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Referendum su eutanasia e giustizia, è boom di firme: oltre 300mila raccolte in pochi giorni

DiRed Viper News Manager

Lug 15, 2021

Gli italiani stanno riscoprendo l’amore per i referendum, per la politica, per i diritti: nonostante il periodo che pian piano ci stiamo lasciando alle spalle, nonostante la voglia di spensieratezza e di mare sono già oltre 300mila in totale i cittadini che hanno posto la loro firma sia per il referendum giustizia promosso dal Partito Radicale e dalla Lega sia per quello sull’Eutanasia Legale, targato Associazione Luca Coscioni.

Proprio quest’ultima ha fatto sapere ieri che sono oltre 100 mila le persone che ai banchetti organizzati in tutta Italia hanno posto la loro firma affinché nel nostro Paese l’eutanasia attiva venga consentita nelle forme previste dalla legge sul consenso informato e il testamento biologico, e in presenza dei requisiti introdotti dalla Sentenza della Consulta sul “Caso Cappato”. Le stime che comprendono le sottoscrizioni negli uffici comunali fanno incrementare ulteriormente il dato di ulteriori 10.000 adesioni. «Una straordinaria mobilitazione nazionale – si legge in una nota – che in particolare tra il 9 e il 12 luglio scorso ha visto code per firmare negli oltre 1000 tavoli allestiti in più di 250 Comuni». Le prime 5 regioni per firme raccolte ogni 10.000 abitanti sono Valle d’Aosta (con 41,5 ogni 10.000 abitanti), Piemonte (26,0), Umbria (24,8), Emilia-Romagna (20,3), Trentino-Alto Adige (19,1). «Abbiamo creato le condizioni per raggiungere l’obiettivo delle 500.000 firme entro il 30 settembre, nonostante ostruzionismi e ostacoli di ogni tipo», ha dichiarato Marco Cappato, Tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni, che poi ha puntato il dito contro l’inettitudine politica: «è impressionante vedere come il dibattito politico ufficiale si sia totalmente disinteressato della questione eutanasia e della raccolta firme in corso.

Nessuna adesione tra i principali partiti nazionali, ostruzionismo in molti comuni che rifiutano i moduli e non collaborano con la raccolta firme negando strade e piazze, rinvio estenuante da parte del Governo sul tema della sottoscrizione telematica via Spid e firma digitale, assenza di informazione agli avvocati e a Consiglieri e dipendenti comunali sulla loro possibilità di autenticare le firme». Molto entusiasmo anche nell’altro comitato promotore per la giustizia giusta che in soli due fine settimana ha raccolto oltre 200 mila sottoscrizioni. Una apertura è giunta ieri anche dal leader di Italia Viva, Matteo Renzi durante la presentazione a Firenze del suo nuovo libro “Controcorrente”: «Decideremo nei prossimi giorni se firmare o meno i referendum dei radicali perché quando si dice radicali e giustizia viene subito alla mente un nome, che è quello di Enzo Tortora, vittima della malagiustizia e nel suo nome l’impegno radicale sulla giustizia è un impegno molto serio».

Intanto dalla Camera è arrivata una importante novità per i proponenti di entrambi i referendum: ci sarà più tempo per depositare le firme, come deciso dalle commissioni Affari costituzionali e Ambiente che hanno approvato un emendamento della Lega al dl Semplificazioni-governance. La modifica prevede che il deposito possa avvenire entro il 30 ottobre e non più entro il 30 settembre.

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