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Rai e Csm, golpe di partiti e toghe: solo Draghi e Mattarella possono fermarli

DiRed Viper News Manager

Lug 16, 2021

Il Consiglio superiore della magistratura ha chiesto alla Cassazione di stabilire il principio secondo il quale le sue decisioni non sono sottoponibili a nessun controllo di legittimità. Ha chiesto che le sentenze emesse dal Consiglio di Stato e dal Tar, che dichiaravano illegittima la nomina di Michele Prestipino a capo della Procura di Roma, siano strappate e gettate nel gabinetto. Ha votato a maggioranza: senza pudore, senza un po’ di senso della vergogna. Ha chiesto che l’organo di autogoverno della magistratura possa assumere i poteri assoluti e possa decidere le nomine in magistratura sulla base dei rapporti di forza tra le correnti e non sulla base delle regole stabilite. Non era mai successo qualcosa del genere.

Mattarella, ci pensi bene, si ricordi di Cossiga che per molto meno stava per mandare i carabinieri a piazza dei Marescialli. Ci pensi bene, presidente: lei è il presidente di un Consiglio superiore della magistratura che sta tentando di scassinare la giustizia amministrativa, e le regole della democrazia, e dello Stato di diritto, e la Costituzione. Provi a dir loro qualcosa…

Nella stessa giornata è arrivata la notizia che i partiti hanno escluso l’opposizione dal consiglio di amministrazione della Rai. La Rai sarà amministrata solo da donne e uomini di fiducia della maggioranza. Anche questo non era mai successo. Di solito, quando la Repubblica era una cosa seria e non erano ancora entrati in Parlamento i 5 Stelle – cioè il partito del potere per il potere – addirittura si concedeva all’opposizione la Presidenza della Rai. Tempi andati. Allora molti partiti si dichiaravano addirittura pluralisti. Esisteva la democrazia politica. Non c’era l’uno vale uno, il Conte vale Conte.

E comunque ora le cose stanno così. O qualcuno interviene (Mattarella? Draghi?) e richiama all’ordine l’orda degli unni – che saccheggiano, raccolgono bottini, concentrano poteri – o tutto il nostro sistema democratico si va a fare benedire. Oggi l’Italia, se dovesse essere paragonata a un paese degli anni 60 o 70, dovrebbe essere paragonata più alla Germania est di Ulbricht, o alla Spagna di Franco che al paese di Moro e Nenni. Quousque tandem?

Inutile chiedere ai partiti o ai magistrati di ridurre le loro brame fameliche. Ma Draghi, almeno, Draghi o Mattarella, non possono fare qualcosa? Luigi Facta non fece nulla, però non andò bene. L’anno prossimo è l’anno del centenario di quei fatti noti e loro sono già in marcia…

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