• Ven. Set 17th, 2021

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Valentino a Venezia

Sfilata indimenticabile per Valentino che sceglie Venezia e lo scenario delle Gaggiandre all’Arsenale, luogo della Biennale, un gesto d’amore per Venezia, città immortale. Con lo strumento che sa ammaliare, quello della couture di moda, insieme questa volta all’arte, il connubio perfetto, un progetto che è il punto fermo “di vera rinascita culturale“, racconta il direttore creativo Pierpaolo Piccioli.

Complice il clima, la luce del tramonto d’estate sulla Laguna, va in scena un défilé perfetto, di certo uno dei più coinvolgenti di questi ultimi anni.

Stupore e meraviglia, scenografia impeccabile con il passo della collezione che cattura e anche il sogno sembra disegnarsi vicino con un suo titolo: Valentino Des Ateliers Haute Couture 2021-2022.

Un connubio intrigante, inscindibile, quello tra arte e moda, a parità di segni per le due parti in gioco che, quando si uniscono in uno stesso linguaggio non possono che rinnovare l’eterna esaltazione alla bellezza.

“La moda non è arte” ridefinisce Piccioli, ma l’incontro con 17 artisti selezionati e provenienti da culture e luoghi differenti si nutre di visioni, che vivono di sintonie, che generano sensazioni ed emozioni, che guardano consapevoli al futuro.

Moda ed arte, un dialogo mai interrotto per Piccioli e Valentino, che si sagoma perfettamente sulla pelle degli abiti, e si affida al movimento mentre si concretizza.

Identità nuove, catturate per una passerella cadenzata da vestiti di lavorazione preziosa, imponenti talvolta, ma che restituiscono leggerezza ed incanto.

Valentino a Venezia

 

“La pittura è per l’arte, come la couture sta alla moda”, l’atto nobile che permette di dar forma e in questo caso fruisce di un incontro originale per sintesi,  pennellate improvvise dal tratto potente. Un’esaltazione della femminilità che ricapitola i codici cari alla Maison, animandoli di profili rinnovati di cui ogni artista coinvolto è l’impulso.

Cappelli grandiosi, colori forti, decisi, vivi fucsia, lime, magenta, i rossi di tradizione in ogni declinazione e sfumatura, stampe e drappeggi, eccessi ed increspature balze, cappe e mantelli.

Proporzioni e figure esagerate di proposito, silhouette lunghe o stratificate, volumi corti plastici, uomini e donne, che si mescolano noncuranti e formano quasi statuari la cornice vibrante di questo gioco incessante di scambi d’abito naturali, intimità senza capovolgimenti e durezze. La voce di Cosima è l’intensa tonalità appassionante che resta.

Valentino a Venezia

Articolo proveniente da Huffington Post Italia