• Mar. Set 28th, 2021

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La straordinaria stagione del Teatro Greco di Siracusa

View of Greek Theatre of Siracusa.

Sui gradoni della cavea di quello che a tutti gli effetti è tra i più grandi teatri greci del mondo si sono seduti lo scorso 3 luglio il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, insieme a quello della Giustizia Marta Cartabia. Per il prossimo lunedì 19 persino il presidente Sergio Mattarella è atteso per assistere all’insolito quanto riuscitissimo allestimento di Coefore Eumendi, il secondo e terzo episodio dell’Orestea di Eschilo messo in scena da Davide Livermore. Che poi questo teatro abbia un posto speciale nel cuore del ministro della Cultura Dario Franceschini è cosa risaputa. 

Lo scorso 2020 a causa pandemia per la stagione dell’Istituto Nazionale del Dramma Artico le cose si erano messe male. A fronte di quasi 9000 posti a sedere se ne poterono a Siracusa se ne poterono utilizzare 450: l’alternativa era chiudere tutto o sostituire la stagione programmata ad esempio una serie di recite Per voci sole a parti invertite rispetto al tradizionale impianto corale della tragedia greca. Il tutto poi sottolineato anche dal capovolgimento dell’impianto scenico: attori nella cavea e platea disposta sulla scena. Fu un gesto di pura e semplice resistenza per una macchina come quella dell’INDA che basa la sua sopravvivenza per il 70% sul ricavato della biglietteria ottenuto delle tre rappresentazioni messe in scena tra maggio e luglio di ogni anno. 

Ora – seppure con forti limitazioni nel numero dei posti consentiti (3000 e spettacolo da seguire con mascherina sul volto) – il programma è ripreso e a fianco dello spettacolo diretto da Livermore è in pieno svolgimento la rappresentazione de Le Baccanti di Euripide diretto da Carlus Padrissa storico regista de La Fura dels Baus e un poco più in là Le nuvole di Aristofane per la regia Antonio Calenda. Ma le novità che testimoniano la straordinaria voglia di ripartire, reagire e guardare avanti infusa dal Consigliere delegato Marina Valensise non si fermano qui. 

A Siracusa nella Galleria Regionale di Palazzo Bellomo è custodita l’Annunciazione dipinta da Antonello da Messina nel 1474. Ma per rappresentare la “ripartenza” della stagione al Teatro Greco di Siracusa è stato scelta ina tela dell’artista viennese Hermann Nitsch. Dipinta nel 2018, 79. Malaktion (2×3 metri) dialoga all’interno del museo proprio con la pala di Antonello (180x180cm). Quello che ha ritratto il maestro dell’ azionismo viennese è un camice bianco immerso in un giallo radioso che non può non ricondurci all’azione salvifica messa in atto del personale sanitario negli scorsi mesi custode di fronte al maledetto virus che ci ha travolto: un omaggio alla vita insomma e insieme un invito a non dimenticare i tre milioni e mezzo di vittime del Covid-19.

E ancora a Siracusa al Palazzo Greco la stessa Valensise ha curato insieme a Livermore l’eposizione Orestea atto secondo. La ripresa delle rappresentazioni classiche al Teatro Greco di Siracusa dopo la Grande Guerra e l’epidemia di Spagnola. A partire dalla raccolta di fotografie inedite di Angelo Maltese e grazie a documenti d’archivio e alle nuove tecnologie audiovisive, la mostra racconta le origini dell’INDA e il modo di produrre uno spettacolo teatrale all’inizio del Novecento.

Si tratta di una mostra multimediale nata in occasione del centenario della messa in scena delle Coefore di Eschilo, avvenuta nel 1921 con la direzione artistica di Ettore Romagnoli e ora ripresa da Livermore che si è impegnato a completare la presentazione dei tre episodi scritti da Eschilo con l’Agamennone che andrà on scena nel 2022.

Valensise dopo ricerche di archivio ha voluto dedicare ai protagonisti dell’impresa che segnò la ripresa delle rappresentazioni classiche dopo la Grande Guerra. Tra loro un posto particolare spetta al visionario Mario Tommaso Gargallo di Castel Lentini, che federò intorno a se le forze vive della città di Siracusa perché si tassassero onde far rinascere la stagione teatrale, l’archeologo Paolo Orsi, che garantì la tutela del monumento, il grecista Ettore Romagnoli, che diresse gli spettacoli. Nella mostra compaiono pure 44 fotografie dello stesso spettacolo del 1921, realizzate dal fotografo siracusano Angelo Maltese e una sala speciale è dedicata alla proiezione che permette di immergersi nell’atmosfera del Teatro Greco di cent’anni fa: le immagini sono quelle dei momenti salienti del secondo atto dell’Orestea. La mostra resterà a Siracusa sino al settembre 2022, per poi trasferirsi a Genova e in seguito all’Istituto Italiano di Cultura a New

Articolo proveniente da Huffington Post Italia