• Dom. Set 19th, 2021

Red Viper News

L'aggregatore di notizie di Red VIper

Media, social, poteri: “Un Héros” spiega come si crea e si distrugge un eroe

epa09245076 (FILE) - Iranian director Asghar Farhadi poses during the photocall for 'Everybody Knows' at the 71st annual Cannes Film Festival, in Cannes, France, 09 May 2018 (reissued 03 June 2021). Farhadi's movie 'A Hero' will be presented in Competition in the Official Selection for the 74th Cannes Film Festival, organizers announced on 03 June 2021. The festival will run from 06 to 17 July 2021. EPA/IAN LANGSDON *** Local Caption *** 54318746

I film migliori a Cannes arrivano in coda al concorso, come da tradizione. Tornato a girare in Iran dopo una fase europea, Asghar Farhadi (Oscar per “Il Cliente”, Orso d’oro a Berlino per “La Separazione”) pone con “Un Héros” domande geograficamente circoscritte, ma che di regionale non hanno niente. Tema chiave il contrasto tra la grande bellezza di civiltà millenarie e la barbarie che ha omologato il mondo, nelle stesse forme e con gli stessi mezzi.

Simbolo della prima l’abbagliante Tomba di Serse in restauro, dove un detenuto per debiti (l’attore Amir Jadidi), in permesso per 48 ore, va a chiedere aiuto al cognato manovale. Deve convincere il suo creditore ad accettare quel poco che può racimolare, e a non rimandarlo in prigione.

La nuova barbarie sta nella speculazione a catena che il diabolico intreccio di media, social e poteri innesca sulla buona azione di un povero Cristo. La sua innamorata ha trovato in una borsa smarrita qualche moneta d’oro. Troppo poco per cambiare le cose, e Amir decide di far rintracciare la legittima proprietaria.

Per la Direzione di un carcere che deve rispondere di troppi suicidi è una manna dal cielo. Eroe del giorno, intervistato in Tv, incensato da un’associazione benefica che gli procura una colletta pubblica, il pover’uomo diventa il simbolo dell’Iran ‘sano’. Forse lo Stato gli darà perfino un lavoro. Non sa che il fango dei social, i ‘si dice’ che diventano virali, i video che catturano la sua furia contro il creditore impietoso possono demolire l’effimero piedistallo e trasformarlo in un truffatore.

Non è l’Iran, è il mondo. Pronto a sfruttare un bambino con gravissimi handicap di linguaggio – il figlio di lui- per ripulire l’ immagine delle istituzioni. Non c’è arma migliore di un video lacrimevole, perché il gregge ottuso dei social scatti sull’attenti. La responsabilità di essere genitore, di cui in questi giorni ha tanto parlato Nanni Moretti, ‘questo’ genitore trova la forza di praticarla, pagandone i prezzi. Perché corrompere è facile, e non c’è ritorno.

Il militante Spike Lee, presidente della giuria, è inciampato finora nel Festival meno impegnato di sempre. Mancano quattro giorni per esaurire il concorso: sono abbastanza per alzare il tiro e cambiare rotta.

Articolo proveniente da Huffington Post Italia