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“Martusciello ha sbagliato: Forza Italia non può inseguire il giustizialismo”, l’accusa di Casciello e Giuliano

DiRed Viper News Manager

Lug 15, 2021

Sul garantismo non si può e non si deve mollare. E non bisogna commettere l’errore di inseguire i giustizialisti, a meno che non si voglia rinnegare la storia di un partito che ha sempre difeso la politica dagli attacchi – spesso ingiustificati e violenti – di certa magistratura. Ecco il monito che Gigi Casciello e Pasquale Giuliano, rispettivamente deputato in carica ed ex senatore di Forza Italia, lanciano ai colleghi di partito. A spingere i due berlusconiani a prendere posizione sul delicato tema del garantismo sono le recenti dichiarazioni di Fulvio Martusciello, eurodeputato e coordinatore napoletano di Forza Italia, che ha definito «rifiuti» alcuni esponenti di centrodestra coinvolti in inchieste per presunto voto di scambio e pronti ad appoggiare il candidato sindaco di centrosinistra alle prossime elezioni comunali.

«Non mi piacciono le parole di Martusciello e non le condivido affatto – spiega Casciello, giornalista che con Lino Jannuzzi ed Emiddio Novi ha scritto pagine memorabili a difesa del garantismo – Per anni abbiamo assistito alla presunta superiorità morale sbandierata dalla sinistra che oggi è roba da operetta. Forza Italia non deve incamminarsi sul pericoloso crinale del giustizialismo, a meno che non voglia rinnegare la propria storia». Casciello è uno dei tanti berlusconiani che fanno professione di garantismo. A differenza degli altri big campani del partito, però, è forse l’unico non solo a criticare Martusciello, ma anche a ricordare che certe prese di posizione su indagati e imputati sono nettamente incompatibili con i valori di Forza Italia: «Essere garantisti significa difendere non l’impunità ma i diritti dei cittadini, oltre che battersi per una giustizia giusta nel rispetto della Costituzione e delle leggi. Questo è quello che deve fare il nostro partito, impegnandosi anche per la buona riuscita del referendum sulla giustizia».

Le esternazioni dei vertici napoletani di Forza Italia hanno spiazzato anche alcuni ex del partito. Ieri è stato l’ex deputato ed europarlamentare Giuseppe Gargani, strenuo difensore del garantismo che qualche maligno ha a suo tempo bollato come “patrono degli inquisiti”, a ricordare che il garantismo non può e non deve finire in soffitta perché, per questa strada, non si fa altro che alimentare il rancore verso la politica e tradire la Costituzione. Opinione condivisa da Pasquale Giuliano, ex magistrato di Cassazione con un passato da sottosegretario alla Giustizia: «Certe dichiarazioni mi sembrano attribuibili, più che altro, al caldo torrido di questi giorni. In questo modo, tra l’altro, si fa strame della Costituzione, del valori di appartenenza a un partito che da sempre combatte logiche bassamente giustizialiste, ma anche delle statistiche giudiziarie, del buon senso e dell’angosciante sofferenza vissuta da molti esponenti politici che da indagati, imputati o condannati hanno visto riconosciuta la propria innocenza solo dopo anni di attesa».

Insomma, anche Giuliano mette in guardia dal pericolo di cedere al giustizialismo, magari solo per questioni di convenienza politica: «La volontà di riunire, sommariamente e confusamente, indagati, imputati e condannati non definitivi in un unico e per di più maleodorante “contenitore” mi sembra attribuibile a un’esacerbazione della sindrome tipica dei capipopolo da operetta»

L’articolo “Martusciello ha sbagliato: Forza Italia non può inseguire il giustizialismo”, l’accusa di Casciello e Giuliano proviene da Il Riformista.