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“Veramente vogliono far credere che hanno deciso Bonucci o Chiellini?”, la Federcalcio rigetta il gioco del cerino

Italy's defender Giorgio Chiellini holds the UEFA EURO 2020 trophy as players of Italy's national football team parade with the UEFA EURO 2020 trophy on a double decker bus on Via del Corso in Rome on July 12, 2021, a day after Italy won the UEFA EURO 2020 final football match between Italy and England. (Photo by ANDREAS SOLARO / AFP) (Photo by ANDREAS SOLARO/AFP via Getty Images)

Sono furiosi dalle parti della Federazione italiana gioco calcio. Furiosi al di là delle dichiarazioni precise ma ovattate diffuse dal presidente Gabriele Gravina in un comunicato rilasciato a metà mattina. C’è sconcerto per essere stati additati quali irresponsabili dal prefetto di Roma Matteo Piantedosi. Che gli ha scaricato addosso la responsabilità di aver nella sostanza imposto alle autorità il giro sul pullman scoperto della nazionale di calcio al ritorno da Wembley. “I patti non sono stati rispettati – dice Piantedosi al Corriere della Sera – hanno sostenuto che c’era comunque già molta folla per le strade ed era forte intenzione dei calciatori di proseguire i festeggiamenti con l’effettuazione di un giro su un autobus scoperto. C’erano migliaia di persone in attesa del giro in autobus, vietarlo avrebbe potuto creare problemi di ordine pubblico”.

“Non è nostra intenzione alimentare polemiche”, risponde Gravina, che mette tuttavia i puntini sulle i, spiegando che è sempre stata negata dalle autorità la possibilità di festeggiamenti in una location fissa e che in ragione di tale diniego la delegazione italiana era stata fatta ritornare a Coverciano per il rompete le righe.

“Sono stati loro poi a invitarci”, spiega una fonte della Figc, riferendosi alle “graditissime” convocazioni al Quirinale prima e a Palazzo Chigi poi. Dunque treno fino a Roma, spostamento in pullman all’hotel Parco dei principi, dove parcheggiato c’era anche un modello identico ma scoperto,  per ogni evenienza. È lì che la macchina a iniziato a incepparsi.

Perché di fronte alla improvvisa organizzazione di una giornata romana, la Federcalcio ha avanzato nuovamente le richieste per un festeggiamento in una location da concordare, suggerendo Piazza del popolo. “Ci siamo trovati di fronte alla stessa risposta, e pur a malincuore abbiamo accettato”. Il clima cambia quando la squadra si vede circondata da dietro i finestrini da due ali di folla, gente che batte sui vetri, c’è chi prova a salire. I giocatori, ambasciatori i difensori Leonardo Bonucci e Giorgio Chiellini, iniziano a rumoreggiare, chiedono che sia data loro la possibilità almeno di un giro sul pullman scoperto. Ricevono ancora un no.

Si mette in moto la macchina organizzativa della Federcalcio, reitera la richiesta. La preoccupazione quella di un assalto in piena regola al pullman. Ai funzionari del ministero dell’Interno spiegano che “il percorso è concordato con voi, la notizia degli appuntamenti al Quirinale e a Palazzo Chigi è uscita, l’orario pure, le persone sono assiepate lungo il percorso”. La conclusione dal loro punto di vista è ovvia: la gente ormai c’è, con il pullman scoperto si sazia la voglia di selfie, con quello chiuso potrebbero esserci tensioni. “Certo che abbiamo insistito, abbiamo provato a forzare la mano – spiega una fonte federale – ma chi ha organizzato tutto non siamo stati noi, e di certo la responsabilità di quel che poteva succedere con il pullman chiuso non era nostra, e sarebbe rimasto ugualmente bloccato per strada”.

Insomma, l’ammissione di aver insistito c’è, non quella di aver agito in maniera scorretta: “Ci siamo sempre e comunque rimessi alle decisioni di forze pubbliche e Viminale”. È un rimbalzo di responsabilità: l’ok arriva quando i giocatori arrivano a piazza Colonna, ma è un via libera verbale, non c’è una pezza d’appoggio che una delle due parti può sventolare a sua discolpa, il gioco del cerino è potenzialmente infinito.

Piantedosi accusa sostanzialmente la Figc di un blitz, di aver portato il pullman scoperto a ridosso della presidenza del Consiglio per far prendere una piega diversa alla giornata, la federazione si difende: “All’arrivo davanti a Palazzo Chigi reiteravamo la richiesta, a quel punto divisa dalle istituzioni, per un breve tragitto con il bus scoperto, anche nell’ottica di tutela dell’incolumità dei calciatori”. Tradotto: la richiesta è stata avanzata come compromesso di buon senso di fronte a un’organizzazione caotica della giornata da parte delle autorità, e comunque la decisione finale è stata “delle istituzioni”.

Possibile. Che Gravina aggiunga ulteriori elementi domani, a margine di un già previsto Consiglio federale, per il momento le bocche rimangono cucite, una buona parte dello staff dopo la maratona lavorativa della spedizione europea risponde con un garbato ma ermetico, “sono in ferie”, i numeri fissi dell’ufficio stampa squillano a vuoto, l’atmosfera generale è quella del rompete le righe. Le poche voci che rispondono hanno il tono alterato di chi si sente ingiustamente accusato, le risposte sono secche: “Darci degli irresponsabili dopo quello che è successo ha veramente dell’incredibile. Ognuno si assuma le proprie responsabilità, o veramente vogliono far credere che hanno deciso Bonucci o Chiellini?”.

Articolo proveniente da Huffington Post Italia