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Francesca Bria, da Indymedia alla Rai. Piccola rivincita della generazione No Global

Francesca Bria, chief technology and digital innovation officer for Barcelona City Council, speaking in a panel discussion on the subject

Di certo vent’anni fa non se lo sarebbe mai immaginato. All’epoca, Francesca Bria, eletta ieri nel nuovo cda della Rai in quota Pd, coordinava la piccola press room di Indymedia a Genova, proprio di fronte alla scuola Diaz divenuta tristemente famosa per il blitz delle forze dell’ordine con tanto di ‘macelleria messicana’ la notte tra il 21 e il 22 luglio 2001 durante il G8. Di fatto era lei in Italia la ‘mente’ di quel piccolo network alternativo, ma soprattutto ‘social’ in un tempo in cui i social non esistevano. Indymedia era la sperimentazione di comunicazione virtuale indipendente e globale, l’avanguardia che aveva scoperto tutto o molto prima di Zuckerberg, prima della nascita dell’impero privato e redditizio di Facebook.

Dal mondo noglobal di Genova a viale Mazzini, dunque. Per alcuni nel Pd, che non l’avrebbero voluta a rappresentare il partito nel cda, è quasi una bestemmia. Ma da quel piccolo ufficio di Indymedia, dove si trovò a subire anche un blitz della polizia in quei giorni infuocati del G8 2001, Bria ne ha fatta di strada. Classe ’77, studi a Londra, comincia subito a lavorare sui temi legati alla democrazia digitale e del bilancio partecipativo, prima in Nesta, centro di innovazione britannico, e poi col progetto ‘D-Cent’ per cui è coordinatrice per l’Ue. Con queste specializzazioni, diventa ‘Chief Technology officer’ per la sindaca di Barcellona Ada Colau, prima donna alla guida della città e un programma radicale e rivoluzionario, dallo stop agli sfratti alla smart city. Del resto, anche Colau nasce nei movimenti sociali, attivista del movimento ‘15M’, emerso tra gli ‘indignados’ del 2011 nel periodo nero della crisi economica spagnola.

Consulente senior e ambasciatrice presso le Nazioni Unite (UN-Habitat) sulle città digitali e i diritti digitali, consulente per la Commissione Europea, nel 2018 Bria è stata nominata da Forbes nella Top 50 Women In Tech d’Europa, 50 donne provenienti da tutta Europa che stanno mettendo la tecnologia al centro delle loro attività. Ora dovrà trasferire tutto questo bagaglio in Rai. Chissà. Ma certo la sua storia dimostra che in quel movimento di vent’anni fa, disperso poi tra mille rivoli fatti di sangue, inchieste, polemiche e 11 settembre, c’erano delle ‘teste’ pensanti. Non si è salvata quell’idea di collettività, ma qualcuno di sicuro ce l’ha fatta a seminare da qualche altra parte.

Articolo proveniente da Huffington Post Italia