• Sab. Set 18th, 2021

Red Viper News

L'aggregatore di notizie di Red VIper

Covid, sull’estate sventola bandiera gialla

Con la risalita dei casi legata alla circolazione della variante Delta, l’Italia potrebbe nuovamente dividersi a colori, tinteggiando di giallo le Regioni che supereranno la fatidica soglia dei 50 casi settimanali per centomila abitanti. La maggior parte degli italiani anche quest’anno trascorrerà le vacanze nel proprio paese: il rischio è che – in piena estate, nelle mete scelte per spendere le proprie ferie – siano costretti, tra le altre cose, a rimettere le mascherine all’aperto, se la regione del loro soggiorno dovesse ingiallirsi.

Al momento le regioni che rischierebbero maggiori restrizioni sono cinque: Sardegna (33 nuovi casi settimanali ogni 100mila abitanti), Sicilia (32), Veneto (27), Lazio (24), Campania (22). L’ultimo monitoraggio dell’Istituto superiore di sanità rileva che “il quadro generale della trasmissione dell’infezione da virus SARS-CoV-2 torna a peggiorare nel Paese con quasi tutte le Regioni e province autonome classificate a rischio epidemico moderato”. A rischio basso ci sono solo Valle d’Aosta e provincia di Trento. I casi, spinti dalla variante Delta, sono in costante crescita, non è improbabile dunque che si superi la soglia di sicurezza per rimanere in zona bianca.

Con il passaggio, le regioni vedrebbero nuovamente limitate alcune libertà. L’obbligo della mascherina all’aperto, innanzitutto. Tornerebbe poi il limite di quattro posti a tavolo al ristorante, sia all’aperto che al chiuso. In zona bianca non vi è alcun limite al numero di posti per ogni tavolo all’aperto, mentre è di sei posti al chiuso. A partire dallo scorso 26 aprile sono consentiti gli spostamenti tra Regioni e Province Autonome diverse purché queste siano in zona gialla o bianca, ma gli spostamenti da una Regione in zona gialla a una arancione/rossa dovranno essere ancora giustificati da autocertificazione, o possono avvenire se si è in possesso del Green Pass. Per gli spostamenti in macchina – regola che dovrebbe valere anche per la zona bianca – è possibile viaggiare anche con persone non conviventi, purché ci sia solo il guidatore nella parte anteriore della macchina e massimo due passeggeri sui sedili posteriori: tutti all’interno dell’abitacolo hanno l’obbligo di indossare la mascherina. Anche in zona gialla, salvo ripensamenti, non è previsto il coprifuoco.

L’ipotesi non piace a molti governatori. Da qui la richiesta da più parti di rivedere i parametri, legando i cambi di colore non solo all’incidenza ma anche ai carichi ospedalieri, sulla base dell’effetto vaccini, che dovrebbe impedire ai ricoveri di impennarsi parallelamente ai casi: anche una regione che superi i 50 casi per centomila può rimanere in giallo, se ha un tasso di occupazione inferiore al 20% delle terapie intensive e del 30% dei ricoveri. “Il criterio prominente deve essere quello della pressione ospedaliera”, ha dichiarato all’AdnKronos il governatore della Liguria Giovanni Toti, “Noi possiamo limitare le libertà dei cittadini, di impresa, di spostamento, di socialità sulla base del confronto con un altro diritto, quello alla salute: nel momento in cui gli ospedali sono vuoti e il diritto alla salute è garantito, ogni azione di limitazione delle libertà sarebbe francamente arbitrario e pretestuoso”. Anche il virologo Pregliasco consiglia un cambio di parametri: “Sì alla sostituzione dell’Rt con il numero dei ricoveri per determinare la zona gialla. Sembra essere il dato più rilevante e più oggettivo quello dell’impegno del Servizio sanitario nazionale. Io però ci metterei anche quello di un tracciamento più massivo possibile, contemperandolo quindi con una quantità di tamponi minima”. 

In attesa che i nodi si sciolgano, le due regioni più a rischio provano a correre ai ripari, nel tentativo di bloccare la circolazione del virus. La Sicilia ha disposto il tampone obbligatorio per chi arriva da Malta, Spagna, Portogallo e altri Paesi extraeuropei dove si registra un forte aumento di contagi dal coronavirus. La Sardegna presto dovrebbe ripristinare i test anti-Covid per l’ingresso nell’isola per tutti. Un altra strada che si sta valutando di percorrere è quella della quarantena obbligatoria. “Stiamo monitorando e stiamo valutando”, ha dichiarato il sottosegretario alla Salute Andrea Costa, ospite di ’24 Mattino’ su Radio 24 “Per l’Inghilterra avevamo introdotto la quarantena qualche settimana fa, vediamo quale sarà la situazione nei prossimi giorni. Se si renderà necessario prevedere la quarantena per chi arriva da Spagna e Portogallo o da Paesi a rischio, sarà una misura prudenziale che introdurremo. Al momento stando ai dati di oggi non è prevista, ma da qui ai prossimi giorni è una situazione in evoluzione che può essere modificata”. 

Articolo proveniente da Huffington Post Italia