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Renzi indagato: “Me l’ha detto un giornalista, in Italia funziona così”

DiRed Viper News Manager

Lug 13, 2021

“Quando arriveranno gli atti e non i tweet dei giornalisti potremo confrontarci”. E’ un Matteo Renzi che non ha paura di “niente e di nessuno” quello che commenta l’indiscrezione, veicolata come al solito dai media e non dall’autorità giudiziaria, secondo cui sarebbe indagato dalla procura di Roma, insieme al manager dei vip Lucio Presta, per finanziamento illecito e false fatturazioni in relazione al documentario del leader di Italia Viva su Firenze, ‘Firenze secondo me’, realizzato dalla società di Lucio Presta, Arcobaleno Tre.

“Oggi alle cinque e mezza mi chiama un giornalista, Emiliano Fittipaldi (Domani, ndr), e mi dice ‘senatore, ti comunico che sei indagato dalla procura di Roma’. Di solito queste comunicazioni le fanno i magistrati o la polizia giudiziaria, in Italia l’informazione viene data da un giornalista…” attacca l’ex premier in un video pubblicato sui propri account ufficiali. “Questo avviso di garanzia non so in che cosa possa sostanziarsi, si parla di una mia attività professionale che sarebbe finanziamento illecito cosa che non sta né in cielo né in terra. Quando arriveranno gli atti, e non i tweet dei giornalisti, potremo confrontarci nella sede del processo. Quello che mi colpisce è che qualcuno pensa forse che io mi possa fermare di fronte a certe cose, innervosirmi o scoraggiarmi: chi mi conosce sa che io sono uno di quelli che davvero va controcorrente e che non ha avuto paura di andare contro tutto e tutti per cambiare un governo. Vi immaginate se possono farmi paura un qualche velato avvertimento o un qualche avviso di garanzia comunicato via stampa in un determinato giorno”, ovvero quello dell’uscita del libro. “Sono casualità che si ripetono. L’altra volta quando ho fatto la presentazione del libro hanno arrestato mio babbo e mia mamma, stavolta si sono limitati a un avviso di garanzia…”.

Renzi poi aggiunge: “Con molta tranquillità e determinazione, io dico che vado avanti con più decisione di prima, vado avanti a testa alta. Quello che riguarda è tutto trasparente e tracciato. Io non ho niente da nascondere e nulla di cui vergognarmi. E quindi buon lavoro ai magistrati che facciano il loro dovere di indagare, noi siamo a loro disposizione”. “Buon lavoro alla stampa e anche a chi non si lascia fermare. Io non ho paura di nessuno e di niente. Abbiamo mandato a casa un governo perché le cose non funzionavano, lo rifarei oggi. Se qualcuno pensa mi passi il sorriso, non mi conosce. Certo mi dispiace per le persone coinvolte. Ma c’è l’assoluta consapevolezza non solo di non aver fatto nulla di illegale ma anche che la battaglia che stiamo facendo, è giusta. Controcorrente con più forza di prima”.

L’articolo Renzi indagato: “Me l’ha detto un giornalista, in Italia funziona così” proviene da Il Riformista.