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Rifiuta paziente sieropositivo: multa da 20mila euro per un dentista dal Garante della Privacy

DiRed Viper News Manager

Lug 16, 2021

Tre anni fa si è visto negare la visita odontoiatrica da un dentista perché sieropositivo. Il Garante dei dati personali ha ora inflitto al medico una multa da 20mila euro per non aver rispettato la disciplina in materia di privacy. Una vicenda resa nota da Gay Help Line, il contact center nazionale antiomofobia e antitransfobia per persone gay, lesbiche, bisex e trans gestito dal Gay Center a cui si è rivolto il ragazzo vittima di discriminazione, che oggi esprime soddisfazione per il risultato ottenuto.     

Discriminato perché positivo all’Hiv

Il medico aveva sottoposto al paziente un questionario in cui gli si chiedeva di evidenziare se fosse positivo all’Hiv oppure se sospettasse di aver contratto malattie infettive (come epatite e tubercolosi). Mentre si trovavano ancora in sala d’attesa, e dopo aver visionato le informazioni, il medico gli aveva così fatto presente che non lo avrebbe visitato, in quanto la sua sieropositività “non gli avrebbe consentito di scongiurare un possibile contagio del personale e degli altri pazienti”. Dopo la denuncia pubblica di Gay Help Line è quindi intervenuto l’Ordine dei Medici, per prendere tutti i provvedimenti del caso. A cui ha fatto seguito un reclamo al Garante dei dati personali che, in data 10 giugno 2021, ha emesso un’apposita ordinanza. Il Garante ha evidenziato come la condotta del medico non abbia rispettato la disciplina specifica in materia di privacy. Infatti la richiesta di informazioni in merito a un’eventuale sieropositività dei pazienti, che si rivolgono per la prima volta allo studio medico, contravviene il principio di liceità e minimizzazione dei dati richiesti secondo l’art. 5 Regolamento privacy. Ma non solo. Nell’ordinanza di ingiunzione il Garante ha inoltre rilevato la violazione della legge 135/1990, la quale dispone che qualsiasi struttura sanitaria, pubblica o privata, adotti precauzioni finalizzate alla protezione dal contagio verso la totalità delle persone assistite, considerata l’impossibilità di “identificare con certezza tutti i pazienti con infezione da HIV”. L’illegittimità della condotta del medico ha quindi portato alla sanzione amministrativa di 20mila euro.

Gay Help Line: “Lo stigma colpisce le persone Lgbt sieropositive”

Un risultato importante– dichiara Alessandra Rossi, coordinatrice Gay Help Line- che accogliamo con soddisfazione, ringraziando l’avvocato Alessandro Cataldi per aver seguito il caso in sede giuridica e amministrativa. Ringraziamo anche la ex Ministra per la Salute Giulia Grillo, che si era interessata concretamente al caso per la risoluzione dello stesso.” I dati relativi alle discriminazioni ancora subìte dalle persone Lgbt non sono confortanti: Ogni anno – continua Rossi – il numero verde Gay Help Line riceve 20.000 richieste di aiuto, di queste il 15% riguarda discriminazioni e disparità nell’accesso alle cure. Come testimoniano i dati del Roma Checkpoint, servizio di screening HIV gestito da Gay Center e Arcigay Roma, questa differenza di trattamento è in buona parte il risultato dello stigma che colpisce le persone Lgbt sieropositive.”

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