hanno pagato un prezzo altissimo per questa crisi economica. Ci rivolgeremo anche a quel ceto medio che oggi fa fatica ad arrivare a fine mese, è anche a loro che abbiamo pensato quando con la legge di bilancio dello scorso anno abbiamo introdotto la riforma dell’assegno unico. Ma vogliamo sostenere anche il ceto produttivo, che ha bisogno di regole certe e di una burocrazia efficiente che favorisca le attività economiche e non le ostacoli. E’ per questo che ci batteremo per uno Statuto dell’impresa, che promuova le imprese socialmente responsabili.

Noi ci saremo sempre, con la nostra forza e la nostra coerenza. Ma per ottenere risultati è necessario essere uniti ed essere in tanti. Il Movimento 5 Stelle dovrà essere compatto per rispettare la volontà dei 10 milioni di elettori che ci hanno votato, per riconquistare la loro fiducia e di tanti altri che non hanno perso la speranza di cambiare l’Italia. Rivolgo un appello ai vecchi e ai nuovi sostenitori. Fateci sentire il vostro calore, fateci sentire il vostro sostegno. Non vi chiediamo altro. Riunitevi, parlate tra voi e con noi, proponete i vostri progetti.

L’Italia ha bisogno di nuove idee, delle nostre idee. Apriamoci, confrontiamoci, contaminiamoci. Io, da parte mia, girerò tutta l’Italia mi fermerò a discutere nelle vostre piazze, davanti alle vostre case. Perché non si fa politica solo nei luoghi istituzionali, la politica è dappertutto, ovunque vi siano cittadini che, con passione, si confrontano per il bene della loro comunità.

C’è una comunità che lotta per questi valori e che merita azioni e rassicurazioni immediate. Una comunità in cui mi riconosco e per cui voglio spendere me stesso, tutta la mia passione e tutte le mie possibilità. Io sono pronto, non intendo mollare di un centimetro. In tanti non intendono farlo: sono quelli che hanno sempre creduto nel Movimento 5 Stelle. E io sono con loro. E saremo ben accoglienti con tutte le nuove amiche e i nuovi amici che vorranno camminare con noi. Insieme, ora.

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