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Maxi frode fiscale ad Anzio, la Finanza sequestra beni per 15 milioni

DiRed Viper News Manager

Lug 16, 2021

Grazie a un sistema organizzato da un commercialista di Anzio, sul litorale romano, 22 aziende sparse su tutto il territorio italiano non versavano i contributi previsti. Alcune di esse hanno anche ottenuto sostegni per attività di ricerca e sviluppo mai sostenute. Tutte queste società cedevano a prezzi bassissimi i propri debiti ad altre aziende che si occupavano per lo più di fornitura di personale. Queste società di risorse umane avevano nel tempo maturato, solo su carta grazie a dichiarazioni false, crediti tributari verso lo Stato e le amministrazioni in quantità notevole. Così nel modello F24 (per versare imposte e contributi) i crediti venivano compensati a discapito delle casse erariali.

LA MAXI FRODE FISCALE – È stata scoperta dai Finanzieri del Comando Provinciale di Roma che, nel corso dell’operazione ribattezzata “We Pay“, hanno sequestrato beni mobili e immobili, per un valore di 15 milioni di euro corrispondente ai tributi non versati, nei confronti di 28 indagati. Le indagini delle Fiamme Gialle della Compagnia di Nettuno, dirette dalla Procura della Repubblica di Velletri e coordinate dal II Gruppo di Ostia, sono scattate a seguito di verifiche fiscali nei confronti di alcune imprese della zona.

DAGLI APPROFONDIMENTI – È emerso, inoltre, che le imprese hanno indebitamente fatto uso di considerevoli crediti versati dallo Stato per spese di attività di ricerca e sviluppo che le aziende non hanno mai sostenuto. Gli elementi raccolti nell’indagine hanno permesso all’Autorità Giudiziaria di Velletri di ottenere dal Gip il sequestro preventivo finalizzato alla confisca dei beni degli indagati. La misura cautelare è stata eseguita nelle province di Roma, Latina, Milano, Verona, Bari, Caserta e Isernia. Gli indagati dovranno rispondere dei reati di dichiarazione fraudolenta e indebita compensazione di crediti d’imposta inesistenti. L’attività delle forze dell’ordine fa parte della più ampia azione svolta dalla Guardia di Finanza della Capitale a contrasto dell’economia sommersa e delle frodi fiscali che, oltre a sottrarre ingenti risorse finanziarie allo Stato, alterano le regole del mercato e danneggiano i cittadini e gli operatori onesti.

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