• Dom. Set 19th, 2021

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Whirlpool invia il preavviso dei licenziamenti: “Pagheremo stipendi per 75 giorni”

Whirlpool

“In merito alle notizie che in queste ore sono apparse sulla stampa, Whirlpool Emea smentisce di aver inviato lettere di licenziamento ai dipendenti del sito di Napoli”. E’ quanto chiarisce una nota della multinazionale americana che precisa “di aver inviato lettere alle rappresentanze sindacali e alle Istituzioni competenti sull’avvio della procedura di licenziamento collettivo ai sensi degli articoli 4 e 24 della legge 223/91, come anticipato nella giornata di ieri”.

Come noto, prosegue Whirlpool, “la procedura ha una durata di 75 giorni, durante i quali i dipendenti del sito di Napoli riceveranno la normale retribuzione. Nessuna lettera di licenziamento sarà inviata dall’azienda ai dipendenti fino al termine della procedura, come previsto dalla legge”, conclude.

Nella lettera inviata ai sindacati la società conferma “la propria intenzione di procedere al licenziamento collettivo di tutti i dipendenti attualmente occupati nello stabilimento di Napoli”. In particolare, è stato il “drastico calo della domanda di lavatrici di alta gamma ‘premium’ a livello internazionale” a determinare una “situazione non più sostenibile – si legge – dal punto di vista economico-finanziario per l’azienda”. È una condizione “non prevista né prevedibile – scrive Luigi La Morgia, amministratore delegato di Whirlpool Italia – al momento della sottoscrizione del piano industriale del 25 ottobre 2018″.

“Nonostante gli ingenti investimenti realizzati negli ultimi dieci anni per circa 100 milioni di euro e le nuove strategie commerciali messe in atto – prosegue – dal 2009 al 2020 i volumi di produzione del sito si sono ridotti da circa 700mila a meno di 200mila pezzi annui con un calo delle vendite nel primo semestre del 2019 pari al 36% a livello di export internazionale e del 19% nella sola area Ema. Nel 2020 si è assistito al protrarsi del calo dei volumi e nella sola regione Emea si è registrata una ulteriore riduzione delle vendite pari al 15%”.

Il sito produttivo di Napoli “risulta economicamente sostenibile solo a fronte di produzioni annue superiori alle 660mila unità annue”. Benché siano state avanzate delle soluzioni per far fronte alla situazione di mercato sopravvenuta “nessuna di queste opzioni – spiega La Morgia – è stata né può essere ritenuta adeguata a rendere stabile l’impianto di Napoli nel medio e lungo periodo”. L’unica soluzione accettabile per Whirlpool era quella di cedere lo stabilimento a un altro operatore industriale, ma questa ipotesi “non è stata presa in considerazione dalle organizzazioni sindacali”.

Nella lettera l’azienda spiega le ragioni per le quali la riduzione di organico in Whirlpool riguarda solo i 324 dipendenti dello stabilimento di Napoli “in maniera esclusiva”, “di natura tecnico produttiva e organizzativa”. Tra l’altro, “lo stabilimento di Napoli ha cessato ogni attività a far data dal primo novembre 2020, e i relativi dipendenti non possiedono le competenze tecniche necessarie all’esecuzione delle lavorazioni in essere presso gli altri stabilimenti della società senza l’attuazione di interventi formativi organizzativi e logistici talmente costosi e complessi da compromettere l’efficiente svolgimento dell’attività aziendale, finendo per generare una situazione di squilibrio strutturale per la società”. Inoltre, “l’attività produttiva più prossima territorialmente lo stabilimento di Napoli, ossia quella di Carinaro, svolge attività del tutto diverse rispetto alla produzione di lavatrici di alta gamma essendo centro di distribuzione logistica dedicato ai pezzi di ricambio” destinati ai mercati europei.

 

La protesta dei lavoratori. 

I lavoratori dello stabilimento Whirlpool di Napoli hanno lasciato l’aeroporto di Capodichino e si sono mossi in corteo fino a raggiungere la rotonda all’ingresso della Tangenziale di Napoli, dove hanno bloccato la circolazione delle auto.
Prosegue quindi la manifestazione degli operai dello stabilimento napoletano nel giorno in cui l’azienda ha dato il via alle procedure di licenziamento annunciate ieri. I lavoratori, che ieri hanno manifestato all’esterno del carcere di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) dove era in corso la visita del presidente del Consiglio Mario Draghi, poi incontrato dai segretari provinciali dei sindacati Fim, Fiom e Uilm, questa mattina hanno bloccato per alcuni minuti l’area dell’aeroporto che conduce agli imbarchi e hanno tenuto un sit-in all’esterno dell’aeroporto.

 

Articolo proveniente da Huffington Post Italia