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Renzi indagato, ora i Pm cercano un possibile reato…

DiRed Viper News Manager

Lug 14, 2021

Su certe puntualità c’è da contare più che sugli orologi svizzeri. All’indomani dell’appoggio ai referendum sulla giustizia, preannunciato ancora in ipotesi, e nel giorno stesso in cui presenta il suo nuovo libro con una conferenza stampa alla Camera, ecco l’avviso di garanzia per Matteo Renzi. Vicenda metamediatica: finanziamento illecito e presunte false fatturazioni insieme al manager Lucio Presta per il documentario “Firenze secondo me”.

La Procura della Repubblica di Roma si è mossa sulla scorta di una relazione dell’Uif, l’Unità di Informazione finaziaria che agisce come authority indipendente e che nel 2019 inserì i passaggi della produzione del documentario in una relazione. Proprio ieri, poco prima di ricevere la notizia dell’indagine a suo carico, Renzi stava elencando la mano pesante che la giustizia ha usato nei suoi confronti. “I miei genitori fino a 65 anni sono cittadini irreprensibili, poi io divento presidente del Consiglio e loro diventano Bonnie e Clyde. C’e’ un magistrato che ha chiesto l’arresto di mio padre, e di mia madre, poi ha indagato mio cognato, poi non potendo indagare mia nonna che ha 101 anni, ha indagato me per più di un reato e ha creato le condizioni del processo”.

Renzi è andato oltre: “Io sorrido ma c’è un punto preoccupante, il processo Open: perche’ si processa la politica. Non si processa il finanziamento di nascosto ma si pretende che i finanziamenti li decide il giudice penale. Io vengo accusato di aver fondato una corrente e il giudice penale pretende di decidere che io ho formato una corrente e sequestra 30 telefoni di persone. Come ci ricorda Ettore Rosato, io ho sempre detto che semmai fondo un partito piuttosto che una corrente del Pd. Questo è uno scandalo. Ma io penso che davanti agli scandali troveremo un giudice a Berlino. Indovinate chi ha detto che Open è una Fondazione e non una corrente di partito? Il capo degli avversari al Referendum, Flick”. “Nel libro è tutto raccontato” ha detto Renzi che ha ricordato: “se il procuratore di Firenze vuole procedere contro di me io rinuncio all’immunità”. Ma è stato il Procuratore di Roma a firmare l’avviso di apertura del fascicolo. L’atto non era affatto inatteso: nei giorni scorsi su delega dei pm romani era stata svolta una perquisizione nei confronti del produttore che aveva portato all’acquisizione mirata di tutti i documenti riguardanti i contratti della società con Matteo Renzi.

Firenze Secondo me è stato un programma originale di divulgazione storico-artistica che, prodotto dalla Arcobaleno Tre di Lucio Presta, è andato in onda su Nove tra il 2018 e il 2019 raccogliendo per ciascuna delle quattro puntate (di 90 minuti ciascuna) oltre 400.000 telespettatori e portando la piccola emittente a sfiorare il 2% di share nazionale. Numeri da record, per la Nove. Che sarebbero stati compensati con un contratto da 750.000 euro, interamente versati dal produttore Presta a Renzi, autore ed interprete delle quattro puntate. Denaro che una emittente privata può decidere di investire come vuole? Forse. Rimane come sempre, in questi casi, il dover giustificare ogni passaggio e impegnarsi nel provare la propria innocenza.

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